Emilio Crispo - Diario di un angelo

Con Emilio ...persempre

 


SETTEMBRE 2005

ottobre novembre dicembre

2 settembre 2005
LA FULGIDA
una rinfrescatina alla casa per far onore all'ospite

Caro papi, devo ammettere che te la cavi bene quando ti metti a rinfrescare la casa. Sei altrettanto solerte quando si tratta di dare una rinfrescata all’anima? Quando l’hai fatto l’ultima volta, quando ne hai aperto le porte a Dio? Se è così, allora ne è passato di tempo. Vuoi che non si sia formata qualche crepa dei muri, che non sia saltato un po’ d’intonaco o non si sia formata qualche macchia di umido? Non pensi che sia ora di rimettere le cose in ordine, specie se l’ospite di riguardo è Iddio o il Figlio Suo? Io dico di sì, perché l’anima è come la casa e come una casa deve essere pulita, messa in ordine e resa ospitale per chi la abita e per chi ha bisogno di ospitalità.

Molti fanno con la propria anima esattamente come per la casa, senza adoperarsi in alcun modo a curarla per mantenerla nell’antico splendore e, una volta che il Signore ci si è comodamente sistemato, non si preoccupano più di farlo trovare a Suo agio, tanto è entrato, ha firmato il contratto e ha pagato le mensilità anticipate. Se vuole stare più comodo, può provvedere personalmente alle proprie esigenze. Così ragionano molti cosiddetti uomini di fede, buoni cristiani! Una volta affidata l’anima a Dio approfittano della Sua generosità e tolleranza, dimenticando di continuare a prendersene cura:

E’ una questione personale e me la vedo io direttamente con Lui. Se è contento di abitare qui, sono sicuro che chiuderà un occhio sul disordine perché è buono e comprensivo, ma soprattutto perché non può fare a meno di me. Soffre della fissazione di crederSi pastore di un gregge e non sta tranquillo finché l’ultima pecora non è rientrata all’ovile, allora si abbozzerà un po’ di polvere e qualche ragnatela. Sono queste le uniche distrazioni o manchevolezze di cui si deve dolere, ma può stare sicuro che io torno sempre all’ovile e, tranquillo Lui, anche io sto in pace con me stesso”.

E potrebbe essere un procedimento ancora tollerabile se, nel frattempo, la storia e in primo luogo il Padreterno -in Persona e per mano dello Spirito Suo- non avessero consegnato all’umanità un figlio, il Figlio da sacrificare per redimerla dal peccato insegnandole la Via per la Vita della verità, e per costruire la Chiesa depositaria di tutte queste verità, alla quale affidare anche il più piccolo affanno, il più piccolo granello di polvere delle proprie anime, da mondare e restaurare attraverso la confessione.
E’ questo il miglior sistema, caro papi, di cantarsela e suonarsela da soli, senza dover dare conto a nessuno del proprio rapporto con Dio.

Per farla breve, caro papi, il fai da te talvolta può dare anche buoni risultati, ma ne dà sicuramente di migliori il confidare la propria anima ad una seria e competente impresa di pulizie e restauro. Non c’è niente di meglio di una bella chiacchierata liberatoria con un degno rappresentante ufficiale di Cristo abilitato al perdono. Il perdono di Cristo è “la fulgida” che ti rimette a nuovo la casa, facendola più confortevole e dolce per condividerla con Dio. Te lo posso assicurare.

Tu credimi, caro papi, anche se come imbianchino occasionale non sei da buttare via, né mi dispiace di farti da assistente. Ti porterò i pennelli, ti preparerò le tinte e terrò il cantiere sempre in ordine.

Un bacione grandissimo con i colori dell'arcobaleno

 

 

18 settembre 2005

MENTRE MI AVVICINO ALLA TERRA

navigando il mare scintillante della Misericordia

Caro papi, tra i tanti mari che solchiamo qui nei cieli, con le vele del cuore gonfie del soffio inesauribile e rassicurante dell’Amore di Dio, quello che più mi emoziona traversare è l’oceano della Misericordia. Da una parte delimitato dalle frastagliate, aspre e minacciose rocce della materia, questo oceano immenso si estende fino a quell’infinito che solo l’occhio onnisciente di Dio riesce a vedere.
Noi spiriti celesti lo percorriamo in lungo e in largo, io stesso mi ci avventuro con una ormai consumata esperienza, ma ogni volta che il Signore mi dà l’occasione di navigarlo, per trasportare in carico prezioso dell’Amore Misericordioso e del Divino Perdono ai destinatari che l’attendono trepidanti, o soltanto per testimoniarNe la concretezza, mi sento pervadere dalla indescrivibile euforia che mi prese quando Iddio mi rimise tutti i peccati che Gli confessai e mi aprì le porte della vita eterna. Anche allora il soffio potente e protettivo del Suo Spirito sospinse, con il vento pieno di gioia, il guscio che accoglieva la mia anima redenta verso l’approdo tanto sperato e così ardentemente desiderato.

Ricordo che la traversata fu emozionante ed inebriante. Mano a mano che mi allontanavo dalla materia la navigazione diveniva sempre più veloce e sicura, e non so dire se tutto questo derivava dall’ardore amoroso, che sempre più si impadroniva di me, o dall’energia che il Signore sempre più mi infondeva con l’intensità dell’Amore che mi manifestava e dichiarava. O forse era la somma di tutti e due. Ricordo pure come l’Amore che Egli dichiarava era fuori di ogni misura umanamente concepibile.
In questo tumulto di gioiosi sentimenti, ricordo distintamente che le acque del mare non erano increspate da alcun vento e che il vento che spirava sulle vele non sapeva di procelle o di tempesta. Le acque scintillavano della calda luce di Dio e il vento Ne trasportava la Parola rassicurante e melodiosa.

Ecco perché vengo sempre con il cuore pieno di gioia per la realtà che vivo e per i ricordi che mi appresto a rivivere. Non si cancellano mai, nemmeno quassù, le esperienza di una felicità già partecipata e vissuta, anzi, sono propedeutiche per comprendere a pieno il significato ed il valore vero della parola “felicità”, e per godere a pieno dello stato d’animo, o meglio del sentirsi spirito, che ne deriva.

Un altro motivo che rende sempre tanto coinvolgente il mio navigare nell’oceano della Misericordia è la sensazione che provo man mano che mi avvicino ai confini con la materia, si, la sensazione, ma non si tratta di nostalgia. Avverto l’atmosfera che nasce dal contrasto tra le energie negative espresse dalla materia nei confronti del pentimento e la Misericordia divina, che si manifesta con forza sempre crescente a favore e a sostegno dell’uomo, ancora prigioniero di quella stessa materia.

Lì in mezzo ci sono io, inesorabilmente sospinto a portare il messaggio di verità che mi ispira e mi fa testimone. E che dice:
La Misericordia di Dio, per quanto non conosca limiti, non può condurre alla remissione delle colpe se non vi è specifica richiesta di perdono. E questa può essere presentata solo da chi ha la facoltà concessagli da Dio di scegliere tra il bene e il male.
Questo non vuol dire che il Perdono non è gratuito. Lo è proprio come è gratuita la libertà di scegliere. Entrambi richiedono però in cambio il convincimento sincero di chi ne vuole fare uso. Cristo, il Figlio di Dio, è venuto incontro all’uomo per ragguagliarlo sulla Misericordia del Padre, sempre pronto a concedere perdono, e per indicargli la via di un pentimento da dedicare a Dio come scelta consapevole di vita, e non come moneta da offrirGli in cambio di un futuro generosamente e gratuitamente già prefigurato e concesso.

Il Signore ha già fatto le Sue scelte, dapprima come Creatore, successivamente nelle vesti di Dio fattoSi uomo. Dalla Sua morte in croce in poi, le scelte spettano solo all’uomo e l’uomo ha tutte le doti divine per operarle correttamente. Il pentimento è l’unica scelta esercitando la quale l’uomo riesce ad esprimere la propria nobiltà fuori dall’ispirazione divina. Perciò è giusto e lodevole che se ne faccia carico. E noi, navigatori entusiasti ed esperti dell’Oceano della Misericordia, percorriamo le vostre coste per farvene diventare consapevoli.

In bocca al lupo! Sempre al vostro servizio gratuitamente e nella volontà del Signore.


22 settembre 2005 . . . e persempre

decimo compleanno del persempre
unica festa che non può mai finire
gioiosamente ringraziando Dio

Ottobre 2005

 

2 ottobre 2005

LO STRUMENTO DELLA PREGHIERA

istruzioni per l'uso

Cara mamma, Maria Misericordiosa, la mamma di tutte le mamme e di tutti i figli del cielo e della terra, ci esorta e vi esorta a pregare, perché noi nella preghiera vi si sostenga ad affrontare e superare le vostre vicende terrene e della preghiera voi facciate lo strumento ideale per manifestare al Signore il vostro personale attaccamento a Lui e la speranza che riponete nel Suo progetto di vita eterna.

La preghiera, che la nostra Madre Amatissima vi consiglia di affidare al cielo, sia di ringraziamento al Padre Celeste per averci concesso l'opportunità di una irripetibile esperienza di Redenzione, e di raccomandazione perché Si prenda cura delle nostre anime e, nel bene e nel male, ci guidi nell'ispirazione del Suo Spirito Santo e nella via della Sua volontà.
Pregare il Signore sia dunque il vostro affermare tutta la fiducia che riponete in Lui e nella vita da trascorrere con Lui e con tutta l'umanità redenta per l'eternità.

Tutte le altre invocazioni, le altre suppliche, le vostre richieste più banali, come ad esempio quelle che riguardano la salute vostra e dei vostri cari, gli esami e la buona sorte degli studi, degli affari e delle imprese, degli amori, quelle rivolgetele al resto del cielo.
A Gesù, che già Si è preso tanta cura e tanta pena per voi.
A Maria Misericordiosa, nostra e vostra confidente materna, nostra e vostra mediatrice d'amore e di perdono.
A tutti i Santi del Paradiso, che più da presso vi sono vicini per affinità di esperienze e vicende terrene, e più da presso vivono con noi le esaltanti vicende del Cielo.
A noi Angeli, Arcangeli, Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, che siamo più avvezzi alle lamentazioni e a piagnistei del genere umano.

Il resto del Regno dei Cieli provvederà ad esaudire, ove è possibile e con l'avallo del Padreterno, le richieste meno importanti. Affidateci pure i segreti dei vostri crucci, dei vostri risentimenti e delle vostre meschinità. Noi provvederemo a darvi qualche santo e buon consiglio e cercheremo di ispirarvi cuore e ragione a non tradire mai la vostra dignità di figli di Dio. Ma evitate al Signore questi piccoli dispiaceri, queste spiacevoli contrarietà, Lui che ha già tanto da fare a perdonarvi di tutti i peccati mortali che commettete. Non che non sia a conoscenza anche di quelli veniali, ma abbiate un po' di pudore e non Lo subissate con querule richieste di effimeri vantaggi. DedicateGli piuttosto tutta la sincerità e la forza dell'impegno personale ad agire nel Bene e sulla via tracciata ed indicata dal Bene. RiservateGli piuttosto tutta l'onestà e la lealtà del vostro ravvedimento, con il pentimento profondamente sentito dall'anima e dalla ragione, senza il quale Dio Stesso è messo nelle condizioni di non poter esercitare il Diritto al Perdono.

E' questa la preghiera più intima e toccante che l'uomo ha la facoltà di rivolgere al suo Dio, il più sensibile e misericordioso in cui credere. E' questa la preghiera che Egli predilige e alla quale è sempre aperto e disponibile. E' questa la preghiera che Maria Misericordiosa non Si stanca mai di infondere nei vostri cuori. A Lei si unisce solidale e speranzoso il canto di tutti noi, creature del cielo in armonia con lo splendore del sorriso compiacentemente partecipe del Redentore dell'umanità. E così sia.
Grazie mamma cara per avermi ispirato questa fede così appagante ed appagata.

Un bacione grandisimo dal tuo

30 ottobre 2005

 

I MISTERI MARIANI

Manifesto dell'Amore di Maria
e Vessillo del Suo esercito trionfante

Cara mamma, ho da dettare una letterina tutta dedicata a te. Papi è bravo a scrivere sotto dettatura le letterine che gli arrivano direttamente al cuore, ispirate dall'amore della comunione dei santi. Tu, mamma, devi essere altrettanto brava a farne il MANIFESTO dell'Amore misericordioso di Maria e il VESSILLO del Suo ESERCITO TRIONFANTE.
La cosa è molto semplice a dirsi, a scriversi e a farsi, perché nasce dalla volontà di Maria di essere amata non solo come madre di Gesù e come mamma di tutta l'umanità, ma soprattutto come Colei che sconfiggerà persempre il maligno e riscatterà i figli di Adamo ed Eva dal peccato ereditario.


Perché si avveri questo progetto, Maria Misericordiosa deve sentirSi forte della DEVOZIONE che i Suoi figli Le manifestano con la PREGHIERA . Per quanto i Suoi fedeli Le si rivolgano dedicandoLe suppliche ed invocazioni di ogni genere, la preghiera che più di tutte La conforta e La commuove è il ROSARIO.
Nel quale la nostra Madre Amatissima desidera Le sia riservato un angolo di devozione tutto per Sé
e per la storia della Sua vita
al servizio di Dio e dell'Uomo.
Questa parte tutta dedicata a Lei costituiràil MISTERO MARIANO.
E sarà così raccontato

Nel PRIMO Mistero Mariano si contempla la NASCITA di Maria creatura senza peccato.

Nel SECONDO Mistero Mariano si contempla l'ASSENSO di Maria al Progetto di Dio.

Nel TERZO Mistero Mariano si contempla la VESTIZIONE di Maria dello Spirito di Misericordia e di Intercessione

Nel QUARTO Mistero Mariano si contemplano le APPARIZIONIe le LACRIME di Maria.

Nel QUINTO ed ultimo Mistero Mariano si contempla MARIA alla testa del Suo Esercito TRIONFANTE.

E così sia.

 

Cara mamma, non ti sarà difficile imparare queste semplici e vere PAROLE, con le quali si esalta l'ammirazione per questa nostra Madre Speciale. Con esse,

  • ripercorrerai le esperienze della Serva del Signore
  • Ne riscoprirai l'umiltà e la forza di fede
  • Ne rivivrai gioie e dolori
  • Ne condividerai l'emozione di essere amata da Dio e di avere un angolo nel cuore degli uomini che sanno amarLa e confidano nel Suo Amore misericordioso e sconfinato.

Uniamoci con Lei in questa preghiera, tenendoci per mano formeremo un interminabile serpentone d'Amore, che non darà tregua al serpente maligno fino a quando non l'avrà cancellato per sempre dalla storia eterna dell'umanità.

Ciao, mammabanana, contiamo su di te. Grazie, prezioso scriba fedele.

Il vostroper l'eternità

Novembre 2005

 

19 novembre 2005

IN VERITA' VI DICO

Iddio è Amore e Verita'

Caro papi, non farti incantare da coloro che dicono di parlare in nome della verità e per amore della verità. Non perché le loro dichiarazioni non corrispondano a verità, ma perché quasi sempre esse si riferiscono ad una verità in continua evoluzione e incessante divenire.
La verità che l’uomo ha acquisito ieri con gli strumenti della conoscenza di cui dispone è quella che oggi testimonia, ma può essere cancellata o contestata domani, dal momento che essa nasce da esperienze di una realtà inesorabilmente mutante nei soggetti, negli oggetti e nei mezzi che ne fanno parte in qualità di protagonisti insostituibili.
Se ci pensi bene, caro papi, questa fugacità effimera, ma non evanescente, delle verità accessibili all’uomo nell'esperienza terrena, non è finalizzata al'ignoranza ed alle frustrazioni che ne possono derivare, ma è tutta tesa alla conoscenza dell’unica Verità immutabile, indistruttibile, ineludibile, incontrovertibile, eterna, che si configura in Dio. E se Iddio è Amore, come Iddio è Verità, come si può dire di parlare per amore di verità, se Amore e Verità sono la stessa essenza di Dio?
E se il nome della Verità è Dio, come si può pensare di presentarsi a Suo nome, spacciandosi per Suo portavoce?
Solo la parola di Dio può accreditare i Suoi profeti perché parlino a Suo nome ed in nome della Sua Verità, cioè del Suo Amore.

Solo la parola di Dio può inondare di santità coloro che Egli chiama a glorificare la potenza della Sua Verità e del Suo Amore. Solo gli uomini che credono nella Verità e nell’Amore della Sua Parola sono destinati a goderNe per l’eternità, secondo la Volontà inflessibile del Creatore dell’universo e nel segno inelubile del sacrificio redentore del Figlio Suo Gesù, nel Quale si compiacque di incarnare Amore, Verità e Parola.

“In verità, in verità vi dico”, esordiva Gesù nelle Sue predicazioni, nei Suoi insegnamenti esemplari d’Amore, poiché Egli era ed è Verità, Egli era ed è Parola, Egli era ed è Amore. Quanti ascoltarono ed ascoltano la Sua Parola sono destinati a rifletterNe la Luce e a irradiare la Verità del Suo Amore Misericordioso.

Perciò, caro papi, diffida dalle imitazioni dei falsi profeti e di tutti quei millantatori che si riempiono la bocca e il petto di parole di verità che sono figlie dell’amore rivolto solo verso se stessi.
Ora ti lascio a meditare su questa letterina, insieme a quanti sono veramente amanti della verità e se ne fanno strumento esclusivamente per la Gloria e nella Gloria di Dio. Ciao papone, ciao mammabanana, ciao amici miei tutti, un abbraccio amoroso dal vostro Emilio ubriaco d’Amore per la Verità.

Ciao

Dicembre 2005

 

8 dicembre 2005

MARIA IMMACOLATA REDENTRICE

Prima Cristiana e Vera Annunciazione del mondo che verrà

Caro papi, questo foglio immacolato va riempiendosi del segno di una penna che traduce i pensieri in parole. Se questi sono ispirati dalla forza e dalla purezza della verità e se le parole esprimono l’amore per la verità e la verità dell’amore, il foglio rimarrà immacolato pur se occupato da una scrittura fitta fitta.
Essere immacolato vuol dire infatti non conoscere macchia né contaminazione, significa possedere la purezza. E non si perde purezza se si è ricoperti e riempiti dall'amore che viene investito per produrre e testimoniare amore.

Maria Immacolata è l’esempio più vivido e puro di come si può rimanere incontaminati nello spirito e nella materia, quando la materia è costantemente pervasa dallo spirito e tutta protesa a servirlo e assecondarlo. Se il corpo risponde alle sollecitazioni di un codice genetico spirituale, oltre che materiale, allora la materia non evolve nell’impurità, ma si mantiene incontaminata e non perde la primordiale, connaturata dignità divina.

Dio ha dato corpo al Suo progetto-uomo plasmando la materia argillosa come un vasaio che dà sembianze e forme, e vivificandola come Creatore che vi alita dentro il Proprio Spirito d’Amore che la rende immacolata. Non poteva essere diversamente con Maria, scelta come Madre di Dio che Si faceva Figlio in umane e incontaminate sembianze, per redimere l’uomo dal peccato.
Nell'atto del concepimento
, cioè del pieno e consapevole assenso al progetto divino, la corporeità fecondata da Iddio di Spirito Santo si mantenne pura. E il Figlio venne alla luce in modo naturale, conoscendo e provocando dolore nel grembo materno mantenuto immacolato per opera della Purezza Assoluta dello Spirito Creativo Assoluto, Che è il Signore.
Così, in unione indissolubile con Gesù, rimase immacolato il corpo di Maria dopo l’esperienza terrena del Figlio crocifisso per redimere, sino all’assunzione regale nella comunione dei Santi.

Nel comune destino la Madre è altrettanto Misericordiosa, altrettanto Redentrice del Figlio, che indirizza le sue doti divine nella vocazione a divenire Madre Celeste di tutta l'umanità, predestinata dal Grande Progettista a liberare per l’eternità le creature contaminate dal peccato. Un'altra donna era stata creata pura, ma, diversamente da Maria, si macchiò di peccato perché non aveva ancora conosciuto il dolore di donna e di madre e non seppe schiacciare sotto il tallone il serpente drago.
Lo farà la nostra Madre Immacolata, che è già in azione affinché si avveri la profezia.

A pensarci bene, proprio per aver creduto senza riserve nel progetto salvifico del Cristo Redentore, Maria è la prima cristiana della storia dell’umanità. E per aver dato alla luce la Luce che squarcia e dissolve le tenebre del disamore, è la vera Annunciazione del modo che verrà. Per Sua intercessione e Sua volontà questi fogli mantengono il candore riempiendosi di parole e pensiero incontaminati. Noi quassù e voi quaggiù non vorremo mai contraddirla. Non è vero papi? Dunque lasciamo che Maria Misericordiosa sia materna ispiratrice del nostro e vostro operato e che operi per nostra e vostra mano.

E così sia.
Bacioni dal vostro di sempre per sempre

25 dicembre 2005

 

MIRACOLO DELLA VITA

Nasce il Bambino che è Vita e Luce
l'Amore in Persona e in Prima Persona

Caro papi, quando in una casa, quando in seno ad una famiglia nasce un bambino, seppure annunciato ed atteso, si crea sempre una gioiosa rivoluzione, un imprevedibile e amoroso scompiglio. Non accade altrimenti, quando la nascita annunciata riguarda Dio fattoSi uomo, neonato divino nel grembo dell’umanità. Allora come ora, la nascita di Dio figlio di Dio non può passare inosservata, né come anonimo evento anagrafico, né come asettica sequenza da catalogare in un epocale censimento. Anche questa nascita è destinata a scompigliare, a rivoluzionare il monotono e tradizionale andamento della famiglia, specie se questa famiglia è l’umanità e se questa nascita è destinata a condizionare per sempre i giorni presenti e futuri dell’umanità fatta famiglia.

Ogni nascita porta con sé, per sé e per gli altri, nuova linfa vitale, nuove energie, nuovi aneliti; risveglia emozioni acquietate e ne sollecita altre sconosciute ed impensabili. Riaccende fantasie o realtà obsolete, scaccia la pigrizia e l’indifferenza, rivitalizza il desiderio di vivere, di agire, di produrre, di amare, di sognare, di pianificare. Tutto questo per il bene di chi è sbocciato alla vita, ma anche di chi gliel’ha procurata e gliela deve garantire. Se ogni nascita è destinata a portare luce rinvigorendone la forza, a riaccendere la vita con la vita, la luce con la luce, pensa che emozione grandissima, che tumulto indescrivibile, che terremoto sconvolgente, caro papi, se colui che viene alla luce è la Luce stessa, se colui che si apre alla vita è l’Ispiratore della Vita, se colui che concretizza il frutto dell’amore è la Sorgente dell’Amore. Pensa dunque, caro papi, se il bambino è Luce, Vita e Amore al tempo stesso nella stessa persona, nella Prima Persona e in prima persona.

Come può un cuore, anche il più freddo ed inaccessibile, non sciogliersi di fronte a questo miracolo della vita? Al miracolo di una vita tutta dedita alla rivitalizzazione dell’Amore, tutta sacrificata in nome di una vita senza morte, di una luce senza buio, di un amore senza odio?
Non a caso il terremoto con il quale Gesù, figlio di Dio e Dio stesso fatto uomo, è nato in grembo all’umanità, ha creato un solco tra le vicende dell’umanità prima della Sua nascita e nella storia che Ne ha ereditato la morte e la risurrezione, così come ha segnato una demarcazione netta e ineludibile tra bene e male. Oltre questo confine solo il pensiero di Dio Si può spingere con il Perdono e la Misericordia, per riportare indietro chi lo ha scavalcato e se ne pente sinceramente.

La nascita di Gesù, il Suo Natale, è nascita della Luce, Luce da seguire per ritrovarLo in fasce, cioè in essenza di Vita, in una mangiatoia dalla quale attingere il Cibo della vita eterna, Luce alla quale affidare i propri cuori, i più umili e diversi come quelli dei pastori, i più assetati di giustizia, di solidarietà, di amore, ma soprattutto i cuori sprofondati nel buio dell’indifferenza o della disperazione.

Lasciare entrare nel cuore la luce del Natale equivale a spalancare le porte alla speranza che Gesù ha fortificato con la Sua Parola ed ha concretizzato con il Suo sacrificio, per risorgere dal buio dell’odio, dell’ingiustizia, del pregiudizio, della prevaricazione e della violenza con l’energia inestinguibile ed incommensurabile della Sua Luce, faro e guida infallibile per chi brancola nelle oscurità terrene alla ricerca della dignità e identità di figli di Dio, senza la quale non si varcano le frontiere dell’eternità. Lasciamoci illuminare e guidare dalla Luce del Natale e lasciamoci suggestionare, caro papi, da tutte le gioiose emozioni che ogni vita nascente ha il potere di ispirare ai nostri cuori.

Che il Signore non si stanchi mai di riaccendere nei cuori le
attese emozionanti per un bambino che sta per venire alla luce. E così sia.

Ciae Buon Natale dal vostro Emilio
lanterna umile, vigorosa, inesauribile e fedele del Signore della Luce, della Vita e dell’Amore.

31 dicembre 2005
IL FIUME DELLA VITA RISALE ALLA SORGENTE

Lasciatevi trasportare, miei cari, dal confortante scorrere degli anni e festeggiate serenamente quelli lasciati alle spalle piuttosto che quelli che aprono le porte al tempo che si fa sempre più evanescente e allo spazio sempre più inconsistente.

La vostra vita segue il suo corso, come quello di un fiume che non sa far altro che gettarsi nel mare e mai sarà in grado di risalire alla fonte, perché il suo fluire è ritmato dal ritmo del tempo e condizionato dal rigore dello spazio. Solo al di fuori di questi cerberi, di siffatti fiscalissimi parametri, fiume e vita ritrovano la capacità e le energie necessarie a riguadagnare la propria sorgente, a ritrovare le proprie origini. E nel frattempo?
Nel frattempo si dia ascolto alla voce del cuore, che sussurra ed ispira alla vita e al fiume origini non occasionali né estemporanee, e che alimenta e rinvigorisce la speranza che vita e fiume hanno vocazione, potenzialità e diritto a risalire la corrente.

Cuore, ispirazione, vocazione, facoltà e diritti sono doni che sfuggono ai laccioli dello spazio e del tempo e si collocano nella sfera incoercibile della fede. Chi ha fede nell'incorruttibilità della fonte della vita non teme le rapide e l'incognita delle cascate che segnano il percorso del fiume, né la forza del mare che lo accoglierà alla foce. Perché, superata la barriera delle onde, il fiume diventerà oceano e supererà la forza e la concretezza della propria immensità. Avere fede in Dio sorgente di vita e di vita eterna equivale a conoscere la propria identità ed il proprio destino, prima che il sipario della morte si apra sul palcoscenico dell'eternità gloriosa, dove non si recita una rappresentazione fittizia, ma dove ogni personaggio incontra l'Autore e l'ispiratore della sua storia e gioisce del proprio ruolo e del successo che gliene deriva.

Perciò, miei cari, non lasciatevi intimorire dall'attesa e dall'imprevedibilità degli eventi che gli anni che vi vengono incontro vi costringono ad affrontare. Rimanete fedeli alla sorgente dei vostri sentimenti più belli e più sereni, lasciatevi guidare dalla voce del cuore del quale spalancate le porte alla purezza della fonte.

Il Signore si compiacerà di riabbracciarvi nella sua oceanica bontà e di festeggiare con voi e con noi tutti ogni istante di eternità che verrà.

Evviva l'anno nuovo Evviva gli anni vecchi Evviva la vita eterna.

Ciao

 

www.diariodiunangelo.it

in questo sito
l'aggiornamento
delle lettere di Emilio

www.logartpress.com
l'editore dei libri di Emilio

www.cielochepoesia.it

sito per il
SECONDO DIARIO
di Emilio
e i suoi lettori



per cortesia non inviare allegati