ANCORA INSIEME A EMILIO E ALLE SUE LETTERINE

2017; gennaio - aprile - maggio - giugno - luglio - agosto - settembre - dicembre

 


2018: gennaio - febbraio - marzo - aprile - maggio - giugno - agostro - settembre

PROSSIMAMENTE

1 gennaio 2017

Caro papi, un anno che comincia è come un figlio che nasce. Dedichiamo dunque il neonato alla nostra Madre dolcisima, perché lo protegga con il Suo Amore e lo nutra di tutto l'amore che Le dobbiamo per aver partorito l'Amore, per averLo nutrito e averlo dedicato a quell'umanità che La vedrà prossimamente trionfare sul male assoluto, che acceca tutti quelli che non credono nel valore salvifico del sacrificio del Figlio e nel silenzio consapevole della Madre Dolorosa.
E così sia. Buon anno nella luce di Maria e nel Suo Amore del quale mi inebrio. 

Il vostro persempre

CANTO AMOROSO IN SILENZIO

7 gennaio2017

Ciao, ci risentiamo. Ci sempre-siamo. Ma veramente cara mamma tu pensi che io ti sono accanto solo quando scrivo e spedisco letterine? E se il vecchio scriba fedele fosse analfabeta o non sapesse scrivere, cosa dovrei inventarmi per convincerti che io sono accanto a te? Anzi, albergo nel tuo cuore e mi piacerebbe farlo comodamente, senza tanti sussulti o capriole, contorcimenti, accelerazioni improvvise o frenate repentine. Insomma senza pace, nonostante tutta la pace che con i miei santi colleghi cerco di infondervi. Anche loro, per quanto dolcemente bendisposti per natura nei tuoi confronti, ti riconoscono l'epiteto di mammabanana e così mi chiedono fraternamente tue notizie. Come sta mammabanana? L'hai sentita ultimamente?

Io ti sento sempre così come ti sentivo quando ero nella tua pancia. Solo che ora sei tu a scalciare, a rotolare per farti sentire, a chiederti cosa faccio, come vivo, se sto bene, se mi riguardo etc. etc. etc. Come vuoi che stia quassù? Alla grande! Pieno di salute, anche se non mi riposo mai. Sono pura energia d'inesauribile Amore, e tuttavia non so capacitarmi del fatto che, nonostante i fiumi d'inchiostro affidati alla penna servizievole del caro vecchio papi, tu cara mamma banana non abbia compreso che il mio amore è ormai universale e non conosce confini, anche se è sconfinato quello che riservo a te. Quindi non ti risentire con il vecchio scriba fedele se certi silenzi della sua penna sono la causa di miei silenzi, perché quello che tu definisci silenzio prolungato è invece un caldo canto amoroso che non conosce pause, o cedimenti o stanchezza.

Il tempo, al quale tu attribuisci un significato determinante e umanamente vincolante, qui non esiste. E lo scoprirai anche tu quando il Signore ti chiamerà a far parte del Suo coro celeste nell'eternità. E concederà al vecchio scriba fedele il meritato riposo. Ti voglio, vi voglio bene miei-nostri preziosi collaboratori di pace.

Dal vostro Epifanio.

DICHIARAZIONE D'AMORE PERSONALE

2 aprile 2017

Caro papi, molti credono che questa penna sia diventata troppo pesante per te e per questo motivo tu non scrivi più. Ma non è così. Le mie letterine hanno riempito pagine e pagine di tutta quella vita eterna che vi è concesso di sapere prima di ricongiungervi a noi in cielo. Che di più non si può. L’uomo ha il dono della scrittura non solo per fissare la memoria delle sue gioie e dei suoi dolori, delle sue malefatte e delle sue buone azioni, ma soprattutto per trascrivere la parola di Dio che è verità, vita e via ben tracciata; quella via che conduce alla vita eterna, unica verità che vale la pena di cercare. Ogni tanto questa penna, che ha segnato il percorso della nostra esperienza consolatoria affinché diventasse storia da condividere, con quanti si lasciano sopraffare da inesauribile e angoscioso dolore da rinuncia, è stata percorsa da messaggi ad personam, non solo dell’Amore di Dio, ma anche del personale amore di creature che come me si beano della vita eterna.

Una di queste, che è particolarmente amata da Maria Misericordiosa, manda a dire:

Caro babbo. Il mio amore per te, che forse non ti ho saputo testimoniare nella mia indimenticabile esperienza di figlio, e che forse tu non sei stato in grado di decifrare nella nostra avventura familiare, è immutato e ti giunge più puro e prezioso perché mondato da tutte quelle scorie terrene che molto spesso lo rendono incomprensibile. Non ti angosciare dunque per le occasioni mancate e per le opportunità perdute, perché l’amore che tu provi per me giunge a tua insaputa qui in cielo, privo di qualsiasi risentimento di padre ferito, e rallegra e riscalda il Cuore del Padre Buono e generoso di tutte le creature, del mio cuore filiale e quello di tutta la Comunione celeste.
Non essere rancoroso. Non sentirti defraudato e mortificato. Io sono vivo e vivo con te e con la mia mamma, e con tutti coloro con i quali ho condiviso affetti nella mia intensa vita terrena e nella mia appagante unione con voi, così forte e convinta da essere già immortale, sin dai miei primi battiti di cuore. In quel cuore che vi abbraccia tutti e nel quale conservo i più puri e sinceri sentimenti che mi avete dedicato e continuerete a manifestare, sino al nostro ricongiungerci in cielo.
Caro papi, sgombra il tuo cuore dalle ragnatele polverose che il dolore vi ha depositato nel tempo, sicché il mio amore lo riempia in maniera prorompente e totale. Fatti consigliare da mamma che è già sulla buona strada, forse perché le donne di casa sono più propense alle pulizie domestiche. Solo così noi tre saremo quel numero primo e perfetto che ha previsto il progetto di Dio, che neppure il cosiddetto crudele destino è in grado di spezzare. Non abbatterti dunque, fatti forte della mia energia vitale e sappi che io da quassù, e nel posto e nella vita a te più attigua, non vi farò mai mancare la mia benedizione e la mia riconoscenza. Rimboccatevi le maniche. Datevi da fare e soprattutto non mi -non ci- deludete.
Con tutto l’amore possibile che voi possiate per il momento immaginare e che io vi posso incommensurabilmente offrire. Vostro Nichipersempre.

Caro papi, io ho fatto la mia parte. Ora spero di cuore la facciano con impegno anche i genitori di Nicola, che è qui in Cielo una creatura radiosa e amata da tutti. A te, vecchio scriba fedele, e alla mia cara mamma banana tanti dolci bacini.

E non dimenticate mai di pubblicizzare gli   della fede.

ANCHE TU STAI GODENDO DELLA RESURREZIONE DEL FIGLIO TUO

Raccomandazioni e ... un annuncio a sorpresa

17 aprile 2017 lunedì dell'angelo

Ciao miei cari papamma, quale migliore occasione del giorno dedicato agli Angeli per ritrovarsi insieme? Cara mamma banana, temevi che sarei mancato all’appuntamento per colpa del solito pigro e ormai affaticato scriba? Non dimenticare che, nonostante tutti gli acciacchi, lui rimane sempre fedele e non manca mai di rendersi disponibile quando lo sollecito. E tu? Cara mamma tu sai quanto ti sono vicino. Sono il tuo angelo nel tuo, nel nostro per sempre e vorrei tantisimo che tu non ti sentissi mai sola, senza di me, e che non ti sentissi attrarre nell’abisso della malinconia e del malumore. E che non prendessi troppo sul serio l’impegno che ti sei dato, perché ci saremo noi a darti una mano. Al momento opportuno. Non ti angustiare troppo e non stancarti più del dovuto. Non è necessario. Tecnologicamente noi siamo molti passi avanti e vedrai che sarai in grado di risolvere i problemi che ti assillano, quando meno te lo aspetti.

Vorrei vederti meno corrucciata, più sorridente nel tuo sorriso radioso e più convinta della materna protezione che ti dedica la nostra dolce Madre Misericordiosa, che ti significa in ogni istante che anche tu stai godendo della resurrezione del figlio tuo, non solo per la fede nell’altra vita che ti sostiene, ma soprattutto per le prove che te ne derivano per mio tramite, per il tramite dello scribacchino fedele e paziente. Ritrova dunque quel tuo spirito giovanile che ho sempre ammirato, anche se non sempre esplicitamente, e che ho spesso temuto. Non avere fretta di invecchiare nella tacita speranza di abbreviare tempi e distanze. Con il rischio di lasciare solo papi mio. Non oso sapere cosa sarebbe capace di combinare. Vogliatevi bene, non allontanatevi. Non mi date pensieri. Abbiamo ancora bisogno di voi. Con immenso ed eterno Amore. L’Angelo vostro.

Piesse. Ci sarà un nuovo Diario. Estote parati.

FESTA DELLA MAMMA

14 maggio2017

Cara mamma, Colei che fu consacrata a essere la Madre di tutte le madri del mondo, e che noi festeggiamo qui in Cielo nei nostri per sempre, Maria Misericordiosa desidera che il dolore, che tutte vi accomuna a Lei nel vostro destino di mamme, diventi forza redentrice e vigoroso amore combattivo da opporre alle malefatte del signore delle tenebre e della morte.
La devozione, che l’umanità credente Le va testimoniando nei luoghi di culto a Lei consacrati, non è infatti più sufficiente a contrastare la follia del mondo asservito al grande, malefico illusionista. Ne sono testimoni i delitti, le guerre, le ingiustizie, la bramosia del potere, le violenze e le sopraffazioni con le quali i pochi e spietati potenti della terra affliggono quanti considerano umanità derelitta.

Imitate Maria nei silenzi consapevoli ed esemplari, non vi abbandonate ai risentimenti che il destino vi suscita, non vi rifugiate nell’indifferenza e nell’inerzia della depressione, non vi allontanate da tutto e da tutti, e soprattutto non rinunciate mai al vostro ruolo di madri, anche se i vostri figli vi hanno preceduto in Cielo. Solo dall’amore inesauribile che alberga nei vostri cuori, incontaminato e incorruttibile, può scaturire la certezza di contrastare la negazione dell’amore, cioè il peccato, e la consapevolezza di sconfiggerlo.

Se sgombrerete dalle vostre menti i rancori alimentati dal dolore, e i timori disperanti di aver perso per sempre le vostre insostituibili creature, allora risorgerà la forza inesauribile della vita che non teme morte, e che confida nell’unico destino che Dio ha riservato all’umanità, capace di mantenere viva la fiamma dell’amore nonostante tutto. Proprio come fece Maria ai piedi della croce del Figlio immolato. Fiamma d’amore esemplare che illuminò il percorso della Sua vita terrena e che risplende per sempre in Cielo, fonte di energia che ispira, e guida, e conforta i nostri cuori di figli eternamente accanto alle nostre care mamme amorose. Non sprecate, care mamme, nemmeno una scintilla di questa fiamma nel dolore della perdita. Noi viviamo in voi come figli celesti di mamme celesti. La comunione del Santi confida nell’amore incontaminato, che avete in serbo come sinergia necessaria al compimento della salvezza dell’umanità, secondo il supremo progetto del Dio dei viventi.

Cara mammabanana, Tu vuoi sapere come sto. Ti assicuro che sto -oso dire- meglio di un Papa, come cittadino del Cielo e inquilino del tuo cuore e di quello di papi, e di quello di tutti coloro che mi vogliono bene. Al tempo stesso provvedo personalmente a tenere puliti gli ambienti. Lo faccio perché non posso fare a meno di amarvi e di amare la pulizia. Pertanto ...

Bacioni dal vostro spazzacamino.

Quest'anno la festa della mamma ha coinciso con la celebrazione del centenario delle apparizioni di Fatima.
Forse vi farà piacere rileggere   in questo sito il racconto di un viaggio a Fatima.

21 giugno 2017

SEMBIANZE IMMUTATE

Cara mamma, cosa vuoi che rappresenti poco più di mezzo secolo, rispetto all’eternità? Cinquantuno volte il tempo che la terra su cui vivi impiega a compiere un giro completo intorno al sole? Quisquilie, cara mamma, nell’immensità di quell’universo che l’uomo si ostina a misurare con la clava, e si rifiuta di esplorare con la forza dell’amore. Anche se oggi si festeggiassero in terra i miei cento o mille anni di vita, le mie sembianze rimarrebbero immutate rispetto a quelle che si manifestano al cospetto di Dio, cioè di un trentenne. E questo vale per chiunque abita nella Gerusalemme celeste, la città senza mura e senza confini, senza stagioni e senza ore. Perché allora contare le ore e marcare il tempo delle stagioni e della storia, che è destinata a concretizzarsi e non a diluirsi nella vita senza limiti di tempo, senza passato e senza futuro, ma fatta solo di presente, o, meglio, di Onnipresente?

Cara mamma, conta quello che conti all’occhio e al cuore di Dio, non per i numeri con i quali chiami le vicende della tua vita. Ti renderai conto di quanto conta l’intervallo e non il tempo che separa il nostro riprendere la vita insieme. Aldilà del numero di tutte le rivoluzioni che la terra potrà ancora compiere intorno al sole, aldilà di tutte le rivoluzioni che muteranno l’assetto fisico dell’universo, e soprattutto aldilà delle vite e delle morti in cui si dibatte il genero umano nonostante la lezione esemplare del Figlio di Dio. La cui energia non conosce l’usura, così come non si consuma l’Amore al quale incessantemente dà la vita in un ciclo estraneo al tempo. Abbi pace dunque. Non consumarti con il tempo. Prendi tempo, tutto quello che ti serve a convincerti della sua fallace cadenza e della sua crudele evanescenza. Confida invece nella Parola eternamente immutabile del Dio dell’universo, nella Via eternamente percorsa e illuminata dal Suo Amore e nella Vita che Egli stesso incarna, che il Suo Cuoredoro vivifica.

Ora è giunto il tempo di concedere al vecchio scriba il temporaneo riposo notturno. Quindi vi auguro la buona notte, nonostante qui risplenda tutto, io compreso, di Luce eterna.

Bacioni luminosi. Il vostro pippo

22 luglio 2017

LA CERTEZZA DELLA VITA ETERNA E' OSTACOLO INSUPERABILE DAL MALE

Caro papi, tutti mi chiedono, tutti mi cercano, tutti mi vogliono vivo, come non bastassero tutti i reportages che vi ho indirizzato dal cielo come inviato speciale, e soprattutto se si tiene conto dell’emozione che le mie letterine hanno suscitato in voi lettori, e i sentimenti d’amore e di speranza che continuamente stanno a testimoniare l’effetto che mi portate, e la gratitudine che riservate a mammabanana.
E’ tempo dunque che le confidenze che vi giungono per mio tramite, ma soprattutto per il volere del Padre e per intercessione di Maria Misericordiosa, sedimentino nei vostri cuori per consolidare la vostra fede, già dichiarata o riacquistata o riscoperta, sì da realizzare le fondamenta e rifondare l’enorme edificio d’amore che via via si sta sgretolando sotto i colpi di maglio del maligno, che ha sferrato la sua offensiva alimentando odio, guerra, ingiustizie singole e sociali, smania di potere, miseria e avidità.

Non meravigliatevi dunque che il vecchio scriba fedele batta la fiacca, almeno per ora. Riprenderà a scrivere solertemente quando gli operai dell’Amore, con altrettanta solerzia e rinnovato ardore, si impegneranno a farsi messaggeri di pace, apostoli del bene, angeli dell’Amore che non conosce le sofferenze e le ingiustizie e se ne fa nemico dichiarato.
Perché tutto ciò avvenga non ci vogliono tempi biblici. Il male è veloce e lanciatissimo, ma, per quanto lo possa essere, la parte sana della volontà dell’uomo e gli animi limpidi e trasparenti che confidano nel Signore e nella Sua schiera di Santi gli opporranno l’insuperabile ostacolo eretto sulla certezza della vita eterna.  Miei cari correligionari, adesso tocca a voi. Fatevi sentire vivi nell’amore e per l’amore.

Io sarò sempre accanto a voi. Il vostro per sempre   figaro qua figaro là.

Cara mamma, caro papi, oggi ero con voi nel tempio di Dio per condividere la commozione vostra, dei vostri amici e del vostro ispirato amico officiante. Che il Signore vi benedica. E così sia. 

7 agosto 2017

MISSIONE SALVIFICA DELL'ASSUNTA

Eccomi qua, il vostro amatissimo figlio al seguito dell’Amatissima Madre Assunta in cielo, e per Sua intercessione accorso alla chiamata della mia materna mammabanana in evidente sindrome di astinenza. Se non rischiassi di essere irriverente nei confronti della Madre Celeste, mi verrebbe da dire che non so a chi dare i resti, per quanto mi sento amorevolmente impegnato con entrambe. Ma, cara mamma, tu che in ogni istante ricorri alle cure mediche della fede per lenire il tuo dolore, dovresti sapere che in questi giorni dell’anno siamo molto impegnati a ridestare i filiali sentimenti di devozione per Maria Misericordiosa, affinché l’umanità credente riscopra, nella festività dedicata alla Sua Assunzione in cielo, il significato più profondo e profetico della Sua missione salvifica.

Allora, cara mamma, non strapazzarmi il vecchio scriba fedele, che è già tanto impegnato a stare appresso a te e a tutti quelli che gli affidano la loro salute. Fatti paziente anche tu, e troverò altri canali di comunicazione per farmi sentire a te vicino. E soprattutto fa uso della preghiera, che rimane sempre la via di comunicazione più efficace e sicura per mantenere duraturi e fecondi i legami tra cielo e terra. Poi rimane sempre il vecchio scriba fedele, che io so quando e come sollecitare al suo compito istituzionale, molto meglio di te e di tutti gli altri miei fan.

A voi, miei genitori adorati, e a voi tutti, miei cari e affettuosi lettori, la gratitudine e la benedizione della Comunione dei Santi e il sorriso luminoso e commosso della Nostra Misericordiosa Madre. Che il Signore vi protegga tutti vegliando su di voi. E così sia. Il vostro indaffaratissimo figlio e fratello.


15 agosto 2017

LA FESTA DELL'ASSUNTA

Il sostegno, l’esempio, il sorriso, l’amore della Madre Misericordiosa

Miei cari, oggi l’umanità credente gioisce e si commuove, e ancora si stupisce per l’assunzione di Maria Immacolata in Cielo.

Perché la Concepita senza peccato avrebbe dovuto varcare i cancelli della morte, quei cancelli che il divino Suo Figlio ha spalancato facendoSi agnello sacrificale?

Il progetto di Dio era stato già scritto nella notte dei tempi e aveva previsto che i progenitori dell’umanità, l’uomo e la donna, partecipassero delle gioie della loro natura e dimora paradisiaca nelle vesti di espressione d’amore paterno e di amore materno. Ma il peccato di presunzione, di cui essi si macchiarono difronte a Dio, Ne sconvolse ogni più ottimistica previsione e i reprobi si trovarono condannati a vivere nella sofferenza e nel dolore la loro condizione privilegiata di figli di Dio, e privati della gioia di partecipare, pur nella distinzione del sesso, alla edificazione dell’Amore che più si ispira a quello del Padre celeste. Ma Dio, espressione assoluta dell’Amore materno e paterno, concepì un progetto molto più tenero e misericordioso per redimere l’umanità dal peccato originale: la nascita senza peccato di Maria, l’espressione più pura dell’amore di madre nella forza di concedersi, di comprendere, di sostenere, di perdonare, di accettare il proprio mandato e la propria vocazione, vivendo in silenzio il destino di madre del Figlio di Dio nell’intimo del suo cuore generoso.

Una tale creatura, non conoscendo peccato ma patendo per gli altrui peccati, era già consacrata al compito di redimere l’umanità dalla presunzione di Eva e di farsi strumento di Misericordia tra Cielo e terra, i due mondi apparentemente separati dalla miopia degli uomini, che si intestardiscono a non correggerla con l’uso degli occhiali della fede. Quegli occhiali che Maria –divenuta per disegno divino Madre Misericordiosa e guida dell’esercito degli Angeli e dei Santi che sconfiggerà persempre l’Angelo delle tenebre, e adottata per devozione terrena Madre dolcissima dell’umanità dai tempi della Sua investitura celeste- continua a pubblicizzare.

Grazie, o Assunta in Cielo per volontà di Dio, di essere tra noi tutti in Cielo e in terra per offrirci gratuitamente il sostegno, l’esempio, il sorriso, l’amore e la misericordiosa complicità di cui abbiamo sempre bisogno.

I tuoi devoti figli, il tuo devoto Emilio con tutta la gratitudine che ho avuto in dono da mamma e papà. Viviamo insieme, nell’unico mondo che ci unisce, il mondo dell’Amore eterno, invincibile, indistruttibile, quest’impeto di gioia e di gratitudine per la nostra Madre Santissima, per l’avvocata nostra, per la Regina della Pace. W Maria!

vostro

Bacioni di figlio felice, persempre accanto a voi.

17 settembre 2017

IL SORRISO IN DOTE

Che senso ha, caro papi, misurare la mia eternità con il metro degli anni tuoi trascorsi e da consumarsi, e che senso ha, cara mamma, trasformare i momenti di grande armonia condivisa con me in esperienze da rievocare in corruganti dolori, piuttosto che in luminosi sorrisi? E che senso ha pregare senza abbandonarsi alla consapevolezza di sapersi in pace con la propria anima, e di poter contare nella misericordia del Padre celeste e nell’intercessione della nostra Madre piena di Grazia e di Santità?

Dove e se i vostri cuori si sono mondati dalle scorie dei risentimenti, dell’ira, della rabbia e dei rancori e non è venuta meno la certezza della speranza, lì la preghiera deve trasformarsi in inno di gioia e di ringraziamento. Che non è limitato dai confini del tempo e della spazio ma, travalicandoli, proietta i vostri cuori nel mondo delle spirito e ne fa cittadini onorari prima che la morte li consacri alla vita eterna. Nella morte non dimenticate che il Signore nostro ha un cuore sconfinato, che comprende nella gioia di amare e di perdonare il dono più grande. Se siete tristi per gli anni trascorsi e da trascorrere senza di me, indirizzate a Lui la preghiera di spianarvi le rughe del rimpianto con un distensivo sorriso di beatitudine, pensando a quanto terrenamente sinora vi ha gioiosamente e generosamente concesso. E non tralasciate di essere grati a Maria Misericordiosa, che ci ha adottati come figli Suoi e ci protegge con il Suo sorriso.

Vi esorto a vivere serenamente la vita a venire, per entrare nella vita eterna con il sorriso più smagliante e affascinante che possedete. Questa è la dote che dovrete portarvi appresso per varcare la porta dell’Amore senza fine e della grazia senza confini.

Vi aspettiamo fiduciosi. Bacioni. O-O

Il presepio nella grotta dei pastori a Betlemme

NEL PRESEPIO LO STUPORE DEI SEMPLICI

24 dicembre 2017

Carissimi mamma e papà, carissimi tutti, eccomi con voi per il consueto incontro con Gesù bambino e con i suoi genitori. L’Emmanuele si appresta a nascere sulla terra per far parte dell’umanità con la complicità servizievole e partecipe di Maria e di Giuseppe, per dar vita al progetto divino di Redenzione.

Noi quassù, riuniti ormai persempre con gli attori di questa poderosa rappresentazione, viviamo questo evento nella consapevolezza che questa che è per voi annuale ricorrenza, rappresenta per ognuno la rinascita di Gesù Redentore nel proprio cuore. Fare Natale non deve significare solamente festeggiare, nella gioia e nella serenità delle famiglie e in amicizia, una data storica del nuovo patto di fedeltà reciproca tra il Signore e la Sua creatura uomo, ma il periodo nel quale confrontarsi con se stessi in raccoglimento penitente per ammettere difronte a Dio le proprie manchevolezze di un anno, che possono avere macchiato l’anima e lo spirito, e soprattutto addolorato il Padre celeste.

Solo così, nell’immancabile perdono di Dio misericordioso, ogni cuore contrito potrà esultare di Gioia per essere attore in quel presepio che ogni anno rappresenta lo stupore dei semplici e degli umili, di fronte alla nascita del Salvatore.

Nell’imminenza della Santa Notte superate dunque risentimento, pregiudizi, rancori, inimicizie e tutte le altre piccinerie e pochezze che spesso inconsapevolmente vi affliggono e impediscono all’Amore universale, e non già quello per voi stessi, di inondare il cuore senza alcun ritegno.

Siate voi stessi una annuale rinascita, un personalissimo Natale dell’Animo vostro, una rinnovata e convinta speranza di vita eterna. Ne gioiremo noi tutti -l’immensa Famiglia celeste in comunione con il Padre, il Figlio, lo Spirito santo e Maria Misericordiosa e tutti gli Ordini del cielo- festeggeremo con voi tutti un Natale coi fiocchi o, se preferite, un Natale come Dio comanda. Con immenso Amore. Il vostro persempre.

 



gennaio - febbraio - marzo - primo d'aprile - aprile - maggio - scherzo cinese - agosto - settembre

(Riprendo oggi, 28 marzo 2018, la pubblicazione delle letterine di Emilio (restano escluse le più personali). Giustifico la lunga pausa per una migliore comprensione dei testi: sono stata poco bene e soltanto ora comincio a sentirmi un po' meglio. Fortunatamente sono in tempo per porgere a tutti voi i più affettuosi e sinceri auguri di una felicissima Santa Pasqua).

  7 gennaio 2018

SALVEZZA DELL'UMANITA' DALL'INCUBO DELLA MORTE

Miei cari, nell’Epifania il Verbo Si manifesta in carne, tra lo stupore degli umili e dei semplici e l’adorazione dei dotti. E mentre Maria, la serva del Signore, osserva tutte queste cose e le custodisce nel Suo cuore già misericordioso e consapevole, inizia l’esperienza terrena dello spirito di Dio fattosi uomo, che, attraverso le emozioni proprie degli esuli figli di Eva, lo condurrà al martirio.

L’umanità tutta dovrebbe meditare con adeguata consapevolezza sul significato di questo evento che superficialmente segnerebbe la fine delle festività natalizie, e in particolare quella della natività. Infatti con l’Epifania inizia il cammino che Gesù, prendendoci per mano, vuole far percorrere a ciascuno di noi, per testimoniarci come il Suo passaggio terreno di uomo tra gli uomini è finalizzato alla salvezza dell’umanità dall’incubo della morte, e in particolare dalla morte dell’anima che non confida nella Misericordia paterna di Dio Onnipotente. Gesù sale il calvario per subire per mano degli uomini, che hanno in ogni modo rifiutato la Sua mano tesa, il tormento più disumano che Gli è stato riservato. Per dirci che dopo la morte fisica esiste la vita vera, la vita concepita dalla mente di Dio al momento della attuazione del Suo progetto, e alla quale aveva destinato il destino dei suoi figli.

Allora seguiamo con fiducia speranzosa l’invito di Gesù a sostenerLo nel fisico e nello spirito lungo il percorso della vita terrena, mostrandoGli più che possiamo la nostra gratitudine, e contando sempre sulla misericordia celeste, e nel convincimento che si è sacrificato per redimere l’umanità dai peccati trascorsi e futuri. E per questo l’Epifania segni per l’umanità l’inizio dei festeggiamenti alla promessa e alla realizzazione del primordiale progetto di vita fuori dai vincoli del tempo e della spazio e nell’unione indissolubile ed eterna dell’Amore di Dio.

Affidiamoci, in questo percorso, oltre che al rinnovato invito del Cristo risorto a farci guidare da Lui, alla protezione di Maria Misericordiosa, che non si è mai rifiutata di osservare e adempiere con fede i consigli del Suo Dio.

Buone gioiose feste da dedicare alla giornaliera scoperta della generosità di Colui che è principio e fine dell’umano destino a Lui consacrato. Un caldo, amoroso abbraccio dalla sterminata, indescrivibile moltitudine di quanti come me – il vostro Emilio- già godono di questa gioiosa beatitudine.
Il vostro persempre.

  21 gennaio 2018

A cosa servono dei fogli bianchi e una biro lasciati così per caso sulla scrivania? Tu che dici caro papi? Per fare i conti? Per scarabocchiare? Per fare disegni? Per fissare su carta pensieri o ricordi? Oppure per gettare un ponte tra cielo e terra chiedendo la collaborazione a un vecchio scriba fedele? Facciamo finta che sia giusta quest’ultima ipotesi. Per dirsi cosa, che di quassù non sia stata resa nota e di quaggiù non ci giunga prima che avvenga? Per avere una buona ricezione, caro papi, occorre prima di tutto una buona disposizione d’animo, e non ci pare che nelle vesti di vecchio scriba fedele tu sia abbastanza sereno. L’unico messaggio che ci sentiamo di inviarvi –cari papamma- è quello di non lasciarvi sopraffare dalle trappole della mente e dalla sofferenza della carne, che insieme formano una miscela esplosiva e micidiale, capace di deteriorare i legami più solidi creando panico, disperazione, malintesi e risentimenti. Affrontate dunque mano nella mano tutti gli ostacoli, le difficoltà, i ritardi, le delusioni che vi verranno incontro. Tra parentesi: spesso frutto della mente perversa del pessimo separatore, e confidate nella protezione di quassù, di cui avete avuto prova anche recentissimamente, e vedrete che il vostro, il nostro sodalizio non sarà scalfito durante la vita terrena, prima di consolidarsi definitivamente nella certezza dell’eternità. Pace dunque in terra agli uomini di buona volontà, e dunque voi, che per il vostro futuro sarete ancora terreni, siate ossessivamente volenterosi.

Con questa esortazione condita di bacini bacioni vi avvolgo di Amore sincero e inesauribile. Il vostro Pippo buonisimo.

 

IL DONO DELLA VISTA NON PENETRA L'OSCURITA' DELLA MENTE

4 febbraio 2018

Caro vecchisimo vecchio papi, non c’è bisogno di ricorrere a un paio di occhiali per ricevere le mie letterine. Mi riferisco a quelli che per l’occasione ora porti sul naso Ci vogliono quelli della fede, molto meno ingombranti ma certamente più efficaci nel correggere le anomalie ottiche del cuore e le deformate visioni dell’anima. Il dono della vista, così importante e condizionante nella vita terrena di tutti i giorni, per godere delle bellezze del creato, per leggere negli altri e trasmettere ad altri sentimenti ed emozioni, non è tuttavia abilitato a vedere, a indagare in se stessi, specialmente nell’oscurità della mente.

Neppure gli occhiali della fede, di nostra conoscenza. ne sono capaci, dal momento che sono indicati e prescritti per leggere nel cuore e nell’anima, e a rimuovere le distorsioni e gli inganni che il diabolico mistificatore è sempre impegnato a istillarvi. La mente non ama la luce, mentre gli occhiali della fede sono la luce degli occhi di Dio che tutto vede, prevede e conosce. Così come sa del dramma terreno che sta ora vivendo nel corpo e nella mente la mia cara mammabanana, e il subbuglio che ne consegue nei tuoi sentimenti.

Caro Papi, il traguardo che ti appresti a tagliare e che tu scherzosamente ami definire l’unico traguardo raggiungibile della tua vita, non è quello che toccherai tra poche ore, ma è quello che dovrai raggiungere con la mia cara mammabanana, completamente ristabilita nel corpo e nella mente. Il primo bisognoso di attenzione, la seconda assetata di amore e incapace di leggere tutto l’amore di cui è fatta oggetto, da te, dalle persone che le vogliono bene e soprattutto da Maria Misericordiosa, dal Padre, dal Figlio e dal suo pintulino, con tutta la schiera di Angeli e di santi che abita la casa del Signore. Mano nella mano, armati dell’amore che vi lega e che mi ha generato, affrontate in armonia la strada che ancora vi resta da percorrere, e lì dove c’è buio o c’è il rischio di perdere la retta via, la giusta dimensione, inforcate gli unici occhiali abilitati e certificati a vederci chiaro. E tu, caro papi togliti quei ridicoli occhiali he porti sul naso, perché basta il tuo cuor giovane a leggere quanto ti dico e tu scrivi per me. Confido nella tua forza d’animo di sbarbatello ottuagenario e confido nell’intelligenza della mia mamma alla quale raccomando di non rassegnarsi o arrendersi al dolore della carne, di non lasciarsi contaminare dalle ossessioni della mente e di confidare nell’Amore che vivifica, lenisce e guarisce, a condizione e fintantoché la testa vive. Evitate vecchi miei, ve ne prego, di farmi stare in pensiero. Mi raccomando. Vivissimamente vostro. Amorosamente vostro figlio Emilio. O-Occhializzatevi come si deve. CIAO-O

(Il 6 febbraio Papi compie 80 anni - "Finché la testa vive è un libro di Luce d'Eramo", che tutti e tre abbiamo molto amato).

  25 febbraio 2018

PONTE SUL BARATRO

Caro papi. Ci vogliono mente sgombra e cuore leggero, ma gonfio d’amore, per entrare in contatto con il cielo: sia per ricevere letterine, sia per indirizzarvi suppliche e preghiere. La strada da percorrere è una sola, ma vi è un ponte da attraversare, ampio e comodo. Bisogna però farlo senza guardare giù, perché scavalca un orrido di risentimenti, malintesi e cattivi pensieri che possono distogliere dai buoni sentimenti –dall’obiettivo- e trascinarli o precipitarli nel baratro sottostante. Sicché potrebbe accadere che lo scritto dello scriba appaia contaminato da momentaneo o perenne stato d’animo personale. A scapito della purezza e del nitore del pensiero d’Amore che lo genera in cielo.

Allo stesso modo preghiere di conforto, richieste d’aiuto, promesse di fedeltà, dichiarazioni d’amore e dedizione, se sgorgano dal cuore afflitto da contingenti e imprevisti cattivi pensieri, smarriscono l’unica via santa che li conduce in cielo e si perdono per strade senza fine nell’amarezza dei destinatari.

Qui mi fermo, caro papi, nella speranza che l’amore caldo del Signore, del Figlio e della Misericordiosa Madre celeste inondi di luce di Spirito Santo i cuore tuo e della madre mia, e ne rimuova gli angoli bui, oscurati dalla mente e dal dolore. Solo così la vostra casella postale tornerà a riempirsi di letterine. Solo così il vostro amore per noi ci raggiungerà velocissimamente in Cielo, quel Cielo che non dovete sperare o desiderare di raggiungere prima di quanto previsto dallo scadenzario dei viventi. Nel rispetto della sacralità della vita che va vissuta comunque tra gioie e dolori; e con l’impegno che la purezza dell’anima non si arrenda mai alla fragilità della carne.

Vi voglio bene. Veglio su di voi e so che ci risentiremo presto, ne sono certo. E nelle preghiere non dimenticate mai di ringraziare Maria Misericordiosa di questo bellissimo dono che ci tiene uniti tra cielo e terra, oltre la fede. Non vanificate dunque questa occasione miracolosa. Siate sereni e vogliatevi bene per quanto io ve do.

Bacioni Emilio in Cielo. Emilio bacini in terra.

Nota. Due mesi e tre settimane dall’operazione (5 dicembre 2017) A casa dal 17 dicembre.

7 marzo 2018

RACCONTANDOCI CON TUTTO IL CUORE

Cara mammabanana, qui in cielo da dove ti scrivo o, se preferisci, nel mondo a voi attiguo dove spazio e tempo non ci angustiano, siamo tutti in fiduciosa attesa di una tua ormai sollecita ripresa nel corpo e nello spirito. Per entrambi noi siamo in comunione, attivi con volenterosa partecipazione in preghiera incessante ed energizzante, nel convincimento che la carne risponderà nei tempi e nei modi previsti ai danni prodotti dalla malattia e cure correlate.

Per quanto riguarda invece lo spirito ti devo confessare che le nostre preghiere trovano una certa qual resistenza a essere lenitive e suadenti. Ad esse devo quindi aggiungere per iscritto quella mia personale di amorevole figlio, di avere cura di te stessa anche nell’anima, mettendo da parte qualsiasi suggestione o risentimento nei confronti della vita, che non ti ha risparmiato dolori, e tuttavia ti ha gratificato di gioia, amori, affetti e ammirazione, e soprattutto ti ha fatto ricca di ratio finalizzata a renderti brillante di mente e solida nella fede.

Non lasciarti dunque prevaricare dal dolore materiale che il corpo carnale ti costringe a sopportare nella foga di guarire. Vegli piuttosto sulla tua anima perché non scemi il nitore della luce che emana, proprio perché donata a piene mani dal Dio dell’Amore. È tesoro da curare e da alimentare con l’amore di quanti ti amano, ti vogliono e bene e ti coccolano. Come io faccio da quando ti sono più vicino di sempre.

Armati di argentil e lucida con energia la lampada luminosa che il Signore e Maria Misericordiosa ti hanno affidato non solo il giorno natale, ma da trasportare orgogliosamente alta e rivolta al cielo per illuminare la storia di tante altre anime disperse nel buio della vita. Non le abbandonare. Abbiamo fatto tanto per loro raccontandoci con tutto il cuore. Non possiamo far mancare loro il nostro esempio, il nostro sostegno, la nostra solidarietà.

A ognuno di noi 3 è stato affidato un preciso compito. Tu, cara mamma, hai quello di essere una mammabanana. Papi, quello di vecchio scriba fedele. Io quello di Pippo in CielO-O. Perciò dobbiamo mantenerci in forma. Quassù ci tengono tanto e non Li possiamo deludere. Diamoci da fare per meritare la fiducia concessa e facciamoLi felici ancora di più.

Con infinito amore. PippoincielO-O


11 marzo 2018

FESTEGGIAMENTI RINVIATI – NUOVO SEGRETO SVELATO

Che mi vuoi chiedere cara mamma, che non ti abbia già detto, di quanto ci è concesso di dire a noi messaggeri celesti? Non siamo noi che decidiamo. Esiste, lo sai bene, una gerarchia consolidata qui in Cielo e nessuna iniziativa può essere intrapresa senza Superiore Consenso. Quel consenso che mi ha permesso di inviarvi tantisime letterine amorose, finalizzate a lenire il nostro dolore e a scuotere anime non credenti, o agnostiche o disperate o bisognose di un minimo di conferma del loro credo.

L’unica novità che ti posso confidare, cara mamma, a titolo del tutto personale, è che provvisoriamente e sine die sono stati rinviati i festeggiamenti riservati ad accoglierti qui tra noi. Non te ne fare un cruccio. Hai ancora bisogno di un po’ di terra per comprendere a pieno il valore della vita e della sua sacralità. Eppoi devi ancora trascorrere e percorrere un po’ di strada in compagnia di papi mio, sennò chissà che ci combina quello lì da solo. Perciò cara mamma riprendi forza e serenità, senza le quali non è facile tenere a bada il vecchio scriba fedele un po’ in disarmo. Vi voglio tantisimo bene. Continuate a fare e a trasmetterne altrettanto a chi ne ha bisogno. Perché fare del bene dietro nostra sollecitudine fa bene a anche a noi. E anche noi ne abbiamo bisogno. Ecco, così sai una cosa nuova. Un segreto che non ti avevo ancora confidato. Fine della letterina, ma bacioni in eterno.

PersemprisimO-O


25 marzo 2018, domenica delle palme

DOLOROSO TRIONFO DELLA VITA

Ciao a tutti. Gesù sta trascorrendo tra noi dormienti le ore più tragiche della Sua umana esistenza, alle quali è andato risolutamente incontro con il piglio di un condottiero che, rotti gli indugi, si appresta ad affrontare il doloroso trionfo della Vita. E noi siamo qui che dormiamo il sonno dell’indifferenza, che Egli ha quasi pudore di disturbare.

Destiamoci, destatevi dunque, per vegliare su questo epilogo della Sua vicenda terrena, dedicata a tutti i figli del padre e Suoi fratelli in Dio, e alla Sua Santa Madre Misericordiosa. Prima che Egli esali l’ultimo respiro spalancateGli le porte dei vostri cuori e, scacciata l’indifferenza, lasciatevi irrompere tutto l’amore esemplare che Egli vi porta. Accogliete amorevolmente le Sue spoglie nei cuori come fossero sepolcri a Lui riservati, perché Egli resuscitando resusciti voi stessi dal torpore, dalla monotonia, dal disamore dei vostri sentimenti, sì da condurvi con sé in Cielo alla destra del Padre.

Non aspettate troppo a convertirvi, a fare con Lui la stessa strada terrena. Tre giorni non sono né tanti né troppo pochi, a fronte di quella Eternità per la quale Si fa garante sacrificandosi ogni Pasqua che si rinnova sulla terra; ma tre giorni sono più che sufficienti perché ognuno di voi possa fare il bilancio della propria vita trascorsa nel bene o nel male, e, se ha in qualche modo peccato, per fare ammenda.

In questi tre giorni il vostro fratello Gesù è ad aspettare di concedervi l’opportunità di darvi un passaggio per la Città Celeste. Basta chiederGli: Gesù, mi dai un passaggio? E la Pasqua è fatta. E’ e sarà così per sempre.

Buona Pasqua a tutti voi dal vostro

Cara mamma, ti ricordi di quella volta in cui mi chiedesti cosa c’era in un uovo di Pasqua?

Eccoti la risposta: O-O. Uovo uguale cuore. Sorpresa uguale Amore.

Bacioni e buona Sorpresa dal tuo Emilietto persempre.

Fine della trasmissione, scritta, s’intende. Quella Amorosa è eterna e pertanto inesauribile. Grazie vecchio scriba fedele per la paterna collaborazione. Vi voglio una infinità di Bene. O-O


(NOTA. Credo che questa riga riguardi una domanda che mi è stato richiesto di rivolgere a Emilio. Domanda che non gli ho fatto, perché da tempo abbiamo compreso che ascoltare è meglio che chiedere. Emilio, senza dirlo esplicitamente, ce lo ha fatto capire in più occasioni. E tra queste ricordo l'episodio al quale penso si riferisca, di cui si può leggere in Diario di un angelo, alla data del 7 aprile 1996 (Santa Pasqua) Così avevo interpretato la frase di Emilio, ma ...alla Santa Pasqua mancava ancora una settimana.
- La letterina e la nota sul contenuto sono state pubblicate il 27 marzo - la Santa Pasqua quest'anno cade il 1 aprile.

Niente di tutto questo. La vera spiegazione è arrivata la sera del giorno di Pasqua, quando -il 1 aprile- ci hanno comunicato che avevamo vinto un gigantesco uovo di cioccolato, premio della lotteria di beneficienza a favore dell' Associazione PER LORENZO ONLUS, creata da Andrea Ripandelli in ricordo del suo bambino. L'associazione offre aiuto finanziario alle famiglie di bambini affetti da tumore.
Avevamo comperato i biglietti al ristorante del circolo Canottieri Aniene, e scegliendo i numeri avevamo pensato alla data di nascita di Emilio. Il premio era assegnato dall'estrazione del lotto del sabato 31 marzo (Sabato santo). Nessuna ipotesi di vincita ci aveva sfiorato, mai era successo che papi o io stessa avessimo vinto qualsiasi cosa, ma partecipare a questa iniziativa ci aveva fatto veramente piacere. Andrea ha commentato: Bello scherzo! Si divertono quei due lassù!
L'uomo di Pasqua è stato donato ai piccoli degenti del Bambino Gesù. Mi hanno riferito che hanno gradito molto, è stata una dolce sorpresa anche per loro che hanno festeggiato con grande allegria. La sorpresa contenuta nell'uovo era un pacco proporzionato alla grandezza del contenitore. Si trattava di una bella sacca da viaggio. Solo la fantasia potrà aiutarci a riempirla di cose belle e buone.
A proposito, colgo l'occasione per spiegare che queste O-O vorrebbero essere gli occhiali della fede. Emilio li disegna spesso accanto alla sua firma.


AUGURI DI UNA FELICE SANTA PASQUA

COMINCIA COSI' L'AVVENTURA DEL BUON CRISTIANO

2 aprile 2018, lunedì dell’Angelo

Miei cari, Cristo è risorto, ma prima di tornare alla Casa del Padre si concede una sorta di licenza premio, per ritrovarsi con i compagni di viaggio e ricordare loro che non li dimenticherà mai. Anzi, ne farà autorevoli testimoni del Suo vissuto, e depositari del Suo Verbo. Comincia così l’avventura del buon cristiano, in un percorso paragonabile alla staffetta in cui da tedoforo passa di mano in mano il testimone che è simboleggiato dalla Croce, non già strumento di tortura e di dolore, ma piuttosto emblema di solidarietà fraterna e di incipit alle olimpiadi della Eterna Felicità. Dove trionfano tutti nel trionfo del proprio corpo, ma soprattutto trionfa l’Amore Assoluto. Cari mamma e papà, anche voi fate parte della squadra, quindi impegnatevi con fervore e non abbiate timore di cedimenti. Avrete tutto il tempo di riprendervi nell’interminabile pausa dell’eterno riposo.

Buona Resurrezione e benedizioni amorose dal vostro EmiliO-O


13 maggio 2018, festa della mamma

Sei proprio la solita mammabanana, cara mamma. Ogni giorno dell’anno, e oggi è uno dei tanti giorni in cui io ti festeggio in comunione con gli amici, per una eterna vita di festa. E il tuo domani sarà ulteriormente da noi festeggiato, e così via per tutti i giorni successivi.

E quando ci raggiungerai per vivere con noi la nostra e la tua personale eternità noi ti accoglieremo festosi, perché mammabanana è con noi persempre e non deve più aspettare un giorno dell’anno a lei dedicato e da condividere con mamme nonbanane. Cara mia dolce mamma, Colei che come te conobbe il dolore del prematuro distacco, e ha goduto la gioia di non perdere persempre il Figlio Suo prediletto, ti esorta a non lasciarti prevaricare dal dolore che ti pervade, ti opprime e ti potrebbe annichilire, e ti consiglia di affrontare le tue residue giornate terrene come giorni da dedicare ai festeggiamenti non solo di tutte le mamme in generale, ma al tuo essere la mia mamma persempre, da quando mi hai dato la vita sino a quando la vita non cesserà mai di essere vita. In questa prospettiva e con questo spirito festeggia dunque, con tutta l’umanità che ne decreta la ricorrenza, questo giorno dedicato alle mamme. Che non sarebbero tali senza i propri figli e propri coniugi. Allora, perché non festeggiare anche loro nella sacra istituzione della famiglia, magari ogni giorno dell’anno? Evviva dunque questo gioioso anniversario, ma diamoci da fare per trasformarlo in un gioioso evento giornaliero, in una fiduciosa promessa di gioia eterna. Con tutto il mio amore filiale ti auguro Buona festa, mia dolcissima madre. Il tuo pintulino. (Fine della trasmissione).

Rifesteggeremo tutti gli eterni giorni a venire. Abbi Fede, cara mammabanana.


28 maggio 2018 - Sant'Emilio

Caro vecchio papi, ti aspetto per approfittare ancora una volta della tua preziosa penna, senza la quale non resterebbe traccia degli auguri che desidero di rivolgere, amorevolmente rivolgere alla mia adorata mamma banana per i suoi settantasette anni. Undici volte sette. Undici rose rosse dai sette petali. Undici volte bacini. Undici canti angelici che si innalzano dai sette cieli degli angeli, per festeggiare un triplice evento, una triplice ricorrenza e per dare lustro a due numeri perfetti, il Sette e il Tre. Il tre è quello che ci unisce per sempre, tu madre adorata, anche se banana, tu vecchio padre scrivano e io vostro figlio, un una unione perfetta Cielo-terra che la vita non è riuscita a spezzare, e la morte la consoliderà per l’Eternità nell’Amore di Dio e della Santissima Trinità. Buon compleanno mamma cara. Dà una carezza particolare alla pettegola scodinzolante che festeggia con te il suo anno numero sette. E abbraccia per me il caro scriba fedele. Su voi tutti la mia fedele benedizione. Con Amore infinito. Emilionomastico


Cari amici di Emilio, presto pubblicherò nuove letterine di Emilio ricevute nei mesi estivi e spero anche in settembre. Intanto ... ecco una sorpresa che ci ha regalato il vecchio amico Aldo Sabatini, sempre fervido di originali iniziative.
Deve aver preso alla lettera le parole: LE MIE LETTERINE SONO PER TUTTI.
Grazie Aldo, sei pieno di fantasia (volevo dire "fantastico"!).

(Se qualcuno di voi per caso non ricorda il cinese)

L'UNICO VERO E IMMUTABILE VALORE DELLA CARITA'
Gioia di una risata con le lacrime agli occhi

Miei cari, la carità è il dono più prezioso da preservare e da elargire e, al tempo stesso, quello più difficile da praticare. Carità è amore attivo, amore che nulla pretende, che nulla chiede in cambio, neppure la sintonia di chi lo riceve. Mentre richiede la sintonia di chi lo concede, sintonia con Dio e sintonia per chi ne è fatto oggetto. Carità non è elemosina, non si fa carità consegnando un obolo e stando bene attenti a non toccare la mano protesa a riceverlo, per evitare qualsiasi contatto umano. Quando si dona amore, va manifestata la gioia per la generosità di dare, di cedere qualcosa di personale.

Cosa vi è di più bello di un abbraccio per esprimere il sorriso del cuore? Aprire le braccia per accogliervi dentro il prossimo è dare sfogo alla gioia del cuore in una fragorosa e festosa risata, una di quelle da farsi venire lacrime di felicità. Felicità che nasce dalla consapevolezza dell'attitudine di concedere misericordia. E non si può essere misericordiosi se si ha paura di essere toccati dalle sozzure altrui, dai peccati degli altri e magari di venirne contaminati. Essere caritatevoli è darsi, non dare, è concedersi piuttosto che concedere. Cioè cedere un po' o tanto di sé a qualcuno, per goderne insieme. E' farsi e rendersi partecipe della stessa parte di quell'amore che anima il progetto di Dio e lo rende inesauribile motore dell'universo eterno. Di quell'Amore che si è consegnato all'uomo condividendone le lacerazioni della carne e dell'anima, per significargli nell'esperienza sacrificale l'unico vero ed immutabile valore della carità. Farsi veicolo dell'amore che ci fa gioire in Dio per condividerlo con chi ha la stessa promessa e lo stesso diritto alla Sua Misericordia. Dichiarare il proprio amore a Dio ed amarLo nel prossimo. Donare Amore sull'esempio di Dio ed in Nome e per volontà di Dio. Testimoniare concretamente l'Amore di Dio.

Saper fare tutte queste cose stupende, miei cari, è il dono più prestigioso che il Signore abbia voluto concederci. A noi cittadini del cielo e a voi abitanti della terra è affidato il compito di distribuirlo a piene mani con sapiente prodigalità, senza timore di esaurirlo o di sperperarlo o addirittura di sprecarlo con chi non lo merita. Non sta a noi esprimere giudizi in merito, dobbiamo invece invocare la Misericordia del Padre proprio sui più bisognosi, e nessuno sa meglio di Lui chi essi siano. E più saremo caritatevoli più saremo ricoperti delle attenzioni di Dio, ricompensati dalla Sua gratitudine, dalla Sua carità, dal Suo Amore. E ditemi se questa non è carità interessata, carità pelosa. Il Signore non disdegna però questo tipo di pelosità, anzi, in un certo senso la stuzzica, la sollecita. Lo addolora piuttosto quella pelosità che ricopre cuori e anime di molti Suoi figli dimentichi dell'amore al quale sono stati destinati e votati per divina eredità.

Se "votati alla morte" è il motto scriteriato di alcuni che si definiscono coraggiosi, "votati all'amore" è il motto di tutti quei figli di Dio che hanno il coraggio di destinare al prossimo loro lo stesso amore che dedicano a se stessi. E qual è il motivo che spinge l'uomo ad amare se stesso, se non quello dell'orgoglio di essere al centro dell'Amore di Dio, delle Sue premure, delle Sue preoccupazioni? Per questo l'Amore di Dio è il più caritatevole che si conosca. Altrimenti, che razza di Dio sarebbe? Ed io come potrei sperare nel Suo perdono per queste mie birichinate? E voi come potreste coltivare la certezza di riabbracciarmi? Al tempo stesso coltivate la carità, e che il Signore vi protegga e vi guidi sulla strada dell'amore. Ciao. Molto amorevolmente . EMILIO (27 aprile 2003)
 

Un saluto affettuosissimo a tutti voi amici lettori. A presto. La Mamma di Emilio (14 settembre 2018)


6 agosto 2018

TABULA RASA

Miei carissimi mamma e papà, ci si risente dopo un po’ di tempo di tribolazioni terrene, l’unica unità di misura reale del tempo irreale che si consuma in terra, e che vedo affliggere particolarmente la mia mammabanana. Ma verrà il tempo, cara mamma, quello reale dell’eternità, in cui gli affanni, le malattie, i dolori fisici e morali, i dispiaceri, i malumori cesseranno di esistere, scompariranno persempre dalla memoria e non potranno così essere oggetto di rivendicazione sindacale da far pesare al cospetto di Dio.

Tabula rasa del passato, bello o brutto che sia, la vita riprende da quando lo spirito incarnato prende a pulsare per fornire energia vitale all’Eternità senza fine, nello splendore gioioso della sempiterna presenza di Dio Padre. Ci saremo anche tutti noi, ci puoi giurare, o meglio te lo prometto. Non solo perché te lo dico io, ma perché te lo assicura la Fede che riponi nella Parola di Dio, sostegno insostituibile di tutte le tue pene. Chiamala come vuoi, ma è l’unica Forza in grado di infondere nelle tue stanche membra l’energia vitale che vince la morte e spalanca le porte alla gioia della vita, alla quale tu come tutti noi sei stata consacrata. Papi ti sta accanto. A modo suo, con tutto l’amore che ti può dare. Hai anche tutto l’amore solidale di quanti ti apprezzano senza essere compassionevoli. Ma soprattutto hai dalla tua tutto l’amore della nostra e tua Madre Santissima, che ti ha a Cuore e ti conforta. Non abbatterti, dunque. Non commiserarti, e sappi che anch’io nel mio piccolo non cesso mai da amarti e di proteggerti.

Con infinito Amore punto esclamativo. Grazie papi per la collaborazione.

Emilio il tuo Pintulino


12 agosto 2018

Fino alla Cittadinanza nella Città Celeste

Cari miei attempati mamma e papi, un uccellino stordito e rianimato, rifocillato e rivitalizzato amorevolmente, volandosene via con riconoscente allegria vi ha fatto ritrovare quella tenerezza che avevate trascurato da un po’ della vostra pluriennale vita di coppia. Non si è trattato, miei cari, di un incidente fortuito. Era infatti un provocatore quell’uccellino.

Eravamo stufi di vedervi tristi, immusoniti, scontenti e spesso polemicamente rancorosi. Essere attempati, miei cari, non vuol dire essere malati di tempo e per il tempo trascorso insieme, ma unitamente lasciarsi lambire dal tempo residuo, che, inevitabilmente lasciando tracce indelebili nelle vostre carni, non deve minimamente scalfire la solidità spirituale della vostra coppia, tutta tesa a superare il traguardo della vita terrena per iniziare la vita della sfrenata eternità.
Non vi saranno risparmiati altri eventi dolorosi, né attimi di felicità nella memoria del passato-presente-futuro, ma tutte queste cosiddette emozioni accresceranno la consapevolezza di una immane e sempiterna convivenza, colma di gioia celeste, sempre che colma riesca a rappresentarsi alle vostre menti e riempire i vostri occhi l’incommensurabile espansione dello spazio, in cui troverete nuova linfa vitale.

Noi, affacciati al balcone del Cielo, non vi faremo mancare il nostro sostegno e il nostro conforto, che vi dobbiamo per intercessione del Signore generoso, e complice la Beata Vergine nostra Madre Santissima, che si appresta a sollecitare la fiducia che in Lei riponete, e che vi chiediamo di rinnovare con sincero fervore, nell’occasione che si celebra in terra con la festa dell’Assunta. Noi Le dedichiamo in Cielo ogni particella della nostra eternità e del nostro amore, e con Lei festeggiamo la nostra personale Assunzione. Così come dovreste fare voi per voi stessi, miei cari, perché ogni attimo in meno della vostra permanenza terrena è un attimo in meno della vostra definitiva assunzione di cittadinanza nella Città Celeste. Vi aspettiamo fiduciosi, ma senza fretta. Tempo e pazienza, per quanto possa sembrarvi inverosimile, non ci difettano.
Buona festa, miei cari, buona festa per ogni giorno
, mese anno che desidero trascorriate nella serenità di chi si ama sapendo di essere amato. Soprattutto vi sollecito a sentirvi amati dal mio amore filiale. Bacioni e sogni d’oro dal vostro Emilio.


19 agosto 2018

Come le nostre preghiere e suppliche raggiungono il cielo

Ciao mammabanana, comprendo e condivido la tua ansia materna, e quindi insopprimibile, di avere mie notizie; ma per quanto tenero sia il sentimento che l’alimenta, devi capire che, nonostante sia minima la distanza che divide il mio pensiero divenuto spirito da quello incarnato nella mente del vecchio e fedele trascrittore, le vie da percorrere e le sinapsi da utilizzare, ormai un po' arrugginite, devono essere almeno sgombre dai cosiddetti pensieri transeunti, o quotidiani. Imprevisti, urgenze, scadenze o, se preferisci, tutte quelle rotture di scatole -per parlare fuori di metafora- che vanificano qualsiasi tentativo di trasmissione o ne disturbano, deviano, modificano, fraintendono, manipolano i contenuti. Poche volte le mie letterine hanno incontrato tali difficoltà e interferenze e l’ultima volta è una di queste. (ieri papi ha smesso di scrivere perché la scrittura era stentata).
Il caro scriba non ne ha colpa, oberato com’è di preoccupazioni e partecipazioni emotive. E il mio pensiero, che esprime e vuole trasmettere la serenità dell’Amore che regna in Cielo, ha bisogno di percorsi rasserenati per alimentare quel poco di energia che muove la penna dello scrivano, dando vita alla tanto bistrattata trascrizione automatica. Ma quale forma di scrittura non lo è?

Anche la preghiera è una forma di trascrizione o meglio di trasmissione automatica, sia essa espressa in privato o collettivamente, e perché raggiunga concretamente la Comunione dei Santi o i Superiori Destinatari ai quali è rivolta, deve nascere da cuori sinceri e aperti all’Amore di Dio, e alimentati dalla fede ispirata dalla forza vitale della Sua parola.
Solo così le suppliche viaggiano speditamente e giungono a destinazione in tutto il loro incontaminato fervore, intenerendo i già teneri cuori dell’Onnipotente, di Gesù e della Sua, nostra e vostra Madre Santissima. E noi tutti, affacciati al balcone del Cielo, tendiamo l’orecchio al suono armonioso e commovente di questo fervore, che ci dà la carica di operare per il bene dell’umanità, difendendola dalle connaturate forze del male e in particolare dalla facile tentazione a non amare.

Sopra ogni cosa vigila l’onnipotenza di Dio Misericordioso, umanizzatoSi in Cristo per sconfiggere la morte fisica e spirituale dell’uomo; e opera instancabile lo Spirito della Serva di Dio, Maria, Madre nostra amatissima e Assunta in Cielo per mediare presso l’Altissimo le richieste di perdono per gli umani peccati, e per guidare l’esercito del Bene destinato a schiacciare la testa del serpentedrago per decretare la fine del maligno, e spalancare a tutti i probi e ai meritevoli le porte della Gioia Eterna.

Non perdere mai il fervore che metti nelle preghiere che ci dedichi, cara mamma. E soprattutto non entrare in ansia se le poste non sono sempre all’altezza delle tue aspettative. Confida nell’amore che ti porto e non abusare della disponibilità residua, ma sicuramente professionale del vecchio scriba fedele 0-0. Vi abbraccio di etereo-eterno eppur consistente e solido amore filiale. Il vostro Pintulino

15 settembre 2018

VOCAZIONE MATEMATICA DI DIO

Caro papi, quando Dio, ordine e bene assoluto, mise mano al processo creativo e trasformò il Caos in Cosmo, era pura Energia finalizzata a dare il significato logico alla Sua Creazione. Era il numero Uno, l’ideatore e il Creatore di tutte le cose. Con la creazione della prima creatura umana Dio si fece quello Spirito vivificante e ispiratore del futuro presente di un’umanità a Sua immagine e somiglianza, e pertanto destinata a godere accanto a Lui della eterna gioia e della vita senza la morte.

Ma il peccato originale deviò il percorso del destino dell’uomo e lo punì, mettendolo a confronto con la propria carnalità, condizione che prevedeva un percorso scandito dal tempo e come questo sinora a lui sconosciuta.
Il percorso temporale vita-morte sarebbe stato necessario al processo di ravvedimento e di riappropriazione del sentimento di gratitudine per il Padre generoso, comprensivo e misericordioso. Ma, non essendosi rivelate tutte queste Sue qualità sufficienti a redimere l’umanità dal suo peccato di orgogliosa superbia, Dio Si fece Uomo per sconfiggere con il personale sacrificio mortale quella morte che ormai si era impossessata del cuore umano; con la nascita dell’uomo puro e partorito da donna pura e consacrata a Dio, Si fece Trino, manifestandoSi nelle vesti di Santissima Trinità: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.

Ma il Signore, non contento di questa Sua vocazione matematica, e per l’innata, immortale, intrinseca propensione all’Amore Assoluto, che si identificava nell’Amore Paterno per i Suoi figli, nell’anelito di farli partecipi del Suo sentimento di Madre -perché Dio è anche Madre- investì la Vergine Maria a farSi vessillifera dell’Amore di Madre di tutta l’umanità.
E di conseguenza Mater dolorosa di un Figlio partorito nel dolore, come fanno tutte le donne, ma consapevole del dolore che il Suo ruolo di Madre di Gesù l’avrebbe condotta ai piedi della Croce, alla quale il Figlio era stato predestinato dolorosamente per la redenzione del mondo dolente.
Dunque Dio questo Padre formidabile e insostituibile è Uno, come Creatore del cielo e della terra Due, come distributore inesauribile di Amore di Padre dolcissimo e gratuito Amore di Madre Tre come Padre-Madre amorevole, Figlio Adorevole e Santo Spirito Ispiratore-Purificatore.
Più matematico di così! Evviva Dio Papamma. Non ci rimane altro che lasciarci avvolgere e cullare nel Suo Amore irrinunciabile.

Con tutto l’amore della Comunità dei Santi, grazie papi e vecchio scriba della preziosa collaborazione grafica e grazie alla mia dolce mammabanana che, pur nelle vicissitudini dolorose della sua vita, trova forza nella fede e nelle preghiere che ci toccano teneramente il cuore. Bacioni. Emilio


Nel sito CIELO CHE POESIA è aperta una nuova pagina dedicata al lettori di Emilio