Come fanno i bambini, il nostro dono è un disegno.

Dicembre 2001

Si avvicina il Natale, nella sua ultima lettera del 9 dicembre, Emilio ci parla di Gesù. Le sue parole mi richiamano alla mente un disegno dello scorso settembre: "Gesù, venuto in terra per portarvi la lieta novella dell'amore divino per le Sue creature, se ne tornò in cielo carico dei deliziosi dolori dell'umanità. E da quel giorno ripete la straordinaria esperienza umana e divina nel sacramento dell'Eucaristia. Lo stesso discorso si addice allo spirito, quella fiammella originata dalla Grazia di Dio, e per Grazia di Dio affidata alla materialità di ogni Sua creatura per permearla di santità. Eppure l'uomo è incline a dimenticare la sua natura divina, e a lasciarsi suggestionare dalla propensione della mente a sostituirsi al proprio DIO".

 

dimensioni
cm. 30 X 35
Penna a sfera di colore nero.

Questo, come tanti altri, è arrivato nella penna attraverso la mia mano guidata da Emilio.

Prima di tutto, spiegherò che la penna non si ferma a disegnare una qualche parte separatamente dalle altre, ma percorre tutto il foglio andando e tornando sulle varie linee che si completano man mano, e rifiniscono l'immagine nei minimi particolari.

IL DISEGNO - settembre 2000

Anche le mie sensazioni, dapprima appena accennate, via via si precisano e si confermano. Oppure, come capita spesso, vengono smentite. Allora mi rendo conto che Emilio si diverte molto per la mia sopresa, e mi trovo coinvolta nel suo sorriso irresistibile. Bisogna pure che confessi la dolce emozione di questi momenti che trascorro con mio figlio, mentre stiamo "lavorando" insieme. In ogni linea tracciata sul foglio bianco, riconosco il suo desiderio di darmi una prova affettuosa che la nostra vita insieme non è illusione, né potrebbe essere il prodotto inquietante di una psiche malata che tenta di appagare il desiderio spasmodico della sua presenza. Io non ho mai saputo disegnare, né bene né male. Non ho mai saputo disegnare del tutto. E tutt'ora non riesco a tracciare una linea che segua il verso che vorrei, senza oscillazioni, tremolii, sversature di ogni genere. Qui, invece, pur senza sapere dove si dirigerà la penna, ogni tratto risulta precisamente retto, curvo, più o meno marcato, ed ottiene esattamente l'effetto voluto. O almeno quasi senpre, perché - e quando capita me ne rendo conto - alcune volte l'emozione è più forte dell'impegno a rendermi strumento assolutamente "neutro" dell'opera.

Quindi proverò ad esprimere cosa vedo in questo disegno, ma raccomandando ad ognuno di guardarlo attentamente nel suo insieme e nei particolari. Non è detto che la mia interpretazione sia l'unica possibile, o comunque la più valida.

Vediamo un'apertura, un varco. Al suo interno, un'intreccio di linee (foglie, forse fiammelle) penetra verso l'alto.
Dietro la porta aperta, una figura nera e inquietante emana una voluta di fumo nero.

Angolo in basso a sinistra (di chi guarda).
Al di sopra del varco affiora una grande figura evanescente. In sé comprende l'immagine di una madre con il bambino, che si staglia sullo sfondo di raggi di luce. Sul suo capo, una culla sormontata dalla croce.

Più su vediamo la balaustra di una scalinata che sale aprendosi verso l'alto (zona chiara), ma i gradini iniziali sono stretti nell'ombra.

A sinistra spicca un personaggio femminile che sboccia come un fiore, ma poi viene investito dall'oscurità che quasi del tutto lo priva della sua eleganza. E finisce rannicchiato, quasi imprigionato nel buio, ai piedi della scala.

Proseguendo al di sopra del varco.

Oltre la scalinata, un grande triangolo (simile ad un cuore) è attraversato da numerose zone che lasciano spazio a percorsi diversi, tutti abbastanza chiari e sempre tesi verso l'alto.

Dalla punta inferiore del triangolo si infiltra il fumo che proviene dalla figura nera e si condenza tracciando altre vie, che a loro volta risalgono il triangolo, ma si scuriscono sempre di più, fino a diventare completamente buie.

Al centro del disegno

Bisogna fare attenzione per vedere la grande D che comprende al suo interno una figura molto significativa: mi fa pensare a un pastore con il suo caratteristico bastone.
In alto, dunque, c'è questa D, bella e grande. Ma ci sfugge, perché ciò che si impone allo sguardo è l'IO.
Queste due lettere prepotenti sono molto marcate, come la fumosa scia scura da cui provengono.
Per cui non leggiamo DIO: ma IO.

Eh... no! troviamo scritto
Una grande figura regale custodisce sotto l'ala raggi di luce. Da Lui discende una lanterna che illumina il buio sottostante.

Parte superiore del disegno


Al di là del ponte che conduce alla figura alata, un turbine attraversa un altro varco che appena si intravede. (a differenza di quello che abbiamo visto da principio).
In questo turbine confluiscono, alcuni personaggi che faticosamente risalgono la via "del fumo" nero.

Noto che hanno abbandonato la via che conduce all'io prepotente che si sovrappone all'evidenza di Dio.

Parte destra del disegno: dall'alto verso il basso.

 

Nel ventre della terra, la vita della materia con i suoi chiaro-scuri.

Tutto questo è ancora sormontato da una scalinata, simile a quella che abbiamo già visto.

Ogni cosa ci appare abbracciata e protetta
da una grande presenza paterna
che domina su tutto, benché quasi invisibile.

Parte destra: dal basso verso l'alto

Spero che, osservando i particolari, non si sia perso di vista tutto il disegno nel suo insieme.
Purtroppo il monitor non ne riproduce tutta l'efficacia e la sua sorprendente bellezza. Io ne sono incantata.
E voi, che ne pensate, cosa provate guardandolo? Emilio scrive:

" So che ti appassionano tanto i nostri scarabocchi, e devo confessarti che mi diverto teneramente un mondo ad ascoltare le interpretazioni, le più fantasiose che date loro, tu, e papi e tutti coloro che ne prendono visione. Ti posso assicurare che sono meno sibillini di quanto si possa immaginare, eppure essi costituiscono una prova ulteriore che ci può essere un punto d'incontro tra esperienze terrene e fenomeni preternaturali, che può paragonarsi a un'anticamera della vita soprannaturale" (5 settembre 2000).

Ma già altre volte Emilio aveva parlato dei suoi capolavori:

" Quei disegni descrivono realtà del mondo visibile e del mondo invisibile. Le prime si riferiscono a quelle immagini che, nella loro armonia, o nella disarmonicità dei loro tratti, sono in gradi di penetrare il mondo della tua conoscenza o, in maniera più profonda, la tua coscienza. Ve ne sono poi altre che appartengono al cosiddetto mondo delle idee. Altre, infine...sono quelle attraveros le quali mi sforzo di rappresentarti il mondo dello spirito, fatto di tocchi leggeri, leggiadri, quasi evanescenti ma essenziali...
Come vedi ne risulta un embricarsi di fatti materiali e di esperienza spirituali che sta a significare che i due mondi sono contigui, si intersecano, si mescolano, separati solo dall'immagine della morte ed uniti intimamente ad un unico, comune cordone ombelicale che le riconduce a Dio.

Cara mamma, tutti crediamo che il mondo dello spirito è impalpabile, invece io disegno il suoi lineamenti, per farti capire come esso sia consistente e concreto...così come concrete e visibili sono le letterine che vi invio con la collaborazione di papi. Penso di averti detto abbastanza. Continueremo a scarabocchiare allegramente, perché noi due, tu ed io, non siamo capaci di fare di più. Ma scoprirai che nel mio mondo tutto si semplifica, e che si impara presto a fare tutto e bene." (25 agosto 2000)

Con affetto

e la sua mamma

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