Le letterine di Emilio scritte dal cielo per noi

20152016

 

UN CARATTERE FESTOSO

Caro papi, ti piace questo carattere festonato e festoso, oppure?
A proposito di carattere: cos’è più festoso della EMME di Maria? Vorrei conoscere il parere della Mariologa o Marianologa di casa, cioè di Mammabanana. Cos’è che ti affascina di più di questa EMME, cara mamma? La grazia delle forme, l’armonia delle linee, l’eleganza delle dimensioni, la concretezza del disegno, il calore dell’abbraccio, cioè dell’ embrasse, lo slancio decisionale delle vette? Grazia, Armonia, Eleganza, Concretezza, Abbraccio, Slancio, Decisione: ecco sottolineate in un unico carattere le più sublimi doti della nostra Madre Santissima.

“Lei vedeva tutte quelle cose e le teneva nel cuore”, immenso e immacolato cuore tutto dedicato al Signore. Vedeva l’umile nascita del Figlio di Dio e taceva; la silenziosa e rassegnata partecipazione dello sposo devoto, la luce abbagliante della stella cometa, evento straordinario di una natura partecipe dello straordinario incarnarsi di Dio nel neonato sofferente; i volti attoniti di gioioso stupore dei pastori, che istintivamente coglievano la grandiosità dell’evento, spirituale e naturale al tempo stesso, di cui non a caso erano stati guidati dalla stella ad essere nella loro semplicità testimoni di…lusso..

Maria vedeva e sapeva perché era l’amata da Dio, consapevole del disegno di Dio e del destino del Figlio sin dal tempo della Sua Immacolata Concezione. Tutto questo prologo divino era l’incipit di una storia vera, già scritta per riconsegnare all’uomo la perduta dignità di figlio di Dio, erede legittimo di tutta la paterna ricchezza spirituale: la SAPIENZA.

Vedeva i segnali di una persecuzione nata con il Figlio e con la crocifissione del Figlio, che non si esaurirono con la Sua morte fisica e con la Sua Resurrezione trionfante, ma si rinnovano senza tregua da oltre due millenni, in un mondo accecato dal peccato del nonAmore e incapace di leggere nei silenzi di Maria la consapevolezza del trionfo definitivo della Vita sulla cinica Morte, annunciato dal sacrificio del Figlio. Che troverà attuazione nel compito che Le è stato affidato di schiacciare un giorno e per sempre la testa del serpentedrago, simbolo del Male assoluto e irriducibile nemico di Dio. Fino a quando Maria Santissima, donna senza peccato, non riscatterà l’umanità dalle colpe di un’altra donna, peccatrice.

Tante e tante altre volte la Virgo Fidelis, la donna senza peccato e consacrata a Dio, osservò in silenzio e conservò nel cuore. E ancore assiste silenziosa dal Cielo, con il Figlio ritrovato, in Comunione dei Santi e tra la moltitudine degli Angeli fedeli, alle follie, alle manchevolezze, ai peccati dell’umanità, che in qualche misura Le impediscono di godere a pieno della gioia e della felicità che vibra senza fine nella sconfinata dimora dello Spirito Santo, nella casa dell’Eterna Beatitudine.

Talvolta rompe il silenzio, per manifestarSi ai semplici, agli umili, agli innocenti, perché in virtù della loro fede filiale portino la luce agli occhi e nei cuori di una umanità accecata dall’odio, dalla perversione, dal cinismo, dalla violenza, e affinché con il Suo esempio di Madre Amorosa e Misericordiosa renda meno impermeabili all’Amore che pervade l’Opera di Dio quei cuori di pietra corrosa dal rancore.

Lei, che ha già perdonato i carnefici che Le straziarono il cuore e il Figlio nella Crocifissione, Si fa proposta di pace e di perdono in nome della Santissima Trinità, di Cui si fece serva all’annuncio del destino che La scelse come Mater Dolorosa.

Nel silenzioso dolore Maria  partecipa alla storia dell’umanità. Al tempo stesso il dolore è la Virtù più fulgida che in Lei ha impresso la volontà di Dio e della quale devono andare fieri tutti i figli che credono nel Suo Amore Misericordioso e nel Suo destino di Liberatrice definitiva del mondo dal maligno.

Cara mamma, conosco il tuo dolore. Tutti i miei, i nostri amici di quassù ti sono con me vicini perché il dolore sia il vessillo di fede che apre le porte della Casa dell’Eternità. Gioisci dunque. Noi tutti facciamo il tifo per te. Un abbraccio caloroso, così forte e così caldo, che tu possa sentirlo fisicamente…sì da rendere superflua, anzi inutile, la borsa dell’acqua calda.

Il tuo in Comunioneeeeeee.




(Lorenzo Lotto - Pala di San Bernardino)

CONDIVISIONE DEL DOLORE

Mano nella mano con la Madre Dolorosa

SANTA PASQUA 2015

4 aprile 2015 - Sabato Santo

Ave Maria piena di Grazia, il Signore è con te, Tu sei benedetta tra le donne e benedetto il frutto del ventre tuo Gesù. Con questa bella invocazione dedicata alla dolcissima mamma di Gesù e nostra dolcissima Madre Celeste riprendiamo, miei caro, le nostre belle chiacchierate epistolari; da ormai troppo tempo sospese per motivi che benevolmente definisco contingenti. L’occasione ci è fornita dall’opportunità di essere partecipativamente presenti vicino a Maria ai piedi di Gesù crocifisso, e per condividere per quanto possibile con Lei il Suo dolore, il più straziante che mai più umana atrocità potesse causare. La morte per condanna del Figlio di Dio, del Signore nostro creatore fatto uomo.

Nel giorno che precede l’attuazione della volontà di Dio per mano incosciente di umanità cieca e bieca, prepariamoci mano nella mano con Maria ai piedi della Croce a ricevere dal Figlio morente il compito di prenderci cura della Madre Dolorosa e di sostenerLa con la fede e con la preghiera nell’attuare il progetto salvifico della Chiesa di Cristo e di tutta l’umanità.
Solo nella condivisione del dolore mariano, che ai giorni vostri si fa sempre più doloroso per la mancanza di pietà di uomini spietati verso i simili, solo facendosi carico insieme del peso della Croce, diventato quasi insostenibile per la crudeltà persecutoria di esseri indemoniati, il Sacrificio, il supplizio che Gesù si appresta ad affrontare per sconfiggere la morte, non sarà vanificato. Solo facendo quadrato ai piedi della Croce in difesa della Donna piena di Grazia eviteremo la vittoria della morte e delle sue tenebre eterne mentre il Signore continuerà a risorgere invano. Fino a quando si stancherà di essere Misericordioso, e allora saranno veramente dolori per quanti saranno segnati dalla Giustizia divina. E così sia.

La Comunione degli Angeli e dei Santi ed io fra loro ci adopereremo senza sosta e senza risparmio di energie ad aprire occhi, orecchie e cuori all’Amore universale di Dio: Egli stesso non bada a spese, ve lo possiamo assicurare, sollecitato dalle inesauribili suppliche di Maria Misericordiosa e del Figlio Suo. Le vostre preghiere, le vostre testimonianze di fede si moltiplichino in numero, intensità, consistenza, non solo come tornaconto del singolo ma nell’interesse di tutta l’umanità, in ossequio al comandamento per il quale Gesù ha dato la vita dall’alto della Croce: Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato.

Miei cari mamma e papà, e tu, caro e sempre più vecchio e sempre meno fedele scriba, diffondete questo messaggio. Difendendo il vostro credo e professando con convinzione la vostra fede contribuirete a rimuovere quelle tenebre che attanagliano senza pietà e senza tregua, ma soprattutto senza amore, i cuori e le menti dell’uomo moderno.
A presto risentirci per festeggiare insieme la Resurrezione di Gesù.
Bacioni dal vostro Emilio persempre. Ciao

 

SANTA PASQUA DI GESU'

Domenica 5 aprile

CRISTO E’ RISORTO. Cristo dunque E’ VIVO tra Cielo e terra, tra la Comunione dei Santi e la comunità degli uomini, tra gli uomini che Lo rinnegano e Lo perseguitano, tra quanti Lo glorificano e Lo osannano, tra coloro che Lo celebrano e Lo disprezzano, tra quelli che Gli si affidano e Lo respingono, tra chi Lo ama e chi Lo ignora, Lo onora e Lo disonora, Gli si raccomanda e Lo deride.

Eccolo pronto ad ascoltarci, accoglierci, consolarci, comprenderci, giustificarci, confortarci, guidarci, e soprattutto perdonarci e redimerci. Padre, fratello, confidente, Maestro, medico, confessore è risorto per assicurare ai figli, ai fratelli, ai discepoli, ai malati in spirito e a quanti credono in Lui e nella Sua Misericordia la stessa risurrezione alla vita eterna.

Egli è dovunque, nei cuori aperti al Suo Amore infinito e in quelli che credono o si illudono di avere cuori corazzati e che scopriranno all’avvicinarsi delle tenebre che se le si vuole dissolvere è sufficiente un piccolo spiraglio, per trasformare il proprio algido cuore in un faro abbagliante alimentato dall’amore di Dio, nascosto ma giammai spento.

Prendete la palla al balzo o voi uomini di ogni generazione e, dal momento che Gesù vi dà il buon esempio, in ogni occasione provate anche voi a risorgere in quella vita illusoria rappresentata dalle vostre vicende terrene. Risorgete e risollevatevi dalla presunzione di essere depositari della verità, della via e della vita. Emergete dalle tenebre della superbia delle vostre menti che vi condannerà a non godere mai più della luce. Potrete così conoscere orizzonti luminosi e affascinanti, preludio della Luce di vita eterna.
Buona Resurrezione dunque dal vostro che ne sa qualcosa. Auguri.



Sant'Anna e San Gioacchino con Maria Bambina
(scuola caravaggesca XVII sec. - Maiano di Spoleto, chiesa di San Lorenzo)

L'ABBRACCIO DI MARIA

15 agosto 2015 - L'ASSUNZIONE

Madre mia carissima, non ti angoscino i miei silenzi. Non si sente solo attraverso il suono o per testimonianze scritte, ma si sente soprattutto con il cuore. Allora, se il tuo cuore è pieno di me, al punto tale che faccio fatica ad aggiungervi anche la infinitesima frazione dell’immenso amore che nutro per te, hai proprio bisogno di sentirtelo raccontare per lettera? Sii dunque serena, mamma, serena anche se non ricevi mie notizia da tanto tempo, e non te la prendere con quel vecchio scriba sempre fedele e sempre più impegnato nonostante gli acciacchi.
Ti rallegri invece la gioia che mi sgorga dal cuore per la festa che dedichiamo alla nostra e anche tua Madre Santissima, la Mamma di tutti noi, prima e dopo che tu fossi la mia nel corpo e nello spirito. Siamo in preda a una gioia infinita, incommensurabile e inimmaginabile perché animata dalla forza indistruttibile dell’Amore di Dio, che si riverbera in noi e contamina tutti gli ordini che compongono la Comunione dei Santi.

E Lei, amorevole, sorridente, Misericorde e confortevole come la mamma di ognuno di noi illumina di Luce propria il già luminosissimo Cielo di Beatitudine nel quale fluttuiamo, sospesi ed estatici. Questa è l’estasi che vorrei tu provassi, cara mamma, quando ti assicuro che il mio cielo è tutto nel tuo cuore, e che il tuo cuore di madre è per la sua parte nell’immenso Cuore di Maria madre di Gesù e perciò anch’esso assunto al Cielo, così come quello di Maria di Nazareth quando l’angelo le riferì il Progetto di Dio, che l’aveva consacrata madre di Chi avrebbe vinto persempre il peccato e la morte.

Che la madre di Gesù facesse parte della storia del mondo, nella lotta senza quartiere che il male conduce contro il Bene e la morte contro lo Spirito, era già scritto nella mente di Dio, così come lo era il peccato di presunzione che cambiò il destino di Adamo ed Eva. Maria avrebbe riscattato l’Umanità tutta da questa imperdonabile colpa, rendendola perdonabile attraverso il sacrificio del Figlio suo, che dopo la morte sulla croce sarebbe gloriosamente asceso in cielo.
Non sarebbe stato tutto ciò meritevole per il riconoscimento di un Suo diritto acquisito alla Sua Assunzione, senza passare attraverso la morte? Il Suo cuore non era già morto per il sacrificio del Figlio? Di quale altra morte avrebbe dovuto temere o soffrire?
Tante altre mamme come Maria si portano in petto la morte del cuore, e tu cara mamma sei una di loro. Maria si è guadagnato il cielo anche per queste mamme. Per portare loro conforto, sostegno, protezione e tutto l’Amore necessario a rafforzare la fede nell’amore del Padre, per farle sentire nell’anticamera del cielo.
Accanto a Lei, e nell’abbraccio Suo materno che ci accomuna e ci fa testimoni e dispensieri  dell’Amore che regna sovrano e indistruttibile nel cosiddetto altromondo, noi figli aspettiamo fiduciosi i nostri cari e non cessiamo mai di rassicurarli della nostra costante vigile presenza e partecipazione alla vicende terrene della loro vita. Anche quando sembra che non ce ne interessiamo o che li abbiamo dimenticati.
Miei cari, sapeste che voglia ho di riabbracciarvi. Per ora mi devo contentare di sapervi nelle braccia di Maria Misericordiosa, che si prende cura di voi e di quanti confidano in Lei. Lei è il tramite tra terra e Cielo, tra corpo e Spirito e la preghiera è il linguaggio che ama per sentirsi amata come Madre dell’umanità, Chiesa di Dio, certezza di Eternità.

Ciao mamma cara, ciao Madre mia tenerissima ed eternamente scintilla di vita eterna. Ciao papi mio, paziente ascoltatore e valido scriba.
Vi voglio bene e vi abbraccio nella consapevolezza di sapervi protetti dalla bontà misericordiosa della nostra Madre Celeste, e che questo abbraccio diventerà concreto quando Iddio vorrà.
E così sia. gioiosofestoso o-o o-o.



20 anni dopo

Santa Messa per Emilio

Villa del Rosario, 22 settembre 2015 ore 19
via Flaminia Vecchia n. 499 Roma

"Vorrei che commemoraste questo evento con la gioia
di tutti coloro che mi amano nel presente e non nel ricordo.
Gioite tutti con me, per me e per l'Amore che Dio riversa su tutti noi".


E...VENTI

19 settembre 2015

Caro papi, vedo che vi state dedicando ai Grandi E-venti. Canti, musica, amici, una allegra cerimonia degna di un ventennio di ricordi, di nostalgie, di tenerezze, di affetti e di amori. Mai di rimpianti, mai di oblii, mai di assenza da parte vostra e soprattutto mia che da allora sono fuori dal vostro tempo, ma eternamente e fortemente avvinghiato ai vostri cuori.
Le note melodiche della testimonianza dell’amore che mi portate giungeranno qui in Cielo in tutta la sincerità e la purezza dei sentimenti che le hanno generate, e con la loro gioiosità e gaiezza rallegreranno lo spirito comunitario delle sante creature celesti, che armonicamente si uniranno alla vostra gioia con altrettanta gioia e altrettanto Amore.
E tutto l’universo vibrerà all’unisono e il suono arriverà sino alle orecchie del Padre, che Se ne rallegrerà compiaciuto.
Nel corso dei festeggiamenti sarà presente –ve lo posso assicurare- una nostra numerosa e qualificata rappresentanza, di spiriti colleghi che intendono godersi lo spettacolo in prima fila. Mi auguro che si comportino disciplinatamente e con discrezione. Sapete, sono facili agli entusiasmi e talvolta si lasciano prendere la mano. Cercherò di tenerli a bada, e se non mi riuscirà di farlo non ce ne vogliate. In fondo mi accompagnano per festeggiare con voi in miei venti anni di ritorno alla casa del Padre. Non vedo l’ora che si compia questo incontro d’Amore terreno e celeste, questa osmosi dedicata alla gloria di Dio.
Dunque che festa sia. Evviva per sempre. Dal vostro festoso festeggiato. E mi raccomando niente lacimicce …

Bacioni



(Caravaggio - Riposo durante la fuga in Egitto)

ETERNO RIPOSO

7 novembre 2015

Cari, cari, cari mamma e papà, eccoci nuovamente riuniti in sintonia di spirito e sinergia d’amore. Quell’amore e quella cura con i quali avete addobbato la nostra ultima dimora nell’intento di renderla più calda, confortevole, accogliente e per sentirci più intimamente Famiglia. Qui, sotto l’insonne occhio del fedele e instancabile somaro e nelle note di musica angelica, le fughe, le ansie le angosce e le sofferenze della vita terrena sembrano avere definitivamente raggiunto l’eterno riposo, mentre l’altra vita, quella incontenibile e indescrivibile nella dimensione di una tela, si intravede, si immagina appena nelle delicate atmosfere nebbiose di una natura impalpabile e rarefatta. Lì, anzi proprio qui nasce la vita vera, la vita priva di spoglie e di scorie, la vita incontaminata ma sanamente alimentata ed eternizzata dall’Amore di Dio per le Sue creature, e dal fervoroso e inscindibile attaccamento di queste a Lui. Nella nuova vita, energia produce energia e di questa si alimentano gli spiriti destinati ad andare incontro all’eternità dell’Amore inesauribile, e tutto ciò non può essere contenuto negli angusti spazi cimiteriali dell’ultima dimora, per quanto abbellita d’amore. Tuttalpiù essa può rappresentare luogo di meditazione e di preghiera dedicata ai vivi in terra e ai vivi in cielo. E’ lassù che ci incontreremo infatti quando Dio vorrà, miei cari, in un abbraccio più corposo e consistente di quanto permetta la corporeità della materia, e in un calore non misurabile con scale termometriche o amperometriche, o altre specifiche unità di misura. Solo l’Amore ha una sua unità di misura nella vita vera. E’ l’Uno e l’Infinito. E’ l’Amore di Dio. E a questo unicum sono tenuti ad adeguarsi i Suoi figli, che lo fanno senza sforzo alcuno, con gioia e con trasporto totale. O meglio, per Vocazione. Ve lo posso assicurare. Dunque, miei amatissimi, nell’attesa che si compia la cementante Volontà di Dio a ricostituire in cielo la nostra famigliola, già concretamente unita nel Suo amore, diamoci appuntamento per i prossimi incontri di preghiera nella nostra casetta di Sbrizio, piccola ma accogliente. (San Brizio)
A presto dal vostro eternamente presente in tutte le nostre dimore e soprattutto nel cuore di ognuno di voi. Bacioni


 

PER GRAZIOSA RACCOMANDAZIONE

1 gennaio 2016

Toh chi si rivede, il caro e vecchio scriba fedele! E’ dall’anno scorso che non ci si sente. Non  sarai mica andato in pensione, caro papi. Mamma banana non te lo permetterebbe mai, lo sai bene. Vorrebbe almeno una letterina al giorno, quella che toglie il medico di torno. Ma allora come la metteremmo? dal momento che committente e scriba sono medici entrambi.
Non bisogna contare le letterine come si contano i giorni, le ore, i minuti e i secondi dell’anno. Quelli trascorrono, mentre le letterine rimangono come pietre miliari, testimoni della crescita spirituale mia e vostra, ed anche di tutti coloro che ne sono venuti a conoscenza grazie alla generosità della nostra Misericordiosissima Madre Celeste.
Per sfatare un altro luogo comune, per esempio: anno nuovo vita nuova, che vuol dire?
Semmai bisognerebbe dire: Anno che invecchia Vita nuova che si avvicina.
Che senso ha augurare un felice anno nuovo se la è vita che invecchia con il trascorrere degli anni, mentre la vita nuova, quella che ci dobbiamo adoperare a raggiungere e auspicare per tutti, non invecchia mai, anzi è eternamente giovane? Ve lo posso assicurare.
Luoghi comuni che nascono da una convenzionale ma inesistente unità di misura che si è data l’uomo, quando ha pensato fosse necessario dare un ritmo e un significato alla propria esistenza terrena, in funzione delle nascite e delle morti, del variare delle stagioni o della rivoluzione della terra intorno al sole e, perché no, anche del numero di giorni impiegati da Dio per creare l’universo.
Quindi, cara mamma banana, non sottolineare l’intervallo che intercorre tra questa letterina e l’ultima che vi ho spedito, o il numero sempre più esiguo dei messaggi che hai ricevuto nell’anno da te trascorso in terra. Rallegrati piuttosto del fatto che sono confezionati fuori del tempo, nello spazio quantificabile con il simbolico infinito. Pensa quanto del tuo tempo attuale ti ci vorrebbe se ti venissero recapitati per posta, anche celere. Consolati al pensiero che comunque si tratta di Posta Raccomandata. Infatti è inviata per Graziosa raccomandazione e intercessione di Colei che in cielo è la Raccomandante ufficiale di tutte le suppliche devote di quanti La adorano in cielo e in terra. Maria Misericordiosa.
Per finire, ti sia di sollievo sapere che l’attesa di mie nuove è –per dirla in termini di tempo- inversamente proporzionale a quella della vita nuova fuori dal tempo. Allora buon anno vecchio, buoni vecchi anni trascorsi nella gioia e nel dolore, nella serenità e nell’angoscia, nella giovinezza e nella maturità.  E così sia. Vi voglio un bene immenso ed eterno.
Il vostro persempre e, nonostante la prefazione, Felice anno nuovo. Bacini…



ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

Caravaggio - Le sette opere di Misericordia (particolare)

Le Sette Opere di Misericordia
Napoli, 1607. Olio su tela

Napoli - Pio Monte della Misericordia
Prima commissione per la decorazione
della Chiesa del Monte.

 

La Madonna di Misericordia col Bambino
sorretta dagli angeli osserva scene di vita popolare napoletana.

  • Opere di Misericordia Spirituale
    - Consigliare i dubbiosi
    - Insegnare agli ignoranti
    - Ammonire i peccatori
    - Consolare gli afflitti
    - Perdonare le offese
    - Sopportare le persone moleste
    - Pregare Dio per i vivi e per i morti

  • Opere di Misericordia corporale
    - Dar da mangiare agli affamati
    - Dar da bere agli assetati
    - Vestire gli ignudi
    - Alloggiare i pellegrini
    - Visitare gli infermi
    - Visitare i carcerati
    - Seppellire i morti

La Madonnna con il Bambino tra le braccia sormonta il popolo che manifesta sentimenti di misericordia. Due angeli La sostengono, senza annullare la distanza tra cielo e terra sembrano indicare come contrastare con la misericordia le afflizioni della vita terrena.

Le opere di misericordia sono rappresentate in altrettanti episodi presenti nella parte bassa del dipinto.

Seppellire i morti - Sulla destra. Un diacono con fiaccola e il portatore alla sepoltura di un corpo inanimato (vediamo solo i piedi).

Visitare i carcerati e Dar da mangiare agli affamati - Un solo episodio, citato da Valero Massimo in Factorum et dictorum memorabilia. Cimone, incarcerato e condannato a morire di fame fu allattato dalla figlia Pero. Il gesto commosse i giudici che lo graziarono e dedicarono un tempio alla dea Pietà. Sullo stesso luogo in seguito fu edificata la Basilica di San Nicola in carcere.

Vestire gli ignudi - A sinistra. Come San Martino, un giovane cavaliere dona il suo mantello all'uomo svestito visto di spalle. Più a sinistra, uno storpio ricorda le cure prestate dallo stesso santo agli infermi.

Dar da bere agli assetati: Un uomo beve da una mascella d'asino. Come Sansone, dissetato nel deserto dall'acqua fatta sgorgare dal Signore.

Ospitare i pellegrini - All'estrema sinistra. Un uomo indica la sua provenienza in un punto esterno. Un altro indossa un cappello con una conchiglia, segno distintivo dei pellegrini di Santiago de Compostela.

Da notare, La goccia di latte sulla barba del vecchio (Dar da mangiare agli affamati); i piedi lividi del cadavere che spuntano dall'angolo (Seppellire i mort); l'ombra che le figure celesti proiettano sulla prigione, segno di presenza concreta e viva partecipazione. E inoltre l'intricato disegno delle ali angeliche, ugualmente protese all'abbraccio delle figure celesti e terrene.



SANTA PASQUA 2016

(S. Dali. Cristo - S. Giovanni della croce)

26 marzo 2016, SABATO SANTO

Cari ragazzi, orsù, coraggio! Che aspettate? Sveglia. Svegliatevi, risorgete anche voi con il Signore, con Lui, per Lui e soprattutto per voi. Non dovete permettere che faccia tutto da solo.

Non dovete permettervi di lasciarLo sempre solo e crocefisso a fare il lavoro sporco, doloroso e umiliante di sacrificarSi per voi e per la vostra redenzione, solo perché è misericordioso e perché Lo avete eletto vostro Redentore. Ci vuole una bella faccia tosta a starvene lì inermi ad aspettare che ritorni, chissà quando, per giudicare i vivi e i morti, con la malcelata speranziella che Lui, Misericordia assoluta, Si abbandoni all’atto estremo della pietà paterna e doni a tutti il lasciapassare per la vita eterna.

E’ giunto ormai il tempo, quello terreno e quello celeste, che non Lo lasciate più solo come un cane, inchiodato sulla croce in mezzo a due ladroni. Dovremmo essere appesi accanto a Lui ogni volta che Lo tradiamo, che Lo ripudiamo o che Ne rubiamo, proprio come ladruncoli, la Sua Buona Fede, approfittando della Sua Misericordia senza fine.

Siete o non siete Figli suoi? Siete o non siete fatti a Sua immagine e somiglianza? E’ dunque giunta l’ora che prendiate posizione voi stessi in prima persona. O lo siete o non lo siete. Se lo siete avete il dovere di seguirNe l’insegnamento, la Via, il Verbo, che conducono ad avere pietà dei deboli, degli oppressi, dei diseredati, degli inermi e soprattutto di coloro che chiedono misericordia, che cercano cuori aperti alle proprie miserie umane. Se non lo siete, abbiate il coraggio di rinunciare al diritto al perdono sino a quando non vi sarete immersi nelle acque purificatrici del pentimento più convinto e convincente. Sarete voi allora a fare il lavoro sporco, doloroso e umiliante, senza il quale non si sconfigge la morte, e tutti noi quassù esulteremo di Gioia per la somma Gioia del Padre.

Non abbiate paura di dichiarare il vostro dna divino. Abbiate invece paura che Gesù, dall’alto della croce, non abbia a chiedervi, prima di esalare l’ultimo respiro: figli miei, perché mi avete abbandonato? In ogni anno della vostra vita terrena il Signore vi offre, offrendosi, l’occasione di rinascere popolo di Dio, condividendoNe la Risurrezione. Stringiamoci a Lui ai piedi del patibolo, di quella Croce che rischia di diventare simbolo di persecuzione e di martirio. Con tutto il coraggio di chi non ha perduto la speranza di un mondo migliore in cui riconoscersi tutti figli di un solo Creatore.

Risorgiamo dunque al grido di ippippurrà e sia Vita Eterna. Il vostro, la vostra sorpresa pasquale.

Vi voglio un bene immenso, desidero convivere con voi -nessuno escluso- la vita eterna che mi rimane da vivere. Perciò datevi da fare, svegliatevi.
Risorgete. Anche tu  mio. Ciao.



Duomo di Spoleto. Incoronazione di Maria Assunta in cielo

MARIA ASSUNTA IN ANGOSCIA PER IL DESTINO DELL'UOMO

14 agosto 2016

Cara leprottina, a quanto pare sei riuscita paradossalmente a raggiungere quella tartaruga di papi, quel papi che è stato eletto mio vecchio scriba fedele. Lo sappiamo tutti che è in ferie prolungate ma, poiché la celebrazione dell’Assunzione di Maria Santissima in cielo cade regolarmente nel periodo delle sue vacanze, bene hai fatto a fornirlo di carta e penna al fine di richiamarlo ai suoi compiti istituzionali. Per dirvi che la nostra Madre Misericordiosa ha il Suo Sacro Cuore gonfio di angoscia per il destino dell’uomo, che mentre La celebra in cielo La abbandona in terra, mentre ne esalta lo Spirito Materno ne ripudia la maternità, mentre ne elogia la Misericordia non vi attinge a piene mani, mentre Le promette devozione filiale non ne apprezza l’amorosa dedizione.
L’ipocrisia del Suoi figli che Le dichiarano sentimenti di pace, di giustizia, di fraternità, di tolleranza e poi si abbandonano all’odio, alla persecuzione, alla violenza, alla prevaricazione, è causa di mestizia e di dolore al Suo cuore già ferito profondamente dalla Sua vicenda di Madre del Figlio di Dio. E per quanto noi, Suoi figli in cielo, ci adoperiamo a consolarLa e rassicurarLa sulla buona fede della moltitudine di quanti si dichiarano figli Suoi, Lei, Maria, anche nella beatitudine celeste è costretta a rivivere i tormenti e le angosce silenziosamente sopportate quale Madre del Figlio, immolato in nome dell’Amore e sacrificato a garanzia della vita eterna.
Né La rassicurano le preghiere, che pure Le pervengono copiose, e le suppliche di distribuire copiosamente misericordia sulla terra e di intercedere presso il Padre Celeste, che ipocritamente viene considerato assente o disinteressato alle umane vicende.
Come si può essere così ingenui da credere di poter imbrogliare DomineDio? Come si può essere così ingrati da profittare della Misericordia di Chi Si adopera a rassicurare la fonte dell’Amore Eterno sull’ingenuità dell’uomo? Chi è così presuntuoso da credere di essere esente dall’ira di Dio, in virtù di una fede strombazzata ai quattro venti e praticata senza convinzione, amore, pietà, solidarietà sincera, senza fedeltà profonda, consistente e manifesta?
La nostra Madre Santissima trepida per la salute e per il destino dell’umanità; chi meglio di Lei, che ne conosce passato, presente e futuro, ha ragione di esserne preoccupata? Non lasciate dunque a noi soli, Suoi figli in cielo, il compito di consolarLa e sostenerLa nel Suo difficile compito missionario di Mediatrice Celeste. Adoperatevi anche voi tutti, uomini di buona volontà, per inviarLe dalla terra segnali concreti, sinceri e copiosi di amore e di gratitudine.
Nel giorno dell’Assunzione unitevi nell’impegno e nella promessa, ormai inderogabili, di eleggere ogni giorno dell’anno il giorno in cui si celebrano la gloria e l’umana gratitudine e la riconoscenza filiale per questa nostra Santissima Madre Speciale. E così sia.

Ora sta a te, leprottina, il compito di trasmettere speditamente questa preghiera, che il Cielo ti manda con la Sua benedizione.

Bacioni dal vostro Grazie per la collaborazione caro papi.


Santa Maria del soccorso
Francesco Melanzio, fine 1400.
Museo Chiesa di san Francesco - Montefalco

Narra un'antica leggenda che la mamma di un bambino molto capriccioso, dopo aver cercato invano con lusinghe e minacce di convincerlo a fare il bravo, un brutto giorno, persa la pazienza esclamò: "Che lu diavolo te se porti!".

Immediatamente Luciferò si presentò. E la povera donna, visto il maligno che afferrava il piccolo, si inginocchiò invocando la Madre Misericordiosa: "Santa Maria, perdono! Salva lu potto mio, soccorrime tu!". La Madonna apparve, il monello si aggrappò alla Sua veste e fu salvo.

Si dice che da quel momento divenne un bambino buonissimo. Miracolo! Miracolo!

Ma osservando questa immagine singolare di Maria Misericordiosa che brandisce un nodoso randello, il dubbio sorge spontaneo: la piccola peste si convertì per paura del diavolo o delle legnate?

Avevamo appena ricevuto la letterina per la festa dell'Assunta e ci siamo trovati di fronte a questa tela. Che ci è sembrata molto pertimente. E' proprio vero, nulla accade per caso.



 

NASCITA DELLA LUCE

ghirlanda

18 dicembre 2016

Cara mamma, caro papà, cari papamma. Le primavere scorrono impietose e gravose sulle spalle del vecchio scriba fedele, sicché l’aggettivo affettuoso di vecchio, con il quale lo definivo tante letterine fa, è ormai un dato anagrafico consolidato, che merita rispetto. Resta, per fortuna l’antica fedeltà di un tempo, alla quale mi appello per far sentire la mia voce e per lasciare una traccia scritta del mio amore, del quale già portate un segno indelebile nel cuore, che tuttavia ho il compito di estendere a quanti ne sentono il bisogno.

La nascita ormai prossima del Bambino Divino, che vi apprestate a festeggiare in terra, mi sembra l’occasione propizia per ricordarvi che questo appuntamento -al quale l’Amore di Dio Padre, di Maria Misericordiosa e di tutta la Comunione dei Santi del Cielo non si sottrae- non è solo per umana ricorrenza un evento annuale. Non vi è infatti un solo battito cardiaco di ogni essere vivente in terra che non sia permeato e alimentato dall’Amore del Padre, né respiro d’uomo che non sia percorso dall’Amore del Figlio Dio incarnato, né doglia che la Vergine Madre si appresta a soffrire, che non sia dedicato al bene dell’umanità.
La nascita della Luce dovrebbe illuminare i cuori in ogni istante della vita di ciascuno di voi, per farvi sentire la presenza di chi non si riesce a vedere, ma che vi indica la strada del continuare a credere in Lui.

La Luce non si spegne mai. Essa emana dal nostro Creatore e si riverbera nel cuore di Gesù, che non smette mai di pulsare per il bene degli uomini. Nemmeno sulla Croce il Cuore del figlio di Dio cessò di vibrare.

Anzi, il Suo battito è diventato sempre più vigoroso, per testimoniare che la morte, solo la morte conosce l’arresto cardiaco, mentre dopo di essa la vita vive di un flusso continuo e inarrestabile d’Amore, che nessuna macchina, nessuno strumento è in grado di elargire.

Nelle mie vesti di figlio del cielo, anch’io ho il compito di proteggere i vostri cuori affinché non si chiudano all’Amore di Dio e non cessino di alimentare la vita dopo la morte.
Questo è un atto dovuto per Volontà di Dio, ma il Progetto divino si compie solo per umana decisione e condivisione.

Qui in cielo abbbbondiamo d’Amore. Sta agli esseri umani accoglierlo nel proprio cuore, dargli la precedenza nelle proprie scelte, anche in quelle più sofferte e dolorose, dargli credito, confidare in lui e lasciarsene ispirare, ma soprattutto decidere autonomamente che uso fare. Come impiegarlo.E’ questa la proposta che il Signore rinnova all’umanità in occasione di ogni Natività. Ed è finalizzata a riempire gli elenchi di quanti si prenotano a vivere la vita eterna dopo la morte.

Gesù che sta per nascere ne è l’esempio vivente. Non lasciamoLo da solo nel Suo destino terreno, dal momento che siamo stati fatti a Sua immagine e somiglianza.

E voi, se vi è difficile adesso farlo ogni giorno, impegnatevi almeno in questa occasione a rinascere nella Luce della notte di Natale. Per voi non ci saranno solo i doni dei re magi, ma soprattutto il dono inestimabile e ineguagliabile della vita eterna. Dio vi benedica tutti.
Grazie fedele scriba. Grazie vecchio papi. Buon Natale mia dolce mammabanana.
Il vostro nella luce e nell’Amore di Dio e per intercessione della Nostra Madre Misericordiosa. In Fede.

(Immagine: Lorenzo Lotto, Natività. Piccola tavola, cm. 46X 36. Quadro pensato per la devozione di una famiglia. National Gallery of Art di Washington).


2017




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