IL DIARIO DI UN ANGELO CONTINUA

SEMPRE INSIEME A EMILIO E ALLE SUE LETTERINE


2021

gennaio - febbraio - marzo - aprile - maggio - agosto - settembre - novembre - dicembre

2022

gennaio

 

(Raffaello, 1507 - The National Gallery London)

AMORE MATERNO

Festa di Maria Santissima Madre di Dio

 

1 gennaio 2021

Carissima mammabanana, madre mia che ancora mi porti in grembo, anche ora che vivo in Cielo e posso godere dello sguardo dolce e amorosamente caloroso della nostra Madre Celeste, gioisci e partecipa con me alla meravigliosa mia gioia di sentirmi amato dello stesso vostro amore materno: il tuo e quello di Maria Misericordiosa.

Il tuo e il Suo Cuore di Madre di Gesù battono all’unisono in questa eterna frazione d’amore, in un impeto di materno afflato. Non hai la sensazione di condividere con me l’Amore che Ella non ha mai cessato di provare nell’animo Suo per il Figlio Suo in terra, e che in Cielo riversa sul Figlio Suo divino? 

Non senti che Ella mi ama come tu ami Suo Figlio, e che entrambe amate dello stesso amore? Perché dello stesso Amore si tratta: dell’Amore che Iddio ha profuso nel dare ordine e bellezza all’universo, nel creare gli esseri viventi con l’Amore del Suo soffio vitale; dell’Amore di Padre generoso che si incarna nel Figlio, per indicare all’umanità la via che conduce alla sconfinata vita oltre la morte; dell’Amore sacrificale del Padre e dell’amore straziato, ma dignitoso e consapevole, di Madre dell’Amore Misericordioso, che Dio elargisce nel redimere i peccati del mondo; dell’Amore che il Signore amministra attraverso l’azione mediatrice della Sua e nostra Madre celeste.

È, insomma, l’Amore appassionato, gratuito, inesauribile, indistruttibile, che dà forza vitale al miracolo prodigioso che Dio ha voluto come Padre-Madre-Figlio-Spirito Santo, affinché tutto ruotasse intorno a Lui, fonte luminosa di Amore, in un armonioso universo senza fine.

Con l’Amore che da Lui deriva e che io provo per voi, e che Egli riversa in voi grazie anche alla mediazione amorosa di Maria Misericordiosa, e all’amorevole tifo che tutto il Cielo fa per voi, questa penna inerte diventa viva e scrive questa letterina, che vi dedico con tutto il mio amore. Ma tutto ciò sarebbe impensabile se non potessi contare sull’amore paterno del mio vecchio scriba fedele, che io amo con tutto il mio amore filiale. Con tanto amore per chi leggendomi crede nella forza dell’Amore.

Il vostro  persempre


ADDIO, ARRIVEDERCI, A PRESTO

20 febbraio 2021

Miei dolcisimi mamma banana e papi scriba fedele.

Il tempo, che continua inesorabilmente a scorrere su di voi e sulle vostre vite terrene, va riducendosi sempre più, mentre gli addii di un tempo diventano via via arrivederci, poi a presto, e infine finalmente.
Eccoci qua, siamo tornati insieme come un tempo e poco importa in quanto tempo e quanto ne è trascorso. Tutt’al più, come è trascorso. Questa domanda, alla quale non sarete obbligati a rispondervi quando se sarete, anzi ne saremo fuori, perché assieme per l’eternità, mi sollecita tuttavia di darvi alcuni filiali e tuttavia saggi suggerimenti.
Prima di ogni cosa mantenete la serenità e siate uniti più che mai, nella buona e nella cattiva sorte. Usate il vostro reciproco amore per concorrere a sostentarvi l’un l’altro, specialmente quando dovrete affrontare imprevisti e malattie. Reagite quando vi sentite presi dallo sconforto, o avvertite di perdere la speranza. Sorridete di fronte alle contrarietà e non abbiate pudore di manifestare sentimenti di gioia, ogni qualvolta la vita ve ne offre l’occasione, perché la vostra vita nonostante tutto lo farà. Non abbiate timore di nessun genere affrontando la distanza di tempo che ci separa, breve o lunga che essa sia. Soprattutto rispettatevi amorevolmente dello stesso amore che si è fatto paterno, materno e filiale nella mia vita con voi, e che troverà la concretezza spirituale quando la nostra piccola e SEMPRE unita famiglia andrà a ingrandire l’immensa, incommensurabile Famiglia Celeste.
Siate buoni e previdenti. Lo potete, ne sono convinto. Il Cielo vi benedice e vi protegge.

Con tutto il mio Amore. figlio vostrO-O/


LA DIVINA PROVVIDENZA HA SI' GRAN BRACCIA . . .

13 marzo 2021

Caro papi, caro mio vecchio scriba fedele, non cedete allo sconforto e alla paura generate inevitabilmente da sconvolgimenti naturali vecchi come il mondo, e sempre più frequentemente imputabili a una umanità irresponsabile e incosciente. E al tempo stesso non lasciatevi suggestionare da superstiziosi tentativi di incolpare il Cielo, sul quale quasi sempre gli uomini sono usi scaricare i propri errori.

Il pianeta terra era stato plasmato dal paterno Demiurgo perché l’uomo, al quale era stato affidato, ne godesse a bellezza, l’armonia, la calda, serena accoglienza quali espressione concreta e totale dell’Amore del Padre, e perché qui, operando nel Bene, l’ospite prediletto desse vita a una stirpe destinata all’eterna felicità.

Ma il male era in agguato, e si incarnò nel peccato di un orgoglio completamente opposto a quello che gode Dio, nel trasformare amorevolmente il caos dell’entropia in Armonia, che noi tutti accolti in Cielo proviamo nell’essere Suoi figli prediletti nell’eternità.

E il paradiso terrestre si animò di creature vitali dotate di energie negative per ogni forma dell’armonioso ordine prefigurato e costituito non solo negli esseri viventi, ma anche nelle forze della natura.

Perciò l’umanità la smetta di prendersela con il Cielo per tutte le sciagure che l’affliggono, ma si affidi con la fede e con la preghiera ai mediatori Celesti, perché il Signore trovi un diverso strattagemma atto a rimuovere anima e cuore dai demoni della superbia, della presunzione e di tutti quei malevoli sentimenti che ne hanno decretato la cacciata dal paradiso terrestre. Tuttavia non definitiva, perché voi sapete che la divina Provvidenza ha sì gran braccia che accoglie tutto ciò che si rivolge a Lei.

E così sia.

Baci, abbracci, tenerezze e benedizioni dal vostro Pintulino.



TANTI CARI AUGURI PER UNA SANTA PASQUA DOLCE E SERENA

con affetto da Emilio, con mamma e papà.



DIO NON CI ABBANDONA MAI

5 aprile 2021, lunedì dell’angelo

Caro vecchio papi, nonché vecchio scriba fedele. Eccomi qua a feste fatte per dirti che io non vi lascio mai soli, così come voi mi avete sempre nel cuore, e in tal modo -anzi in questo Spirito- ci possiamo ritrovare in questa letterina.

La resurrezione del figlio di Dio e del figlio dell’uomo si ripete nei vostri cuori in ogni giorno della vostra vita, consapevole che il Padre di tutti noi non ci abbandona mai. “Padre perché mi hai abbandonato” espirò Gesù sulla croce nell’ultimo istante della sua vita mortale, mentre già era asceso alla Sua Vita Eterna.

Anche l’uomo si rivolge al suo Dio con questa domanda angosciata, e lo fa molto più spesso di quanto non faccia per manifestarGli la propria gratitudine. Come se il nostro generoso Padre, distratto da impegni molto più importanti, o irritato da una quantità inimmaginabile di richieste di sostegno, non ce la facesse a soddisfarle tutte.

Miei cari. Ricordate o deboli di memoria che quando Dio gratificò della bellezza del paradiso terrestre coloro che aveva creato, come progenitori della Sua stirpe eletta, non li estromise da quel santo luogo di vita in comune perché spinto dal sentimento di abbandonare le Sue creature, ma perché Si era sentito dolorosamente abbandonato. E non credo di dovervi spiegare, miei cari e miei genitori, il perché  del Suo dolore.

Dio non ci abbandona mai. Né in Cielo né tantomeno in terra. Così come non abbandona mai il Figlio Suo prediletto crocifisso. Così come non abbandona mai alle tentazioni i fedeli che si rivolgono a Lui nella più bella preghiera che portiamo nel cuore dal giorno del battesimo.

Festeggiamo dunque con Cristo i giorni della nostra resurrezione in Lui, affidandogli tutti i segni e i sentimenti di devozione da consegnare al Padre, che non abbandona. Mai.

E così sia. Il Signore vi benedica. con voi persempre.


L'AMORE MATERNO FESTEGGIA OGNI PALPITO DI VITA

8 maggio 2021, festa della mamma

Caro papi, ben ritrovato. Caro vecchio scriba, ben tornato al lavoro dopo una lunga vacanza. E’ ora di scrivere una letterina a mammabanana e, visto che proprio lei che è scrittrice pare non sappia scrivere, datemi una mano a farlo voi.

Pare che oggi, pressappoco su tutta la cosiddetta terra civilizzata, si celebri la festa della mamma.
Sarà, ma un giorno solo mi sembra davvero un po’ pochino. Noi quassù lo facciamo ab eternis, senza interruzione perché non siamo schiavi del tempo, essendovi stati affrancati per divino misericordioso perdono. Non abbiamo infatti scadenzari particolari, perché la felicità eterna non li contempla. Abbiamo nel nostro cuore -perché la morte fisica non arresta le funzioni spirituali di questo centro di energia eterna, alimentato dall’Amore di Dio- il ricordo indelebile dell’amore materno, che ha festeggiato con noi  ogni palpito di vita. Sicché io, o meglio la mia identità spirituale vive nella mia mamma, seppur banana, e lei via via si spiritualizza con me in un unicum d’amore.

Ma c’è di più. In questo connubio d’amore che è Vita, noi in cielo festeggiamo un’altra legittima  mamma. E’ la Madre Misericordiosa di tutta l’umanità, Colei che si fece serva del Signore quando Egli La rese Madre di Spirito Santo, Colei che raccomanda alla bontà di Dio i propri figli scavezzacolli: Colei che riscatterà tutta l’umanità dal peccato originale, così come Gesù, Suo Figlio diletto, ha fatto con la morte.

Come vedi, cara mamma, converrai che dedicare alla propria mamma soltanto una infinitesima frazione d’eternità mi sembra estremamente riduttivo e per niente gratificante per le mamme e rispettivi figli.

Festeggiamo invece la nostra comunione indissolubile nella gioia dell’amore, che ci concepisce e destina all’eterna, appagante convivenza con il Signore Dio nostro, il Figlio Gesù, la madre Sua Maria Misericordiosa, e con la moltitudine degli Angeli, dei santi e di tutte le creature celesti, nella gioia gloriosa dello Spirito Santo.

Viva persempre Maria. Viva persempre tutte le mamme del mondo. Viva persempre la mia mamma. Persempre.

Con tutto il mio amore. Il tuo Pintulino



GESU' ABITA NELLA CITTA' ETERNA

FESTA DELL'ASCENSIONE

16 maggio 2021

Cara mamma, di ritorno dalla passeggiata con Geffry, papi ha preso l’ascensore per salire in casa. E’ un’azione che compie almeno cinque o sei volte al giorno. Quando l’ascensore non è rotto, lui ne approfitta e ascende al quarto piano. Tu gli vai incontro, lo abbracci -non sempre in verità- e gli racconti del tempo trascorso lontano da lui, quando era altrove ma lo sapevi vicino e protettivo.

L’ho presa un po’ da lontano, per spiegarti che Gesù, quando salì, ascese al Cielo in Corpo e in Spirito, non abbandonò il nostro e vostro mondo, ma si trasferì in una casa contigua, che gli umani riescono a vedere solo con gli occhiali della fede, immagginando Gesù nella cittè eterna. Lì Egli alberga ed è sempre rintracciabile da chi crede e Gli è grato per essere stato da Lui redento dal peccato e dalla morte. Come ho già descritto in altre letterine, Gesù esiste invisibile nella spessa nebbia che Lo nasconde agli occhi umani, che pure vedono le meravigliose bellezze della terra, ma senza goderne appieno.

Il Figlio di Dio abita la casa del Padre in compagnia di Maria Santissima, degli Angeli, dei Santi e di tutti gli Spiriti, puri perché purificati dalla Divina Misericordia. Lì, in ogni angolo, Gesù e collaboratori attendono solo di essere chiamati -non supplicati- per mettersi ancora una volta a disposizione. Non è faticoso per noi tutti, e in particolare per il Figlio di Dio Padre e per la Misericordiosa Mamma di Gesù, spingere il bottone per raggiungere il cuore di quegli esseri umani che lo desiderano, confidando nella Loro infinita bontà.

E’ così, ve lo assicuro, e anche vi assicuro che siamo sempre pronti a fornirvi gli occhiali che rendono visibile la realtà dell’invisibile. Se non mi credete, puntini puntini.

vostro persempre e accanto a voi in eterno



IL VENTO CHE CONDUCE IN SALVO

23 maggio 2021. Festa di Pentecoste

Caro papi, tra le tante passioni che mi hai trasmesso e di cui ti sono grato, c’è quella della vela. Andare a vela è inebriante, perché si è sospesi e immersi bella natura, tra cielo, terra e mare, mentre lo sguardo si perde in orizzonti sempre diversi e affascinanti, e tutti i sensi si esaltano per catturare la forza che muove la barca.
Catturare il vento è l’imperativo che la natura ti obbliga dolcemente, o violentemente a rispettare se vuoi navigare sereno su mari calmi, o se vuoi volare emozionatamente sulle acque di mari tempestosi.

Quando il Signore mi ha chiamato a Sé, mi sono sentito investito da una forza irresistibile, e da una voce dolce e possente che mi esortava a catturare il vento che mi doveva condurre sano, salvo e senza indugio al cospetto del Padre Celeste. Era lo Spirito del Signore, Quello stesso che Egli alitò sull’argilla per creare l’uomo, e Quello stesso di cui Egli inondò coloro che scelse per diffondere nel mondo la Sua Parola.

E io irresistibilmente ho fatto esperienza dei miei trascorsi e, messe a punto le vele, ho seguito correttamente la rotta e sono felicemente approdato nel mare della felicità persempre. Dove attendo con serafica serenità l’attimo eterno nel quale il Signore Dio nostro invierà su di te e sulla mia adorata mamma la voce del Suo Spirito. Che ci ricongiungerà per Sempre.

E così sia.

Se avrete qualche dubbio o qualche incertezza da inesperienza contate su di me, che sono da tempo esperto navigante.

Con tutto l’Amore che vi porto, vostro per Grazia del Signore. CiaO-O/


AMICHEVOLE ARMONIA

Eterna Amicizia ispirò il Signore ad assumere in cielo la Madre di Gesù

15,16 agosto 2021

Carissimi amici, cara mammabanana e caro papi nonché vecchio scriba fedele, sono qui con voi in presenza, in Amicizia, a rappresentare il Cielo in questo nobile sentimento, che unisce indissolubilmente tra loro gli uomini che se ne nutrono; e altrettanto saldamente le creature celesti con gli uomini di buona volontà.

Chi è, infatti, più accreditato ispiratore e distributore di questo meraviglioso sentire? È certamente il nostro Padre Celeste, che sin dagli albori della loro vita ricolmò l’uomo e la donna di fiduciosa ed eterna amicizia, e perseverò a fargliene dono, anche quando gli affidò il compito di verificarne la fedeltà nel libero arbitrio.
Infatti, Amicizia vuol dire rispetto reciproco e duraturo, e quella di Dio è eterna. Chi è più amico degli uomini della nostra Madre Misericordiosa? Maria, che intercede presso Iddio per tutta l’umanità, specialmente per quella meno fedele al patto con il Signore. La Misericordia divina non è dunque l’espressione più forte ed eternamente durevole dello Spirito? Non può essere che così, anche per tutti noi abitanti del Cielo, che viviamo in amichevole Armonia e facciamo di tutto per illuminarvi giorno e notte la strada che conduce all’eternità della Vita.

Amicizia è Sintonia, e sintonia riconduce ad armonia, e l’Armonia assoluta è Dio. Dio-Armonia ha dato Ordine al Caos, ha conferito Bellezza e sintonia all’universo e alla Natura da affidare ai Suoi figli prediletti, creati a Sua immagine e somiglianza, perché la gestissero armonicamente, preservandola dalle forze del disarmonico male, quello del tradimento e della confusione afinalistica e senza fine.
Se l’uomo vuole recuperare fiducia nella perseverante e fiduciosa Amicizia che lo Spirito gli concede, e con Lui tutto il Cielo, deve seppellire rancori, inimicizie, prevaricazioni, incomprensioni reciproche e altre maligne suggestioni, e affidarsi senza ulteriori indugi al patrimonio di tutti gli affetti di amorosa amicizia, di cui Iddio plasmò l’animo umano. Non vi è tempo da perdere. Ve lo dice chi, che come me, vivendo fuori dal tempo, ne ha una visione concreta, e vi sollecita a coltivare e rinvigorire la vostra encomiabile vocazione.

Amicizia uguale Armonia. Armonia uguale Dio, come Padre, come Figlio amorosamente sacrificato in nome dell’amicizia verso tutti gli uomini della terra, e come Spirito Ispiratore di Armonia e Amicizia senza fine.
Ciao amici veri e sinceri. Ciao dal vostro amicone persempre. Emilio-o/

(Più tardi)
Caro vecchio scriba fedele e amico.
Riprendiamo il discorso sui valori dell’amicizia, interrotto dalle troppe interferenze da parte di amici fraterni, bisognosi del tuo amichevole aiuto e conforto. Che tu hai concesso prontamente, perché l’amicizia è per te sacra, così come lo fu per me in terra, sì da condurmi precocemente alla conoscenza del suo eterno valore.

Eterna era l’amicizia di Gesù verso i Suoi fedeli discepoli, quando condivideva con essi il pane del Suo Santo Corpo e il vino del Suo prezioso sangue, oppure quando perdonava le loro manchevolezze e la codardia, persino il tradimento e l’incredulità. Ma soprattutto quando fu straziato a morte sulla Croce, per sconfiggere il Nulla dopo la morte, garantendo loro, e a tutta l’umanità, vita eterna ed eterna condivisione di Amore persempre.

Eterna Amicizia siglò l’annunciato volere di Dio con la giovane e pura Maria, a dar vita alla Sua incarnazione in Gesù, perché Amicizia è adesione a ogni patto d’Amore e disponibilità e impegno incondizionato.
Eterna Amicizia dimostrò Giuseppe, quando accettò la santa maternità della sua sposa inviolata, a dispetto dell’ipocrisia dei malpensanti e dei falsi amici. Eterna Amicizia ispirò il Signore ad assumere in cielo la Madre di Gesù, consacrandola come Regina del cielo e della terra, Madre di tutta l’umanità, e affidandole il compito di misericordiosa mediatrice del Divino Perdono, ma soprattutto compiacendoSi dell’avvenuto ricongiungimento celeste tra la Madre e il Figlio Suo prediletto.

Ti assicuro, cara mamma, il Signore benedirà con la stessa gioia il nostro abbraccio in cielo, quando sta scritto che esso avvenga. E sarà festa per tutte le creature di quassù, una festa di amici festevoli, che nell’Amicizia festeggiano l’Amore e l’Armonia che regnano nel Creato.

Cara mamma, caro papi. La morte non rompe mai l’Eterna Armonia dell’Amore e dell’Amicizia. In Esse c’è la forza della Fede, e dove c’è la Fede c’è Dio.
Bacioni infiniti e alla prossima, dal vostro persempre.


RICORRENZA DI GIOIA E NON DI MESTIZIA

17 settembre 2021

Cari mamma e papà, con commozione vi vedo presi nel ripercorrere i tempi dolorosi del mio definitivo addio alla vita terrena e, pur rammaricandomi per lo sconforto arrecato, vi chiedo: che senso ha affidarvi alla memoria del tempo, dal momento che non vi mancano testimonianze concrete circa il mio definitivo collegamento nella vita eterna?

A che serve fissare date, anni e ricorrenze, se non per compilare statistiche, o per delimitare ere, epoche, storie collettive, o archi di vita terrena individuale? È più importante, per esempio, collocare correttamente in un anno, mese e giorno e ora la nascita di Gesù, o credere che, in quella indimenticabile notte, la Luce del Cielo si sia fatta luce in terra per dissolvere persempre il profondo buio del mistero della morte, e per dividere la storia dell’umanità solo negli accadimenti terreni, che avevano preceduto la nascita di Gesù da quelli successivi? E poco conta cosa combinava il nostro Salvatore negli anni che precedettero la sua comparsa nella vita pubblica, ma importa messaggio di Amore Universale, ispirato dallo Spirito Creativo di Dio Padre, di amarsi gli uni con la stessa intensità d’Amore verso gli altri da Lui predicata, e testimoniata sulla Croce, consegnando così, a quella parte d’umanità che Lo condannò a morte, la rivoluzionaria immagine del Dio della Misericordia e del Perdono.

Che i mesiversari e gli anniversari siano dunque per voi, miei cari, e per tutti coloro che con voi li condividono, motivo di gioia e non di mestizia. Ma soprattutto pretesto amoroso di preghiere da rivolgere al Signore, a Gesù, alla Sua e nostra Madre Misericordiosa e a tutti i Santi del paradiso, affinché l’umanità ritrovi la gioia e il gusto di amare il prossimo suo, come fratelli e figli dell’unico Dio Creatore e Padre. E così sia.

Bacioni e ai prossimi festeggiamenti. E l’esortazione a gioire della mia eterna felicità con la forza della preghiera e della fede.

Dal vostro persempre


FESTA DI OGNISANTI

DIO PERDONATORE e CREATORE DI ETERNA FELICITA'

1 novembre 2021

Caro papi, per svolgere il mestiere di vecchio scriba fedele è necessario disporre di una penna adeguata, che scivoli sulla carta con la leggerezza di una piuma e la concretezza dell’amore. Questa che maneggi mi sembra sgangheratamente impacciata, ma è meglio di niente. L’importante è il contenuto del messaggio, che mi appresto a trasmettervi in occasione delle ricorrenze che state celebrando in terra.

La festa di tutti i santi non deve rappresentare il fugace, reciproco scambio di auguri collettivi a omonimi parenti, amici e conoscenti, ma l’occasione o, meglio, il pretesto per meditare sul concetto di Santità, che è virtù innata del Signore Dio nostro, Dio dell’universo, e capacità innata o acquisita dell’uomo di operare nei canoni della propria discendenza di figlio di Dio, creato a Sua immagine e somiglianza. Significa, in estrema sintesi, ispirarsi a quella decina di regole di comportamento, che dovrebbero illuminare il percorso terreno di ogni uomo, già tracciato dal Padre Supremo, per garantirsi la Vita Eterna: operando con disinteressato spirito di amore verso il prossimo, così come predicato e testimoniato da Gesù, e magari anche un po’ di interesse personale, inteso come consapevolezza di decisioni e responsabili posizioni nella continua scelta tra il Bene e il male.

A proposito di questo terreno contrasto interiore -e di questo continuo conflitto che l’uomo si è guadagnato  tradendo nientemeno che la Fiducia di Dio- bisogna ricordare che il dono della scelta, che Padre celeste confidò al primo grande peccatore dell’umanità, fu ispirato esclusivamente dall’Amore Misericordioso, che Iddio racchiude nella Sua innata spiritualità di visionario Creatore di eterna Felicità. E fu confermato dall’ispirazione che Egli riversò nei primi sacerdoti battezzanti, e soprattutto nella Chiesa del Figlio Suo diletto, alla quale affidò il compito misericordioso di cancellare il peccato originale, ché ogni neonato in terra è inconsciamente macchiato dal peccato di superbia e di disobbedienza. Più Misericordioso di così!

In questi Suoi giorni, il popolo dei credenti che commemora la morte dei propri cari, lo fa quasi sempre con ingiustificata mestizia e con inspiegabile imbarazzo. Forse è l’aria che si respira nei cimiteri, dove molto spesso le tombe dei cari, invece che occasione di incontri di preghiera rincuorante e serena, diventano motivo di strazianti risentimenti o di ingiustificate recriminazioni, se non luoghi di distratti appuntamenti annuali.

Nel cimitero si seppelliscono i morti, altrimenti detti defunti, o eufemisticamente coloro che ci hanno lasciato o abbandonato.
Se li chiamiamo “trapassati”, allora ammettiamo che non sono lì dove li piangiamo, perché vuol dire che sono altrove, in uno spazio infinito e in un tempo eterno, nei quali confidiamo e ai quali aspiriamo anche noi stessi, una volta morti con animo sereno e con misericordioso, divino, paterno consenso del Signore Iddio.
Solo Lui sa quanti di coloro che vi sono sepolti ripetutamente hanno chiesto in vita, e da ultimo hanno implorato in punto di morte la Sua Misericordia, direttamente o per intercessione della Sua e nostra Madre Celeste e di tutti i Santi del Paradiso. Così come solo Lui sa quanti dannati e quanti santi vi sono stati inumati.

Sono i sopravvissuti coloro ai quali spetta il compito di sollecitare con preghiere, animate da sinceri sentimenti d’Amore, la pietà Celeste. Sta ai sopravvissuti custodire in cuori gioiosi non già la memoria, ma la consapevolezza della vita definitivamente vera ed eternamente felice delle persone care, con le quali hanno condiviso un percorso di vita terrena, breve o lungo che sia. È lì, nel cuore di ogni buon credente, il luogo dove festeggiare, piuttosto che commemorare, la vita passata proiettata nella vita futura.

E così sia, come lo è già per tutti coloro che, santificati dal Perdono di Dio Padre, sono accolti in cielo nel Suo Eterno Abbraccio, che non conosce tappe intermedie tra terra e cielo.
Il Dio Perdonatore non dispensa Purghe, ma solo Amore purificante e immediato. Attenti, però! Non peccate nell’illusione di essere perdonati incondizionatamente. Fate i bravi ragazzi, se potete, ricordando che liberi vuol dire responsabili arbitri del proprio futuro. E futuro vuol dire vivere santamente la gloria di Dio.

Ciao a tutti, e buone Feste dal vostro in Comunione con Ognisanti.


POMPIERI CELESTI

5 dicembre 2021

Caro papone, lo sapevi che qui da noi funziona un efficientissimo corpo di vigili del fuoco?
I suoi compiti sono molteplici, ma due sono i più importanti. Il primo prevede di evitare che il fuoco dell’odio, che alberga nei cuori di tante creature malvage, si propaghi in più deboli cuori sotto sembianze di rancore, risentimento, invidia, maldicenza, menzogna, tradimento.

È un corpo speciale, che se la vede con le anime dannate viventi nel nonamore per opera del maligno, che ha loro promesso effimeri successi terreni. L’ignifugo, impiegato per questo difficile e sovrumano compito, è ovviamente tutto l’Amore Misericordioso di Dio, che il nostro Padre generoso elargisce a piene mani ai peccatori pentiti.

Il mestiere di questi Pompieri celesti è assai rischioso nella prima fase, e non sempre è coronato da successo. Non è infatti facile convincere le anime dei posseduti a cambiare casacca, perché il nemico dell’Amore è altrettanto agguerrito e l’esercito di diavoli di cui si serve è assai diabolico. Ma, una volta acquisito il lasciapassare misericordioso, tutto diventa più facile, perché, dopo l’opportuna bonifica del fonte battesimale, questi valorosi Eroi celesti provvedono a invadere con fiumi di ardente Amore i cuori mondati, avviandoli così alla vita gioiosa dell’eternità, nella quale hanno scelto di pulsare con la stessa forza e lo stesso ritmo dell’immenso Cuore di Dio.

Un altro corpo speciale dell’allegra brigata di Dio è addetto a un importantisimo servizio: quello di proteggere dalla contaminazione da peccato originale le anime che si affacciano alla vita terrena ignare di essere impure, essendo tuttavia destinate per volontà divina ad essere mondate nel fonte battesimale.
Questo è un ufficio dolcisimo e assai gratificante, perché la fiamma dell’Amore che gli angeli vanno a depositare nel cuoricino neonato non deve ustionarlo, ma scaldarlo e sostenerlo energicamente ad amare la vita di passaggio e quella che verrà, nonostante le diaboliche tentazioni di cui sarà fatto oggetto. E chi ne può tenere vivo il calore, meglio di tutti quegli angeli pompieri che i bambini amano chiamare Angeli Custodi?

Tutti questi corpi speciali sono sottoposti all’amorosa guida e ispirazione della nostra Madre Santissima, che in terra sostiene i vigili del fuoco nella veste di Santa Barbara. Capito?

Ciao papone. Abbraccia per me mammabanana e raccomandale di non accontentarsi del calore di un qualche scaldino, ma di godere di tutto il calore di cui il cielo l’ha inondata, da quando sono stato nominato ufficiale postale.
Bacione dal vostro postino amoroso


Con tanto affetto Buon Natale

con mamma e papà


ALLE PORTE DEL PARADISO

26 dicembre 2021

Carisimi MammaBanana e Papimio,

per volontà della Madre Nostra Misericordiosa vi scrivo dal Cielo, dove sono stato prematuramente chiamato per rappresentare la nostra piccola ma armoniosa famigliuola.

...

A noi, che già godiamo dell’inimmaginabile gioia della vita eternamente vera, è data facoltà di sollecitare Maria Misericordiosa ad accelerare presso il Figlio Suo Gesù la pratica del Perdono, con prove e testimonianze concrete, raccolte in occasione dei nostri raid terreni. E pure di andare ad accogliere i meritevoli e condurli sino alle porte del conquistato Paradiso ...

Per ora, siate grati al Signore per averci rinnovato la certezza della mai perduta forza unitaria, che trae energia dall’Amore che le ha dato e che nessun prematuro distacco potrà mai spezzare. Sia fatta dunque la volontà del Signore. E voi, miei cari, fate di tutto per assecondarLa. E così sia.

Bacioni eterni dall’eternamente vostro occhialuto.

Evviva le Famiglie che si uniscono e si fortificano nell’Amore di Dio Padre.


DURATA NON DURATURA

31 dicembre 2021

Carissimi. Gli esseri umani hanno creato il tempo a proprio uso e consumo, alcuni nel malcelato intento di negare l’eternità, altri per continuare a coltivare la speranza che esiste per davvero, mentre io, che la vivo in persona, faccio di tutto per testimoniarvene la veridicità.

Perciò auguro a tutti un felice anno nuovo, secondo la formula abituale del tempo e dei tempi della mia spensierata vita terrena, nella quale poco mi interessava se (il tempo) fosse rettilineo o curvilineo. E starò al gioco, raccomandandovi prima di tutto di trascorrere il vostro tempo, quello che, vi assicuro, si affaccia sulla vita eterna nel rispetto della vita terrena, lungo il percorso della durata non duratura, e nella consapevolezza che ciascuno conservi la propria integrità, per effettuare nel discernimento il destino del proprio futuro.

Dunque siate sereni, evitate di essere smaniosi o precipitosi, contate pure gli anni che sono trascorsi e quelli che trascorrerete, ma soprattutto ricordatevi del tempo o, se preferite, degli anni che personalmente e per Volontà Superiore abbiamo sinora percorso insieme, fortificati dall’energia dell’Amore di Dio Padre e protetti dalla complicità del Suo divino Figlio e dalla Misericordia della Sua, della nostra e della vostra Madre Celeste.

Vi giunga dall’Eternità il nostro buonanno persempre e una carezza mia personale (… ). Un abbraccio pieno, anzi, pienisimo d’amore filiale alla mia mamma, e uno, altrettanto pieno di gratitudine, al mio vecchio scriba fedele.

Alla prossima, per rimanere nei canoni del tempo che scorre. E ricordate di tenere sempre a portata di mano gli occhiali della Fede. vostro, testimone oculare.



 

AMORE MOTORE DI VITA NELLA VITA ETERNA

Con gli occhi al cielo

8 gennaio 2022

Caro papone, lo sai perché quando si prega si è soliti volgere gli occhi al cielo?
La risposta non è così ovvia come si crede: perché lassù, e lontano dalla terra, c’è il paradiso, dove l’umanità si compiace di immaginare le proprie divinità da raggiungere dopo la morte, ed è là che indirizza le proprie aspirazioni, speranze, suppliche e raccomandazioni.

Ma c’è un’altra ragione, nient’affatto secondaria e altrettanto affascinante. Solitamente è di sera, dopo il vespro e con il buio, che ci si sente più intimamente disposti a pregare, cioè quando il cielo  si illumina di stelle splendenti, che pulsano come cuori di altri mondi lontani, ma in sincronia con i battiti dei nostri cuori. Allora è fisiologico, è umano, è divino che la preghiera sia rivolta lassù, verso lo splendore di quel Creato che solo Dio ebbe la fantasia, la forza e il coraggio di dedicare ai figli Suoi diletti.

Quel mondo, così apparentemente lontano, ma emotivamente vicino, ci racconta che la luce di quelle vivide luci che squarciano il buio della notte, in maniera più discreta -di quanto faccia di giorno il poderoso sole- ma altrettanto rincuorante, è la stessa Luce divina che rischiarò la nascita del Figlio della Luce, e guidò a Lui gli uomini di buona volontà: non solo per adorarLo e glorificarLo, ma soprattutto per diventare essi stessi protagonisti di quel meraviglioso Atto d’Amore, che la nascita di Gesù si apprestava  a rappresentare nella storia dell’umanità.
E, come la storia luminosa della vita di Dio fatto uomo sopravvive alla morte di Colui che predicò Amore in vita e Amore motore di vita nella vita eterna, anche la luce delle stelle splendenti sopravvive, al termine della loro vita, come materia luminosa e si fa complice delle umane preci.

Allora, bene ha fatto la mia cara mamma a individuare quella stella particolarmente pulsante, che si lascia facilmente seguire nel suo lungo percorso notturno da oriente a occidente, che ha eletto come la sua stellina e che le riempie il cuore e la mente nelle sue preghiere serali, sempre presente lassù: sempre, anche e quando gli eventi metereologici ne impediscono la vista.

Ci sono tante altre stelle in cielo, da scegliere come rischiaranti compagne del percorso della vita. Ispiratrici dei più fervidi propositi d’amore personale, collettivo, universale, e vettori essenziali dei legami tra cielo e terra, tra spirito e materia.

Ognuno levi lo sguardo al proprio cielo, ne individui una e le affidi i più privati e sinceri messaggi d’Amore, perché rinvigoriscano piccole fiammelle nel grande fuoco dell’eterno Amore, sul quale soffia incessantemente il vigoroso alito del nostro e vostro Padre Celeste. E così sia.

Vi amo miei cari, vi amo tutti. Il vostro /o-o/ persempre.

Nel sito CIELO CHE POESIA è aperta una nuova pagina dedicata al lettori di Emilio