in cammino con Emilio che ci parla e ci spiega

gennaio2005

febbraio marzo aprile maggio

 

 

8 gennaio UNITI NELL'AMORE CON FEDE E SPERANZA

Miei cari e dolcissimi, siamo di nuovo insieme su questi fogli che riempiamo del nostro amore, con il quale testimoniamo una forza che ci unisce indissolubilmente e per sempre. E' la forza della vita che è premessa e promessa di vita eterna. E' la forza della speranza che non conosce delusioni. E' la forza della fede che non prevede tradimenti.

Forti dunque di amore, di speranza e di fede, la nostra unione si rinsalda e ci fortifica nella certezza che il progetto divino non è casuale, ma divinamente ideato e preordinato. E umanamente deve essere interpretato e portato a termine. Altrimenti perché Iddio Si è fatto uomo? Davvero credete che Egli non avesse già previsto quanto avvenne e quanto accadrà? Che Si fosse illuso dell'assoluta fedeltà dell'uomo, che il suo cedere alla tentazione di peccare non Gli fosse nota? E non sapesse che avrebbe avuto tanto da fare per indicargli la via del pentimento e del perdono?
E' evidente che l'onniscienza divina non poteva essere all'oscuro di tutti i tradimenti che la creatura a Lui più cara non Gli avrebbe risparmiato, benché le avesse dedicato tutto l'Amore possibile e necessario a garantire l'unione eterna, in grembo ad una famiglia unita nell'immortalità.
Noi tre, miei cari, siamo stati scelti, e come noi tanti altri, proprio per dare l'esempio dell'immortalità del nucleo familiare, quando in esso regna amore e quando questo amore viene costantemente ed incessantemente alimentato dalla speranza e dalla fede. Che per me sono già certezza inconfutabile e assoluta, da condividere con voi insieme a tutto l'Amore che il Signore ci riserva per nostra gioia e per nostra fortuna.
Dobbiamo esserGliene grati e dobbiamo invocarLo perché ne renda partecipe tutta l'umanità, proprio tutta. DedichiamoGli dunque tutto il nostro cuore e tutti i nostri pensieri, perché li inondi e li vivifichi con la Sua Luce e con la Sua misericordiosa bontà. E così sia.

Un bacione

16 gennaio

VIAGGIO DALLE INCOGNITE TERRENE ALLE CERTEZZE ETERNE

Caro papi, quando ti metti in viaggio per un paese sconosciuto prendi con te tutto quello che pensi potrà tornarti utile, come gli indumenti più adatti al clima che troverai, una buona guida turistica, qualche farmaco e, perché no, un libricino di preghiere. Certamente non dimenticherai il passaporto, né le prenotazioni degli alberghi e dei mezzi di trasporto.

In viaggio può accadere che tutto fili liscio o vada storto, ma, in ogni caso, non vedrai l'ora di arrivare in quel paradiso dove ti hanno consigliato di andare e che stai per vedere con i tuoi occhi. Esattamente la stessa cosa accade nel viaggio della vita, organizzato per trasferirsi dalle inevitabili incognite dei giorni terreni verso l'inesauribile appagamento delle certezze eterne, che saranno confermate in quel paradiso dove nulla manca, nulla si rompe, nulla ti rubano ma, anzi, ti è donata ogni cosa e soprattutto l'Amore assoluto di Dio, che vuole non ti manchi nulla.

Ma che fatica arrivare alla meta! Deriva dal fatto che il viaggiatore pretende di godere di tutte le comodità e di tutti i vantaggi, come valigie capienti ma leggere, mezzi di trasporto ultraveloci e sicuri, compagni di viaggio simpatici ed entusiasti, personale di bordo competente, disponibile, servizievole. Naturalmente, il tutto a costi zero! Molti viaggiatori, i più sprovveduti che sono la maggioranza, ritengono che ci si debba portare appresso molto di più dell'indispensabile, mentre sono sufficienti speranza, fede e carità.

La prima non guasta mai, quando ti rechi in un luogo che non conosci e non sai quanto è lungo il viaggio né cosa ti può accadere.
La seconda riguarda tutti coloro che, affidandosi alla Parola di Dio in tutti gli scritti in cui Si è compiaciuto di manifestarsi, pubblicizzano da millenni questo posto meraviglioso dove non fa mai buio, non è mai caldo né freddo e c'è il mare della felicità che non conosce tempeste perché vi spira l'alito di Dio vivificante, dolce, e armonioso, tiepido, appagante.
La terza è necessaria per accettare con serenità l'avventura del viaggio, godendo dei momenti di gioia insieme ai compagni di percorso e condividendo con loro le difficoltà, anche sopportando le intemperanze e aiutandosi nel bisogno. Perché può accadere di imbattersi in qualcuno che, derubato degli effetti personali o del bagaglio, si sente privato della speranza o della fiducia o dell'amore, allora è buona cosa aiutarlo a ricoprirsi almeno del mantello della carità amorevole.

Può anche succedere di incontrare un volto conosciuto, uno che ti sembra di aver già visto da qualche parte, ma senza ricordare al momento dove e quando. Capita spesso. Allora non vergognarti se a posteriori scoprirai di non aver riconosciuto il volto di Gesù , nonostante tutto l'amore, la fede e la speranza impiegati nel cercarLo. Lui c'è, Lui è con noi, ci accompagna e ci protegge in tutti i nostri viaggi. E' quel signore che ci dà informazioni all'incrocio, il vicino di posto che ci fa compagnia, l'autista o il pilota dell'aereo che ci porta a destinazione. A Lui fa ala un numero sterminato di angeli, sono gli angeli custodi di tutti i viaggiatori che stanno facendo ritorno alla casa del Padre!

Buon viaggio a tutti. Non vi preoccupate se arriverete al traguardo scalzi, con le vesti lacere e sporche, squattrinati e senza documenti. Iddio conosce proprio tutti uno per uno, è la Sua Misericordia la veste immacolata che ricopre, ripara, riscalda e fa rifulgere i figli Suoi, approdati in cielo in ogni condizione e con ogni mezzo di trasporto. Il passaporto per l'eternità è il Suo perdono, e l'unica ricchezza che vi si può importare è il Suo Amore. Tutto il resto è destinato a rimanere fuori le mura del cielo.

Ciao, vi aspetto

 

23 gennaio 2005

L'AUTOSTRADA DELLA PREGHIERA

Caro papi, fa bene sgomberare la mente per fare spazio alla speranza di una vita nella quale il pensiero di Dio non è un chiodo fisso, ma una carezza irrinunciabile e appagante. Solo così si ripristina la sintonia, solo così si riscopre il piacere, la gioia del dialogare insieme nell'ebbrezza dell'attesa. I tempi sono ormai maturi per voi, perché queste mie letterine perdano l'originale sapore di cronaca confidenziale per assumere quello più consistente e più elevato di vera e propria preghiera. La preghiera è lo strumento più idoneo e naturale per ripristinare o dar vita all'armonia tra il mondo terreno e il mondo dello spirito. E' anche il filo diretto o, meglio, la grande autostrada che l'Amore di Dio percorre senza sosta per riversarsi su tutti i figli suoi in terra.

Il suo flusso è inesauribile e scorre senza ostacoli sino al casello dove c'è l'uomo al quale è affidata la scelta, con le inevitabili conseguenze, di sollevare la sbarra o tenerla chiusa. Ogni casellante è responsabile delle proprie scelte, tuttavia non deve mai dimenticare che è superfluo far trovare la sbarra abbassata all'Amore di Dio, che non paga pedaggi! Ma neppure esige un pedaggio, perché si elargisce gratuitamente a chi gli apre senza aspettarsi in cambio nient'altro che l'eterna felicità.

Se ogni casellante solleva la sua sbarra all'unisono con tutti gli altri addetti ai terminali dell'autostrada, immagina, caro papi, quanto Amore si riversa oltre l'ostacolo rimosso. Questo per farti capire che mentre la preghiera privata -è vero- mantiene tutto il fascino del rapporto confidenziale dell'uomo con Dio, ma lascia aperto un solo varco all'accesso del Suo Amore, mentre quella collettiva abbatte tutti gli ostacoli e, divenuta fervore, fa sì che l'Amore del Padre si riversi per tante altre vie di comunicazione, con tutta la sua forza vivificante, con tutta la sua Luce, con tutta la sua Armonia.

Tra le tante vie di comunicazione c'è anche questa nostra, attraverso la quale già si manifestò la bontà del Signore affinché, divenuta un giorno arteria agevolmente percorribile da molti, si presti anch'essa a quanti viaggiano e vagano alla ricerca di Dio, e, al tempo stesso, a tutti i viaggi che Iddio compie per portare conforto ai Suoi figli diletti.
Dunque abbiatene cura, cari mamma e papà, e percorretela generosamente insieme a quanti sono alla ricerca di una strada che, come la preghiera e nella preghiera, li riconduca alla casa del Padre. E così sia.

Ciao dal vostro

febbraio 2005

6 febbraio 2005

NELL'ESERCITO DI MARIA INSIEME NOI

Cara mamma, care mamme,
quando Maria rispose all'annuncio divino, augurandosi che si avverasse la volontà del Signore di cui era umile servitrice, già sapeva che non era stata scelta per diventare regina-madre di Colui che in terra sarebbe stato riconosciuto, riverito e servito come re dei re. Ne ebbe conferma quando diede alla luce il concepito dallo Spirito Santo, nell'unico rifugio che non le era stato rifiutato, e quando lo sottrasse alla strage fuggendo in terra straniera . Non ebbe più dubbi quando gli sentì esalare l'ultimo respiro dopo il martirio della croce.

Sapeva pure che l'Uomo divino al quale aveva dato la vita era venuto al mondo per dire:
"Amici miei, smettiamo di prendercela con Dio per tutte le cose che non ci vanno nel verso giusto, e di privarLo delle nostre attenzioni e delle nostre preghiere. Soprattutto cominciamo ad assumerci le nostre responsabilità nella scelta tra bene e male, tra amore e odio, tra giustizia e prevaricazione, tra mitezza e prepotenza. Io sono qui per dimostrarvi come il male, l'odio, l'arroganza, l'ingiustizia, la cattiveria dell'uomo possono condannare a morire sulla croce il bene, l'amore, la sapienza, l'equità, la bontà dell'uomo giusto. Sono qui a provarvi come dopo la morte, in qualunque modo si sia manifestata, il bene che abbiamo in noi, come esempio di vita e come riappropriazione concessa dalla Misericordia di Dio, ci riporta all'eterna dignità di figli Suoi e ci rende partecipi della beatitudine della vita eterna".

Volete che Maria, la mamma di Gesù, non sapesse che il Figlio sarebbe risorto e che Lei stessa l'avrebbe raggiunto in cielo?
Una volta compiuta in terra, la sua missione avrebbe avuto un seguito in cielo dove avrebbe organizzato il disegno già scritto del riscatto dell'umanità dal peccato, guidando l'attacco finale e vittorioso contro il male con i suoi ispiratori e i suoi simboli.

Cara mamma, care mamme, quando il Signore, prematuramente per le vostre viscere, ha portato con Sé in cielo le vostre creature per farne Angeli Santi, e voi, non importa come e quando, Gli avete detto "sia fatta la Tua volontà", in quello stesso istante siete divenute le ancelle predilette di Maria. Della Quale perpetuate la memoria terrena dell'umiltà dello spirito eletto e, al tempo stesso, testimoniate la forza e la tenacia dell'amore materno, segnato ma non sconfitto. In quello stesso istante sapete pure che anche per voi sono aperte le porte del cielo, dove vi ricongiungerete con i vostri Angeli nell'esercito di Maria.
E marcerete con Lei e con loro alla riconquista del Bene assoluto da garantire a tutta l'umanità che non vivrà più di passato, di presente o di futuro, ma di Amore persempre.

Ciao mamma mia dolce, ciao mamme, vi aspettiamo per ritrovarci insieme in Maria e per ridurre il male in polpette.
Nel frattempo siate brave mamme e brave serve del Signore, serenamente partecipi della Sua volontà.

E così sia

24 febbraio 2005

PADRE E FIGLIO DELL'UOMO

Caro papi, che fissazione, questa dell'uomo, di attribuire al divino fisicità, facoltà e pensieri umani! Sicché, se Dio decide di creare l'universo Gli servono sei giorni di lavoro, così impegnativo che ha bisogno di un giorno di riposo per riprendersi dalla fatica. Lui che E' eternamente disinteressato al tempo e allo spazio, Lui che nella Sua incommensurabile onnipotenza in un amen, in un fiat può creare e distruggere come e quando vuole, Lui che è Luce, Armonia, Amore inesauribile ed instancabile. E il giorno che si riposasse, che ne sarebbe di tutte queste Sue cose?

Allo stesso modo l'uomo immagina che la Giustizia di Dio nasca, si articoli e si applichi come la giustizia che regola i rapporti umani. Ma, una volta stabiliti e dettati da Dio stesso all'uomo i canoni morali ai quali adeguarsi, nei rapporti con il Padre divino, con i genitori terreni e con il prossimo suo, ecco che la Giustizia divina Si ispira alla Misericordia e al Perdono, mentre quella umana si fa forte del principio della verità dimostrabile, della colpevolezza da punire, della pena da scontare.

Potrei continuare all'infinito, caro papi, ma già tutto questo è sufficiente per farti capire perché Iddio sembra tanto lontano, disinteressato, assente.
Eppure non è così. Sembra addirittura che il Signore, non dico Si lasci suggestionare, ma Si faccia condizionare da questo atropomorfismo ossessivo dei Suoi figli. Allora avviene che, volendo metterlo al centro dell'universo nuovo di zecca, Dio crea l'uomo dalla materia argillosa nella quale alita il Suo Spirito e ne fa una creatura a Propria immagine e somiglianza. E Adamo prima e la sua compagna poi non si accorgeranno della corporeità, che, armonica ed elegante, si intona alla purezza dello spirito dal quale riceve bellezza e splendore. Scopriranno di avere un corpo e si vergogneranno della sua nudità solo quando macchieranno con il peccato di presunzione il candore della propria divina spiritualità.

So che cosa ti sta passando per la mente, caro papi, e leggo la domanda che vi si sta formando. Ma, allora, se Iddio ha creato l'uomo a Sua immagine e somiglianza e lo ha plasmato nell'argilla dandogli forma corporea, vuol dire che anche Lui possiede un corpo? In qualità di Dio puro Spirito, no di certo. In qualità di Spirito di Misericordia, invece Egli ce l'ha, il corpo. E' il corpo di Cristo nel quale Si è incarnato, un corpo fatto a Sua immagine e somiglianza cioè senza peccato, nel quale compie un cammino terreno che culmina sulla croce, per significare all'uomo che chi arriva senza peccato all'appuntamento con la morte è destinato a riappropriarsi della propria identità divina, in cui spirito e corpo conviveranno per farsi belli e splendenti l'un l'altro.

Come vedi, caro papi, questo nostro Dio è proprio imprevedibile. Noi in terra, dal momento che non Lo vediamo e non sappiamo immaginarceLo, cerchiamo di farLo ragionare ed agire secondo i nostri schemi mentali, ma, siccome questi Lo allontanano sempre più da noi, allora Egli prende le nostre sembianze, per farci capire che non Gli piace sentirSi accusare di estraneità alle umane vicende. Più antropomorfico di Lui! Anche in questo l'uomo ha da imparare da Dio. Anche per questo deve convincersi della Sua presenza vigile e costante ed avere fede nel Suo Amore totale.

Quando hai il Padreterno accanto a te nulla è impossibile. Anche vederLo in carne ed ossa come uno di voi. E non sarebbe la prima volta. Caro papi, c'è per ognuno un momento della vita in cui Dio Si fa Padre umano e l'uomo diventa figlio divino a tutti gli effetti. Questo momento si chiama morte, e per questo non bisogna averne paura. Adamo ritroverà nella bellezza spirituale delle sue forme armoniose tutto lo splendore della divina creatività, e Dio sarà fiero della purezza spirituale e corporea del figlio fortemente desiderato. Come capita a tutti i papi buoni del mondo. Come capita anche a te, caro papi mio.

Ciao con tutto il cuore

marzo 2005

6 marzo 2005

A CHI CHIEDE UN MIO INTERVENTO PER AVERE NOTIZIE RISPONDI COSI'

Cara mamma, a chi sotto la spinta del dolore straziante della perdita di una persona cara ti chiede di sollecitare il mio intervento per avere rassicuranti notizie dirette o indirette dall'aldilà, non rispondere che non lo puoi fare perché non lo fai nemmeno per te stessa, ma ricorda che non c'è nulla da chiedere o da sapere, che non sia già stato svelato dalla Parola di Dio.
Perché dovrebbe essere gratificante e consolatoria una qualche mia personale testimonianza? Molto prima che alle mie letterine, non si dovrebbe piuttosto prestare fede alla testimonianza che il Sacrificio di Gesù ha lasciato all'umanità come dono che ogni uomo dovrebbe gelosamente custodire nel proprio cuore?

Da quando Egli fu deposto dalla croce, e pietosamente il Suo corpo martoriato fu preso in consegna da una Mamma altrettanto straziata e Addolorata, non sono forse state dette Parole e scritte "letterone" molto, ma molto più rassicuranti, su quello che avviene dopo la morte a tutti coloro che hanno affidato alla Misericordia di Dio la propria anima, per affrancarla per sempre dalle spoglie mortali? Quante volte ancora deve farsi crocifiggere Gesù perché l'uomo comprenda che la morte, in qualsiasi forma essa si presenti, apre, spalanca le porte al mondo glorioso ed immortale dello spirito eterno, che non può che testimoniare e raccontare il proprio stato di Grazia?

Ed è proprio quello che nel mio piccolo ti racconto e che ti prego di estendere a coloro che non godono di questo tuo dono speciale.
Qualcuno di questi potrebbe chiederti cosa sarebbe stato di te senza questo privilegio. Magari anche tu non ti saresti mai rassegnata e forse ti saresti raccomandata a qualcuno, come oggi alcuni fanno con te. Tu, cara mamma, puoi tranquillamente rispondere che non è sufficiente sapersi prescelti a lenire il dolore grande di uno strappo, di una lacerazione così violenta e mutilante, se non c'è una fede forte e convinta che ti sostenga e ti permetta di recuperare, senza alcuna complicità del tempo, il senso più schietto dell'Amore di Dio.
E, a quelli che apertamente o subdolamente mettono in dubbio l'autenticità della nostra esperienza, considerata frutto di manifestazioni inconsce che nulla hanno a che fare con l'Amore Misericordioso di Dio, puoi tranquillamente confidare che la fede, che è poi quella che riponi nell'opera e nell'operato di Dio e che ti dà la forza di accettare in piena coscienza la Sua volontà, è evidentemente capace di trasformate il livido inconscio in un centro d'amore rasserenante ed illuminante: ma soprattutto che la fede rende verosimile ogni fantasia che nasce nella mente umana per divina ispirazione.

Certo, la fede talvolta o molto spesso vacilla. Talvolta anche la fantasia più fervida e disinvolta che l'alimenta e la rinnova cozza contro la dura realtà della vita. Gli apostoli di Gesù, gli stessi che avevano fortificato la propria fede nella realtà più fantastica e fantasiosa del Suo Essere, della Sua Parola e dei Suoi miracoli, fecero finta di non conoscerLo in questa Sua divina consistenza quando il Sinedrio Ne decretò la morte. Ma questa non impedì loro di proseguire, in nome della fede ed in virtù dello Spirito, l'opera del Maestro e la diffusione della Sua Parola, sino al martirio personale. Altri, che non hanno goduto dell'amicizia diretta di Gesù, ma che ne sono stati investiti attraverso la Sua misericordiosa chiamata, non hanno avuto bisogno di conoscerLo fisicamente per dedicarGli il cuore e la vita. E' bastata loro la fede, una fede meticolosamente aggrappata alla speranza che tutto ciò che Dio promette all'uomo si avvera puntualmente, e che tutte le promesse che ha lasciato all'uomo per iscritto erano già realizzate nel mondo dello spirito.
Altro che letterine. Mia cara mamma! E' la fede, la Parola di quattro lettere, il sostegno a cui ricorrere nei momenti di disperazione. Solo la fede permette di vedere nella nebulosità della vita terrena, o meglio di immaginare il bagliore della luce di Dio che illumina e riscalda l'algido buio del dolore.

In quella luce ci siamo anche noi, cara mamma, testimoni e tedofori del vostro amore e dell'Amore di Dio al tempo stesso.
Amore e gratitudine. Non è sufficiente? Credo che ogni altra prova e ogni altra prestazione siano superflue.

Emilio, ma tu non ti ricordi più della vita sulla terra?
Cara mamma banana! Se io non avessi portato con me tutto il bagaglio di esperienze accumulate nella mia vita terrena, e di cui sono stato grato a Dio nel momento nel quale ho implorato da Lui il perdono dei peccati che Lo avevano offeso, a che titolo, per quale motivo starei qui con te a servirmi della penna del vecchio scriba fedele? A discutere del sesso degli Angeli?
Sono qui invece, nelle mie proprie inconfondibili ed insopprimibili vesti di spirito individuale, per mettere a disposizione di color che stan sospesi la mia, oserei dire, doppia esperienza. Naturale e soprannaturale. Se non fosse che essa esperienza è una sola, l'unica possibile, quella dello spirito che si arricchisce di un'avventura terrena per conoscere tutta la grandezza e la liberalità dell'Amore divino, che lo ha generato e che intende coccolarselo per tutta l'eternità.
Dio non è nuovo a simili progetti e come ogni bravo e scrupoloso scienziato ha voluto sperimentare su Se Stesso questa esperienza umana, e, per quanto incarnato in un corpo senza peccato, non ha voluto rinunciare a quel corpo sopravvissuto alla morte e se lo è portato dietro in cielo, arricchito di tutti i sentimenti, gli entusiasmi e le emozione di cui è stato segnato dalla vita. Solo così riesce a dare un valore umano a quei peccati dei quali l'uomo Gli chiede il perdono definitivo e sdoganante.

Perché per me dovrebbe essere diversamente, cara mamma? Per quale motivo mi dovrebbe essere sottratta tutta quella esperienza di vita, della quale vado fiero per non avere essa costituito motivo di offesa alla sensibilità del Signore? E, come potrebbe Arrivare dritto ai cuori il mio modo di essere, se non si esprimesse in quel linguaggio umano che è mio, soltanto mio, perché racconta di esperienze della vita spirituale che né tu, né il mio vecchio papi siete in grado di conoscere? Ma che banane di domande mi fai, cara mamma banana?

Con tutto il mio amore un bacione

12 marzo 2005

AMORE FEDELE, SEMPLICE E SCHIETTO

Mi sento proprio in famiglia, caro papi, quando ti accingi ad interpretare il ruolo di vecchio scriba fedele a me tanto caro. E’ un cerimoniale che si ripete sempre uguale, ma sempre nuovo per la gioia che mi dà e per le emozioni che ci riserva. Tu, mamma banana, io, Ginger e Fred, uniti dallo scorrere sorprendente e imprevedibile di una penna che sul foglio imprime indelebili parole d’amore, di un amore eterno! Una forza motrice capace di spostare ben altro, per dare origine ad un altro amore fonte di ispirazione e di rinnovamento dello spirito.
Come te, caro vecchio scriba fedele, ognuno di noi svolge il ruolo che il Signore gli ha assegnato, e qui la penna lo illustra nell’armoniosità delle sue evoluzioni e nella copiosità dei suoi componimenti. Nel sentirmi anch’io attore di questa incredibile e portentosa storia, si consolida la gioia mia di far parte dell’immensa famiglia di Dio e di essere un tutt’uno di questa insuperabile famiglia, la nostra, alla quale il Signore rivolge sguardi di compiaciuta benevolenza.

Anche Ginger e Fred hanno il loro ruolo importante, poiché la fedeltà che vi dedicano e che ci manifestano rappresenta la prova che l’amore fedele è alla portata di tutte le creature viventi, e chi lo sa esprimere con schiettezza e con semplicità ha bisogno di poco per vivere felice.

Ma chi meglio di tutti svolge il ruolo di amante fedele è Dio. Anche in questo Egli è insuperabile. La fedeltà che il Signore manifesta nei confronti dell’uomo è commovente e disarmante. Eppure l’uomo non se ne lascia facilmente coinvolgere, quasi non ne avvertisse la sincerità e l’assiduità. Basterebbe si guardasse intorno con lo stesso sguardo amorevole ed assetato di conoscenza di un bambino, per scoprire che lì dove c’è emozione, sorpresa, stupore, stordimento, c’è il marchio dell’alta fedeltà divina alle vicende ed alle sorti dell’umanità. Alla quale, nelle bellezze del creato, il Padre celeste confida la volontà personale di farla partecipe del bello assoluto nel creato che già le aveva riservato e dedicato.

Tra le cose belle che Dio aveva pensato per l’uomo, sollecitandolo ad attuarne il progetto iniziale, c’è la famiglia, che rappresenta la volontà di Dio stesso di farsi amore in tutte le forme umanamente interpretabili, per riunirle nell’armonia dell’Amore che amalgama ed unifica in vincolo indissolubile.

Nel nostro caso, miei cari, mia famiglia dolcissima, gli amori che vi si lasciano dolcemente imbrigliare , scrivono un brano di storia dell’uomo, che, affidandosi docilmente alla amorevole volontà del Signore, troverà nell’Amore Materno la volontà e l’energia necessarie per riscattarsi dal peccato, e ricomporre la grande famiglia del Cielo. Nella quale Dio Si compiacerà di avere confidato.

Così trascorro con voi la mia gioia eterna e ringrazio di cuore lo scriba fedele, e questa penna che me ne forniscono generosamente l’occasione.
Con tutta la fedeltà e la gioia dell’amore che vi porto,

20 marzo 2005

PASQUA, FESTA DELL'AMICIZIA DI GESU'

Caro papi, cara mamma, caro sempre più vecchio scriba fedele, dare la vita per un amico in nome dell'amicizia è il modo più bello e più grande di amare e di manifestare amore. Non lo dico io solo, miei cari, che sono qui in cielo per averci creduto e per continuarci a credere.
Lo afferma Gesù nel testamento spirituale che consegna, prima di vivere la Passione, in raccomandazioni ed esempi ai propri discepoli di allora, e che continua a confidare a quanti oggi, domani e per sempre si rendono responsabili della Sua crocifissione. Costoro furono, sono e saranno comunque i Suoi amici ai quali ha già dedicato la vita e continua ad amare senza ritegno e senza rammarico. Così infatti Egli ci dice che si devono amare gli amici: da essi non ci si aspetta di essere riamati con la stessa intensità e con la stessa generosità, ma solo di essere creduti nell'autenticità e nella prodigalità dell'amore di cui sono fatti oggetto. E' un amore che cova profondo nelle radici divine dell'uomo e quando si manifesta realizza gioia eterna.

E' in virtù di questo amore che sono qui a riempire di scritti pagine e pagine, a dedicarvi letterine, a raccontarvi i palpiti e le emozioni che vivificano ed appagano i nostri spiriti e ci permettono di essere in sintonia con i nostri cari in cielo e sulla terra. E' grazie a questo amore che Iddio confida nel pentimento di tutti i Suoi figli che vogliono credere nella sincerità e disponibilità della Sua dichiarata amicizia, almeno un istante prima di lasciare le proprie spoglie al loro destino terreno. In ragione della forza del nostro volerci bene in fraterna amicizia Maria Misericordiosa ha ottenuto per noi la divina benevolenza di rimanere uniti e vivi nella nostra serena e rasserenante famiglia.

Godiamoci dunque, miei cari, i frutti portentosi di questo portentoso amore, che ci fa e ci permette di essere per sempre figli diletti del Signore e Suoi prediletti amici risorti. E tu, vecchio scriba fedele, trascrivi fedelmente questa realtà: ogni uomo che crede nella lealtà dell'amicizia di Gesù conosce già la Sua Pasqua di Resurrezione.

BUONA PASQUA A TUTTI IN NOME DEL SIGNORE

dal vostro vecchio amico Emilio

28 marzo 2005 lunedì dell'Angelo

VENTO INESAURIBILE CHE INCESSANTEMENTE GONFIA LE VELE DEL RITORNO

Lasciamoci trasportare dalla strepitosa gloria della risurrezione del Figlio dell'uomo, miei cari, così possiamo ritrovarci insieme e vivificare l'amore che ci tiene indissolubilmente uniti nell'Amore del Padre dell'uomo. Questa grande famiglia, orgogliosa della regalità delle divine discendenze, rivive nella storia del Cristo risorto le vicende di ogni figlio di Dio che nella forza dell'amore scopre e utilizza l'energia della propria personale risurrezione, che lo porta ad infoltire in cielo l'immensa schiera di coloro che siedono alla destra del Padre.

La risurrezione di Gesù, nostro fratello, nostro amico, nostro esempio salvifico, è la potenza del vento inesauribile che incessantemente gonfia le vele del nostro ritorno alla sicura e confortevole marina del Signore, ed è al tempo stesso il protocollo esemplare alla guida e al governo del veliero che vi ci condurrà.
E' questa l'Energia, la Forza, la Potenza che ogni uomo deve desiderare e deve chiedere a Dio, mentre Dio già la mette a sua disposizione per il suo bene. Il bene di Dio è elargito non già a gratificarlo di vantaggi e di privilegi confinati e riservati al mondo miope e piccino della materia, ma il Bene pensato ed interamente profuso e dedicato al futuro eterno ed infinito, al quale ogni essere umano deve credere e nel quale ritroverà le proprie radici spirituali. Questo Bene è lo Spirito Santo. E' Lui che spinge e guida in Cielo l'Ascensione del Figlio di Dio fatto uomo, e quella di ogni figlio di Dio recuperato e riabilitato alla consapevole dignità divina. Il passaggio di Gesù dalla condizione umana di crocifisso senza peccato a redentore divino dell'umanità nata nel peccato, è la chiave di lettura non solo simbolica ma sostanziale del valore spirituale della Pasqua di Resurrezione, che ognuno di voi deve scoprire e imitare nella storia infinita del cosiddetto mistero pasquale.

Datevi da fare in questa direzione, miei cari, con tutto l'impegno della vostra fede e con un pizzico d'intelligenza
che, se indirizzata alla ricerca del Bene assolto, piuttosto che alla contemplazione compiaciuta di se stessi, non guasta mai.

Con i nostri più fervidi auguri pasquali. Emilio, piccola sorpresa dell'uovo a voi dedicato

aprile 2005

16 aprile 2005

I FOGLI CHE LEGGERA' IL SIGNORE

Vediamo un po' come va a finire questa storia, cara mamma. Ma quale storia? Quella dell'umanità, ovviamente.
Accipicchia, ma guarda un po' che razza di argomento andiamo a prendere di petto. Niente di meno che la storia dell'umanità, sulla quale si sono versati fiumi d'inchiostro, per la quale si sono disboscati interi continenti e si sono applicati e spremuti i più nobili cervelli, ma senza aderire mai del tutto alla verità e senza azzeccarne mai una sul suo futuro. Tutta carta da macero, dunque. Tutti fogli destinati a disperdersi nel vento gelido della morte o a bruciare nel fuoco delle viscere della terra? Oppure se ne salverà qualcuno, che portato su in cielo da qualche misteriosa forza ascensionale, andrà a posarsi sulle ginocchia di Dio Padre stuzzicandoNe la curiosità di leggere cosa vi è scritto? Ma certo. Non uno ma tanti tantissimi fogli finiranno tra le mani del Signore e sono proprio quelli che profumano di verità, il profumo che si diffonde nell'aria e, dopo averla pervasa, alleggerisce tutto ciò che impregna riconducendolo alla fonte della verità che l'ha generata. Quegli altri fogli, invece, quelli intrisi di menzogna e maleodoranti di pregiudizi, sono destinati a ricadere pesantemente al suolo, dove gli strumenti inesorabili del tempo provvederanno a digerirli biologicamente.

Ma davvero il Signore Si metterà a leggere queste pagine di storia vera? Perché dovrebbe farlo, se ne conosce già ogni più piccolo particolare, ogni più flebile palpito? Per il piacere di rileggere nei capitoli della storia umana l'amore per la Verità che Egli stesso ispira, sicuramente al di là dell'umana convinzione che Iddio, conoscenza assoluta, potrebbe pure farne a meno.

Tanto più che proprio Lui, cara mamma, Si è fatto storia, Si è fatto Storia dell'Uomo e nella storia dell'uomo incarnazione del divino. Con la Sua nascita ha segnato la storia separandone il passato dal futuro. E il futuro è la verità del Suo Verbo, quella già connaturata alla Misericordia ed al Perdono dell'Amore e quella che decreterà l'eterno ed universale giudizio dell'Amore, dando vita all'infinito futuro della Storia dell'uomo vera ed immutabile.
In quel tempo tutti quei fogli graditi a Dio si rilegheranno ordinatamente nel libro della Storia vera dell'umanità, che andrà ad arricchire la meravigliosa biblioteca della Casa del Padre, accanto ai volumi dei Suoi appunti e disegni sulla Creazione del mondo e sui suoi destini. Nel frattempo l'uomo cerchi la verità sulle proprie origini e sui propri futuri nella sincerità della Parola di Dio fattaSi scrittura, ed affidi alla preghiera singola e corale il proprio sincero sentimento di ritrovare in Dio la traccia storica della sua vicenda personale e universale.

La preghiera diventi strumento e chiave di lettura della storia che Iddio ha pensato per l'uomo sin dai suoi primordi. Quell'altra che gli uomini si raccontano è tutta un'altra vicenda, in cui s'intrecciano vendette, intrighi, prevaricazioni, violenze, ingiustizie, tradimenti, nella quale persino il bene prevarrebbe sul male servendosi e ricorrendo alle stesse malefatte.
La preghiera è il vento che spinge verso il cielo tutte le belle pagine della storia umana, delle quali il Signore è avido ed instancabili lettore.

Soffiate dunque, miei cari. Cara mamma, aiuta a soffiare anche tu per rendere sempre più poderoso il vento della verità salvifica.

Ciao

maggio 2005

1 maggio 2005

MERCENARI AL SOLDO DELL'AMORE

Caro papi, noi non avremmo bisogno di testimoniare per lettera la forza dell'amore che ci unisce nella felicità eterna, se esso stesso non fosse necessario ad attivare, rinvigorire, riaccendere in altre unioni d'amore l'energia ormai spenta o affievolita o dimenticata.

Cosa direbbero i nostri ormai numerosi lettori, se non trovassimo più il tempo, la voglia, le occasioni, gli spunti per affidare le nostre amorose esternazioni a carta e penna? Come ci rimarrebbe Maria Misericordiosa se questo dono del Signore, che ha così intensamente sollecitato perdesse il suo valore e significato universale, non per evanescenza di contenuti ma per pigrizia o inefficienza di coloro che sono incaricati di distribuirlo condividendolo?

E' vero. Il mondo, mai come negli ultimi avvenimenti in cui si trova coinvolto, sta conoscendo la potenza dell'Amore di Dio e sta imparando la regola che amore genera amore. Il cielo sta scaricando una tale enormità di prove d'amore sull'uomo, ubriacandolo di qual tanto necessario a renderlo più felice, più disinvolto e quindi più disposto ad aprirsi e ad aprire il cuore per farne emergere i sentimenti più puri e più ancestrali, soprattutto l'orgoglio di sapersi e sentirsi figlio di Dio. L'atmosfera di Spirito Salvifico che avvolge la tua terra in questi tuoi storici giorni, caro papi, non è solo il segno della premura paterna che Dio dedica incessantemente ai figli Suoi, ma è anche l'afflato d'amore ricambiatoGli da quella umanità, che si riconosce in Lui come progetto terreno di fede, di speranza e d'amore e come progetto divino d'inesauribile felicità.

Questo miracolo d'Amore totale al quale non solo assisti ma del quale tu stesso sei partecipe e artefice, caro papi, passa attraverso la testimonianza esemplare di alcuni figli di Dio, poderosi pilastri della Fede che sollecita l'Amore in cui confida, e che in nome di tale amore si fanno soldati di Cristo e di Maria Misericordiosa ai Quali si sono promessi. Goditi dunque questa esperienza vivificante, caro papi, e fattene coinvolgere, ma non dimenticare che anche tu nel tuo piccolo sei chiamato a dare il tuo contributo. Che è molto più importante di quanto tu possa immaginare.

Siamo solo agli inizi di questa avventura esaltante ed ognuno deve fare la sua parte, fino a quando il Signore gli darà forza, cioè amore. E questo vuol dire persempre. Essere soldati dell'esercito di Cristo e di Maria Misericordiosa equivale ad essere soldati dell'Amore, e chi meglio paga di Dio, chi meglio del Suo soldato ne trae motivo di fedeltà? Siate dunque fieri e fedeli mercenari di questo invincibile esercito, che impegna la sua forza nell'operosità ispirata e guidata dall'Amore.

Perciò diamoci da fare. Imbraccia la penna come uno stendardo, caro papi, e avanti marsh. Altri soldati, già veterani o reclute o da reclutare, attendono nostre notizie. Non facciamoli aspettare. Ciao, conto su di te e su mammabanana.

Emilio vostro

 

8 maggio 2005

IL SIGNIFICATO DEL BUIO

Caro papi, con un po' di compiacente fantasia immagina di abitare sul sole e di veder girare intorno a te tutti quei corpi celesti che ne compongono il sistema microcosmico immerso nell'immensità dell'universo. Tutti i pianeti che ti passano davanti appaiono investiti ed illuminati dalla luce solare, a parte l'eventualità di un qualche ricorrente e non eccezionale allineamento. Solo se conoscessi il significato del buio ti verrebbe di pensare che il retro di questi corpi luminosi è immerso nel buio della notte, ma non puoi perché sei nella luce del sole che sempre brilla. Se non fosse per questa tua non trascurabile limitazione, una volta venuto a conoscenza del fatto che i pianeti che ti ruotano intorno ruotano pure su se stessi, potresti dedurre che mai offrono la stessa superficie ai raggi del tuo sole e mai nascondono alla sua luce la medesima parte opposta.

Luce sulla faccia esposta e buio dove la luce non arriva: ma non sai immaginare come è questo buio, del quale tuttavia sei costretto ad ammettere l'esistenza fuori dell'esperienza. Solo se assistessi ad uno di quegli avvenimenti a cui ho fatto cenno e vedessi proiettarsi l'ombra di un pianeta su uno più distante, potresti capire cosa è il buio o, se preferisci, la mancanza della luce. E poiché non puoi comunque comprenderne il valore teleologico, pur sapendo che uno qualsiasi deve pure averne dal momento che nessun fenomeno vitale dell'universo ne è privo, ti viene voglia di andare a vedere di persona e cerchi di procurarti i mezzi per farlo.

Ora, caro papi, scendi dal carro della fantasia e ritorna nel mondo terreno, in cui ti è più facile scoprire che luce e buio sono non opposti, ma complementari ed essenziali alla vita del tuo pianeta ed alla tua vita stessa, così come lo sono la luce della vita e il buio della morte.
Allora sarà facile comprendere come la morte, che i materialisti e gli atei considerano come il buio assoluto, rappresenti l'unica alternativa per chi considera la vita materiale come l'unica ragionevole giustificazione di un succedersi di avvenimenti cosmici, legati alla casualità e destinati a consumarsi nella certezza della fine. Questi dunque si collocano, in posizione diametralmente opposta a quella che ti avevo suggerito all'inizio di questa chiacchierata, nella condizione di chi può conoscere senza avere alternativa alcuna alla propria esperienza.
Nel buio più assoluto dei propri convincimenti non si fa luce possibilità alcuna che anche la morte abbia un significato teleologico più intelligente di quello che le affida l'annichilimento totale della casualità materiale, intellettiva, razionale e morale della vita.

Chi è nel buio assoluto, né ha fantasia o volontà di volgere il proprio sguardo spento verso la possibilità per lui inesistente dell'alternativa, nel timore che l'alternativa esista e possa danneggiare ulteriormente la cecità di cui soffre, costui non vedrà mai la luce oltre il buio e la vita oltre la morte, neppure se dovesse verificarsi quel fenomeno di allineamento nel quale la fonte della luce viene a trovarsi non più nascosta ai suoi occhi dall'ostacolo abituale. Sicché la morte continuerà ad essere per costui l'unica soluzione naturale e razionale di storie vitali che si abbandonano alla buia e cieca ignoranza dell'alternativa.

Ci fu un momento della storia dell'umanità nel quale Dio Si rese conto che nell'uomo si andava sempre più affievolendo la luce della speranza, della fantasia la fiamma e della ragione il lume, e che le tenebre si stavano impadronendo della sua mente e della sua anima per convincerlo di non avere alternativa. Allora Si fece Uomo illuminato e rifulgente di Spirito Santo, e Si donò a lui nello splendore della Luce che illumina il cammino di ogni essere umano e mette a fuoco l'evanescenza della morte, svelandone la reale inconsistenza proprio nella sua innegabile necessità.

E coloro ai quali il buio dell'intolleranza e della presunzione aveva già reso ciechi gli occhi del cuore, credettero di spegnere quella Luce, che infastidiva gli occhi perché non Ne sapevano reggere lo sguardo, dandoLe morte sulla croce. E poi, erogando tante e tante altre morti per martirio a quanti avevano sostenuto con fede e fierezza il proprio sguardo verso quella Fonte di Luce, senza rimanerNe feriti, anzi, dolcemente confortati dalla chiara visione della vita eternamente luminosa che trapela dietro lo striminzito siparietto della morte.

Proprio quell'uomo che crocifigge Gesù e dà la morte ai martiri del Suo martirio non saprà mai, accecato dal buio al quale si è rassegnato, di spalancare lui stesso le porte della luce eterna alle vittime della propria cecità, né potrà mai venire a conoscenza della Misericordia che Dio, infinita bontà, riserva a chi, nel buio, crede nell'alternativa di una luce che gli ridoni la vista e gli scaldi il cuore. Per chi manifesta in qualsiasi momento della propria vita tenebrosa l'alternativa di un palpito di luce, Dio stesso, proprio Lui in Prima Persona, Si fa alternativa concreta ed eterna. E, ove non risulti esemplare il sacrificio di Gesù a scalfire la profondità delle tenebre che regnano caparbiamente nel cuore di certi uomini, Dio Si affida alla Luce che emana l'Amore misericordioso di Maria, da quando si è proclamata Sua serva e si è fatta madre di Gesù in terra e in cielo e salvatrice definitiva di tutta l'umanità.Allora il male tenebroso e le sue tenebre svaniscono per sempre e non vi è più alternativa alcuna alla Luce dell'Amore, all'Eternità e alla Vita.

E tu, caro papi, potrai goderti lo spettacolo di un mondo che risplende di luce perpetua senza lasciarsi dietro neppure un filino d'ombra.
Sono io piuttosto la vostra ombra, cara mamma e caro papi, e come un'ombra vi sarò vicino e vi seguirò
fino a quando ci ritroveremo nella trasparenza concreta della stessa Luce.

Nella trasparenza di tutto il mio amore. Emilio

22 maggio 2005

MARIA PRIMAVERA

Cara mamma, questo è il tempo nel quale i figli del Padre celeste e i fratelli di Cristo Gesù dedicano i pensieri più devoti di gratitudine e di Amore a Maria, Madre Santissima e Misericordiosa. E' il tempo della primavera prorompente e vivificante al tempo stesso, non solo per lo splendore dei suoi colori, per la dolcezza delle sue luci, per il tepore corroborante delle sue atmosfere, ma soprattutto per il senso forte e sacro della vita nuova che nasce e si rinnova.

Chi è "primavera" più di Maria Madre nostra? Nella freschezza di giovane mamma immacolata del figlio della stessa sostanza del Padre, alla volontà del Quale si era sottomessa per generare Nuova Vita, proprio come la primavera si sottomette alla volontà di ogni natura figlia di Dio.
La Nuova Vita di cui parlo non si incarna soltanto in Gesù, ma in ogni uomo, in ogni fratello al quale Egli ha donato con il sacrifico della vita la certezza della redenzione, al quale Maria stessa ha donato il proprio Figlio e continua ad assicurare la propria instancabile, misericordiosa intercessione. Ecco perché la Nostra Madre Santissima merita molto di più di un tempo limitato di umana devozione. Le spetta il tempo che noi le riserviamo in cielo, cioè un'eternità di amore non solo devoto, ma tenero e appassionato come quello che un fanciullo prova per la sua mamma, testimoniandole l'attaccamento di chi non vuole staccarsene mai.

L'amore e la devozione delle creature umane per Maria non dovrebbe conoscere stagioni, cara mamma, così come io non ne conosco per te e come la Madre Nostra non ne conosce nell'amore per tutti in figli suoi in terra e in cielo. Solo amandoLa di amore filiale l'umanità riconquisterà gli entusiasmi e la volontà di una vita eterna, che profuma, riluce, colora di primavera che non conosce stagion,i ma si rinnova senza fine.

Aprite dunque, mamma cara e miei cari tutti, i vostri cuori alla primavera dell'amore e della vita, perché vi faccia sbocciare rigoglioso ed appassionante il giardino spento ed appassito dai rigori di un inverno buio e malinconico per trasformarlo nell'Eden della vita di gioia e di luce.

E se trovate qualche difficoltà, perché cardini e serrature si sono arrugginiti, affidatevi alla Misericordia di Maria, Che in ogni stagione della vita, da buona madre, sa trovare la soluzione di ogni vostro problema rugginoso. Ve lo posso assicurare, anzi garantire.

Il vostro amico garante Emilio

29 maggio 2005

MANI INTRECCIATE NELLA SACRA FAMIGLIA

Cuore di mammabanana e di vecchiocardiologoscriba, eccomi qui a scaldarvi del mio immenso amore e ad illuminarvi dell'Amore di Maria Misericordiosa.
Per intercessione della nostra tenera Madre e instancabile protettrice noi - ioconvoi- siamo eternamente famiglia.

Mi rivolgo al cuore vostro, miei cari, perché è il centro motore dell'amore e della fede che rendono imperitura la grande famiglia di Dio, nella quale ognuno di noi e di voi è concepito e formato per la vita eterna, alla quale ognuno si deve ispirare se ne vuole mantenere legittima appartenenza.
Non è difficile e tanto meno impossibile, per quanto possa sembrare gravoso nei tempi e nelle vicende terrene, il compito di unità familiare, se ci si lascia guidare e consigliare dalla Madre che si fece pilastro e fortezza inespugnabile. E se si presta l'orecchio del cuore e l'intelligenza della ragione alla Parola del Figlio, che all'umana famiglia ha dato tutto Se stesso e nella famiglia ha testimoniato tutto l'amore incarnato del Padre per le Sue creature predilette.

Queste sono le ragioni del cuore per le quali la famiglia, coesa nell'amore reciproco, diviene la sede ottimale per ricevere e accogliere il dono di Dio e per elaborarlo come forza, energia e potenza d'amore, che si confronta con quello del Padre, colloquia con Lui ed a Lui lo riconduce nelle vesti di figlio redento. Cosicché la famiglia terrena, grande o piccola che sia, si tiene per mano con l'immensa famiglia celeste in un legame che nessuna forza contraria è in grado di spezzare. A dare man forte a questa unione, sollecitata da Dio e protetta dalla tenera pietà della Nostra Madre dolcissima, c'è la generosità del Generosissimo cuore di Gesù, che non smette mai di donarsi all'uomo come cibo e bevanda di vita eterna. L'eucaristia è infatti il cemento che salda il vincolo tra uomo e Dio, tra famiglia e Famiglia, tra temporaneo ed eterno.

Il tempo è quella grande illusione che solo l'amore concretizzato nella vocazione di far parte della famiglia di Dio è in grado di smascherare, per metterne a nudo la reale eterna identità e per ricondurlo alla propria eterna consistenza. Anche noi tutti, intendo noi qui in cielo, ma non per questo da voi disgiunti e lontani, ci diamo un gran da fare per mantenere saldamente serrate le maglie di questa imponderabile catena, dal momento che l'amore che la compone non è misurabile se non dall'onniscienza del Creatore di tutte le cose. Neppure l'intensità e il fervore e la sincerità della preghiera possono darne la misura reale. Purtuttavia essi sono essenziali e rappresentano un solido contributo dell'uomo, che, unito a quello divino del quale anche io sono messaggero, dà luogo e vita ad un altro portentoso legame che nessun evento contrario è in grado di spezzare.

Dunque amore, famiglia, preghiera, eucarestia, generosità del cuore di Gesù e tenerezza della nostra Mamma Misericordiosa sono le dita intrecciate della mano di Dio e della mano dell'uomo, che si stringono forte forte per rinsaldare il proprio vincolo di fedeltà e per non lasciarsi mai più.
Metteteci dentro tutta la vostra energia, tutta la vostra convinzione, tutta la vostra fede, miei cari, sicché ci basti solo una piccola trazione per riportarvi su nella Casa del Padre, dove dimora la famiglia più allegra e spensierata che si possa immaginare e desiderare.

Ciao a tutti. Ciao cuore di mamma e cuore di papi, mia dimora e mia famiglia. Emilio coccolone

In viaggio con la mamma di Emilio da Roma a Fatima e ritorno

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