Emilio Crispo DIARIO DI UN ANGELO. Insieme verso il cielo

ottobre - novembre - dicembre

OTTOBRE2003

TEMPESTOSA PACE DELL'ETERNITA'

Diritto alla gioia eterna

12 ottobre 2003

Caro il mio papi, mio caro vecchio scriba, mantieni ferma la mano che trascrive i miei, i nostri pensieri d'amore, non lasciarti vincere da tremori o paure. Il Signore ci ama e ci protegge e per questo non vuole che manifestiamo debolezze o tentennamenti quando testimoniamo tutto il Suo immenso ed eterno Amore verso i figli Suoi. I cuori palpitino pure della gioia di accoglierLo e di lasciarseNe pervadere, ma non tremino per la paura di inebriarseNe o di diventarNe schiavi. L'Amore di Dio è infatti tumultuosa carezza, folgorante tenerezza, roboante armonia, è insomma la tempestosa pace dell'eternità e per l'eternità. E' sconvolgente per la semplicità, la linearità, l'autenticità che Lo contraddistingue, è strabiliante per la finalità del Suo progetto, è incredibile per la gratuità delle Sue prestazioni. Non conosce lascivie, lusinghe, adulazioni. Quando ti dice che confidando nella Sua misericordia la morte fisica non intaccherà né disgregherà il tuo diritto alla gioia eterna non ti sta mentendo, né ha motivi reconditi per farlo perché già il tuo vivere nella materia, fortificando l'anima dell'amore che dedichi a Dio, fa parte di quel patrimonio genetico che già è tuo dal principio dei tempi, dalla creazione delle tue vocazioni.

E quando ti assicura che tu, uomo, sei fatto della Sua stessa pasta in immagine e somiglianza non ti devi montare la testa né devi crederti un padreterno, perché se per questa ragione Lo ripudi Egli ti abbandonerà per sempre, poiché non ti sei vestito delle Sue vesti splendide nello spirito, ma ti sei semplicemente coperto la superbia del volto celandolo dietro la maschera trasparente ed effimera della tua presunzione. Dio ti considera Sua immagine e somiglianza solo perché l'amore che gli manifesti direttamente, e che condividi con i Suoi figli tuoi fratelli, è lo stesso che Egli ci riserva da quando ne fece energia d'Amore, Gioia e Armonia creativa. E così, come Egli fece tutto ciò senza nulla chiedere in cambio, altrettanto si aspetta da te.

Si aspetta la tua gioia di dare in amore gratuitamente per riprendere i cammino della vita eterna, e non con lo scopo di assicurarsi l'eternità. Solo in questo modo l'uomo tornerà ad assumere l'immagine dello Spirito del Suo Creatore, e con Lui e in Lui ritornerà a camminare accanto a Lui nella gioia persempre. Solo se il suo pentimento sarà sinceramente ispirato dall'amore ed impregnato d'amore, solo allora tornerà a vestire i panni della divina dignità. E poco importa che la mano o il cuore abbiano tremato per la paura di avere peccato, perché se così fosse i tuoi peccati ti sono stati già rimessi. E poco importa se la tua fede ha vacillato o si è affievolito verso di Lui l'amore che Gli portavi, e si è appassita la tua vocazione di figlio di Dio. Se sarai in grado di fartene una ragione e di rivolgerti comunque a Lui perché te ne rinnovi la consistenza e l'energia, Egli è lì che aspetta e tue invocazioni e il tuo esame di coscienza e non ti negherà mai il copioso rifornimento. Solo chi confida unicamente in se stesso, nelle proprie capacità razionali facendosene schiavo per superbia e presunzione, solo chi irride l'amore caritatevole come strumento compassionevole dei deboli e dei derelitti, solo chi sostiene che se Dio esiste non ha tempo di occuparsi delle vicende umane e quindi non trova motivi per ricorrere al Suo interessamento, solo costoro non potranno godere del Suo Amore Misericordioso, non perché Dio non sia in grado di ascoltarli, Lui che conosce i pensieri di tutele creature viventi, ma perché essi stessi sono muti e non possono parlarGli. Questo è in fondo l'unico sacrificio che Dio chiede all'uomo, che Gli ricolga la parola ogni tanto, facendoGli giungere la voce dell'anima.

Questa è la parola che spalanca le porte già aperte del Suo cuore e dà la vita all'eternità. Senza tremore, senza paura, senza pudore rivolgete una volta per sempre la parola al Padre che vi ama, miei cari, purché il vostro dialogo con Lui non si riduca alle sole parole necessarie per invocarNe il perdono. Dio è un piacevole ed amabile Parlatore. Siamo noi che non Lo stiamo mai a sentire quando andiamo a zonzo su quella sfera che sembra non fermarsi mai, ma che cesserà di girare quando l'ultimo uomo avrà rivolto la parola a Dio.

Noi siamo qui in tanti ad aspettare quell'attimo di vita terrena. Nell'attesa bacioni da tutti per tutti.
Ciao dal vostro inguaribile chiacchierone

NOVEMBRE 2003

INCHIOSTRO INDELEBILE

Ascolta, scrivi e impara. Scrivi, apprendi e ama

23 novembre 2003

Mio caro vecchio scriba fedele, per quanto tu possa essere prezioso con mamma nell'opera di divulgazione dei sentimenti amorosi della comunione delle sante emozioni, è ora di riappropriarci dei nostri specifici ruoli. Io detto e tu trascrivi fedelmente, per fare partecipi dello schietto pensiero del cielo le anime e le menti di quegli uomini che, come voi, si aspettano una buona Parola e un segnale di incoraggiamento, una carezza affettuosa dell'Amore di quassù. Non fare il tapiro come tuo solito, non ficcanasare nei nostri pensieri, non cercare di dire la tua anche in queste cose, non voler essere prof. A tutti i costi. Lasciati guidare dalla nostra sapiente conoscenza della realtà eterna che ci vivifica e vi attende, fatti scolaro attento, studioso, ricettivo e magari anche un po' secchione.

Ascolta, scrivi e impara. Scrivi, apprendi e ama. Solo così non finirà di scrivere amore questa inesauribile penna dall'inchiostro indelebile su fogli di carta e sulle nuvole del cielo. E quando sarai quassù, vedi di meritartelo, continueremo a scrivere a due, a tre, cento, mille, un'infinità di mani, inni di gloria a Dio, alla Madre Misericordiosa, al Figlio Suo Redentore ed allo Spirito che tutto pervade di santità, perché il Loro Amore, congiunto a quello poderoso di tutte le creature celesti, non difetti mai nel sostegno di coloro che in terra combattono la quotidiana battaglia con il male fisico e morale.
Su dunque, umile anche in questo, e per questo non sentirti sottovalutato e mortificato. Non prendere per umiliazione questo dono, questo privilegio così grande, ma non sentirti neppure mortificato dagli immancabili signorsottutto e adessotispiegoio, che ti contesteranno l'automatismo della nostra scrittura.
Di automatico c'è solo il rapporto tra la loro presunzione e la loro ignoranza. Non rinunciare, come essi fanno, alla luce della ragione che Iddio ci ha donato per illuminare gli angoli più bui dell'anima e per spaziare sugli sconcertati limiti della conoscenza umana.

Che la luce della ragione diventi faro e guida di quella fede, senza la quale presunzione e sicumera diventano certezza del nulla, del vuoto assoluto e del più concreto non essere.
Che la luce della ragione aiuti a scrutare nei più oscuri recessi del cuore per ritrovarvi quel Dio rimosso ma non definitivamente sfrattato. Perché il Signore non si lascia sfrattare tanto facilmente da una casa che ha dato in dono per conviverci per l'eternità con il comproprietario. Magari si fa relegare in cantina o in soffitta, pur di non vedersi scacciar via. Solo se gli demolisci l'abitazione, se ne va via sconsolato e disamorato.
Amore, consolazione, speranza e fede sono le categorie mentali che la ragione ispirata da Dio mette al servizio dell'uomo, per non farsi sopraffare dalle tribolazioni terrene e dominare dalle inevitabili ribellioni. Una ragione asservita all'edonismo di una vita senza futuro o all'affannosa ricerca di una materiale immortalità vanifica la ragion d'essere della ragione, perché il male, quando se ne è completamente impadronito, non sente ragioni. E nel suo regno non v'è ragion che tenga.
Non ho ragione, caro vecchio scriba fedele? Una ragione di più perché tu ti faccia interprete filologico delle nostre ragioni. Bacioni stimatissimi.

DICEMBRE2003

L'ABBRACCIO PIU' BELLO

Con lo stesso Amore, senza graduatoria

3 dicembre 2003

Miei dolcissimi mammaepapà, mi piace legarvi anche nella scrittura perché il vostro legame, la vostra unione l'ho avvertita sempre tanto forte e tanto più salda la sento nella mia purezza di spirito mai più contaminabile. Miei dolcissimi, dunque.

Quando il Signore Dio e Padre chiama a Sé un figlio Suo ormai maturo negli anni e assuefatto ad una vita altalenante nel monotono alternarsi di esperienze umane, allora tutti dicono, quasi con una punta d'invidia: beato lui, se ne è andato in cielo dove non tribolerà più, né avrà mai più problemi di salute e dove, se ha trascorso un'esistenza umanamente felice, conoscerà la vera ed eterna felicità. Al massimo, se il nostro ormai maturo personaggio avrà fatto tanta fatica a campare, i sopravvissuti diranno: poveretto, ha smesso finalmente di tribolare, il Signore se lo è preso per pietà. Come se ne avrebbe fatto volentieri a meno, Lui che ci ha tante altre cose per la testa a cui pensare, e non sa a chi dare i resti.

Invece, quando il Signore Dio e Padre chiama a Sé un figlio ancora nel pieno vigore degli anni della giovinezza, o nella tenerezza degli anni di un'infanzia piena di promesse e di speranze, allora tutti non sanno darsi una spiegazione consolatoria, da quelli che non riescono a trovar ragione o pace, a coloro che si danno una ragione in una sorta di amore possessivo che Dio nutrirebbe nei confronti del chiamato. Dio se l'è preso perché era troppo bello e buono -dicono alcuni- Se ne vanno prematuramente i migliori e quelli più cari al Signore -sostengono altri- come se Iddio compilasse graduatorie tra le anime buone. Prima tu, che sei più dolce ed affettuoso. Avanti tu che mi sei più simpatico e tu che ha un sorriso radioso. Tu, che sei un po' ombrosetto, mettiti in fila e aspetta il tuo turno. E così via.

E invece il Signore, per quanto qui si fa ritorno ognuno portandosi appresso la propria individualità di creatura spirituale, ama ciascuno e tutti dello stesso caldo e al tempo stesso tenero Amore. Che è lo stesso Amore che Egli nutre per tutti i figli Suoi, che da figli sopravvivono ai propri genitori e che da genitori sopravvivono ai figli loro. E la disperazione lacerante e mortale di questi ultimi non li rende più meritevole del Suo Amore, di fronte alla tiepida rassegnazione con la quale si accetta meglio e meglio si sopporta il distacco del nonno o del vecchio genitore. Ed è lo stesso Amore che Si incarna nel seno di Maria per farsi uomo. Ed è lo stesso Amore che abbraccia il Cristo sulla croce e Si insanguina del Suo sangue. Ed è lo stesso Amore che si fa corpo e sangue nella Eucarestia. Ed è lo stesso Amore che redime dal peccato e riabilita nel perdono. Ed è lo stesso amore che vi rende partecipi di questa straordinaria esperienza che premia l'amore che fortifica e rende indissolubile l'abbraccio che ci tiene uniti l'un l'altro e che rende più vicini il cielo e la terra.

Come sarebbe bello per voi sentire in questo abbraccio anche le braccia poderose e rassicuranti del Signore. Io vi assicuro che c'è anche Lui. Sennò come farei, io, ad essere con voi? E Lui è con tutti, anche con quelli che se ne sentono abbandonati o Lo accusano di indifferenza o di crudeltà. Indifferenza e crudeltà sono invece prerogative dell'uomo, che inutilmente cerca di attribuire a Dio, che vorrebbe gli assomigliasse, anche nei suoi peggiori sentimenti.

Essere stati creati a Sua immagine e somiglianza significa invece non capacitarsi del fatto che l'uomo abbia potuto rinunciare alla propria primordiale natura divina e che debba consumare tutta una vita terrena per ritovarne le tracce, che pure potrebbero essere le stesse che egli vi lascia.
Poco   importa quanto sarà lunga questa sua vita perché la ricerca gli faccia ritrovare le sue radici spirituali. Vi sono, come in tutte le cose, quelli più dotati e quelli meno dotati, i più lenti e i più veloci, quelli più attenti e quelli più distratti, i miopi e i portatorli delle famose lenti, gli della fede. Non me ne vogliate se sono stato un veloce occhialuto. Quassù la prematurità, i ritardi e le attese non costano nulla perché non contano nulla.
La pazienza non è schiava del tempo ma è figlia dell'amore. Ed io ne ho tanta, non per l'attesa ma nella certezza.Vuol dire che vi aspetterò pazientemente nell'eternità del mio amore. A presto


 

LA LOGICA DELLA DIVINA PROVVIDENZA

Maria è dove l'uomo si sente irraggiungibile dall'Amore di Dio

8 dicembre 2003

Mio caro vecchio scriba, Dio vede e provvede e perciò Ne sia fatta la volontà. La vista di Dio è fuori del tempo e dello spazio, ha visto, vede e vedrà tutto ciò che Egli già conosce per avergli dato con la creazione un ordine cronologico preciso ed un rigore logico incomparabile. In questo dunque il Signore Iddio non solo prevede ma soprattutto provvede. E la divina provvidenza altro non è se non la logica e l'accortezza con la quale Iddio governa le storie del Suo creato e le vicende del Suo uomo, figlio prediletto. Vede per lui, a suo favore. Ne vide la divina somiglianza prima che questi architettasse un progetto alternativo al Suo, ne vedrà la completa redenzione ed il ritorno definitivo alla casa del Padre nella vita eterna.

La logica dell'uomo non sa leggere, come pretenderebbe, nel disegno che guida la Provvidenza. Eppure questa gli conferì l'intelligenza con la quale farsi una ragione plausibile del suo ruolo centrale nel progetto divino, e darsi dei limiti al protagonismo assoluto ed alla smania insaziabile di voler sapere. Perché non ne venisse travolto e stravolto la Provvidenza gli mise a disposizione la fede, alla quale affidare tutti i perché incomprensibili ed inspiegabili del vivere umano, e con la quale non rinunciare mai alla speranza di un altro vivere umano nello spirito assoluto di Dio. E affinché affrontasse il cammino terreno alla luce dell'amore, la Provvidenza conferì all'uomo la grazia, cioè la divina ispirazione di scegliere tra il bene e il male , quel male non più assoluto ma comunque non meno devastante di quello che gli aveva alienato la condivisione del Bene assoluto.

E, perché non ne maledicesse l'assenza sulla sua terra e nel suo destino, la Provvidenza affidò all'uomo l'esempio di vita del figlio Gesù, che testimonia in eterno la resurrezione dell'uomo del bene e la morte per sempre dell'uomo del male, e che diffonde il messaggio salvifico dell'amore che chiede perdono e dell'amore che perdona. E, al fine di affrancarlo dalla paura della morte, la Provvidenza fornisce all'uomo le prove della sacralità di una vita che si sublima nelle braccia di Dio, ma che è sollecitata dall'esempio della mamma terrena di Gesù che mai, nemmeno per un attimo, dubitò del suo compito terreno e del suo destino celeste. E, per dimostrare all'uomo la Sua costante ed inesauribile vigilanza nelle vicende personali, la Provvidenza mette a disposizione dell'umanità tutta e del singolo la Misericordia e la Pietà di Dio. E lì dove l'uomo si sente irraggiungibile dall'amore misericordioso di Dio, lì la Provvidenza gli offre e gli garantisce l'intercessione misericordiosa di Maria, che non si tira mai indietro quando si tratta di raccomandare a Dio un Suo figlio implorante.

E, infine, perché l'uomo non sia più vittima e schiavo delle tentazioni del male, la Provvidenza ha già decretato che sarà proprio Maria Misericordiosa, sostenuta dalla forza dell'amore dell'umanità da Lei stessa ispirato ed alimentato, a schiacciare sotto il tallone la testa del serpentedrago e ad inaugurare l'era senza fine dell'Amore eterno e mai più contaminabile. Più Provvidenti di così! Perciò auguriamoci che la divina Provvidenza non abbandoni mai i destini del mondo, e auguriamoci pure, noi nella sicurezza e voi nella fede, che si compia la Sua volontà in Cielo e in terra. Ciaociao. Provvedete a farvi servi fedeli del Signore e soldati coraggiosi dell'esercito di Maria Immacolata.

Ciao da , tamburino di prima fila per divina Provvidenza.


LIEVE BAGAGLIO DELLA CONOSCENZA

I sensi infallibili degli angeli custodi

14 dicembre 2003

Mio caro papi, vorrei poliedricamente trasferire in te tutto il bagaglio di conoscenza che ho acquisito nel mio cambiar vita. Parlo di bagaglio perché tu mi intenda sulla sua consistenza e vastità, e non perché essa mi pesa in qualche misura. Solo la conoscenza umana, quella che trova origine nelle radici dell'esperienza è infatti poderosa, impegnativa e stressante. Quest'altra, che ci deriva direttamente dallo spirito di Dio che si travasa in noi, non è per niente ingombrante ed onerosa. Anzi, è fonte di levità, di trasparenza e di gratitudine, perché è la stessa sostanza impalpabile e apparentemente invisibile che dà forma alla nuova vita ed è lo stesso spirito che le assicura eternità. Come e dove immagini che trovi posto questo bene prezioso? Come immagini che noi ne entriamo in possesso? Ebbene, noi non possediamo ripostiglio alcuno dove accogliere e riporre la conoscenza, per il semplice motivo che spirito pulsante, spirito di vita eterna e spirito di conoscenza non occupano livelli diversi del mondo dello spirito ma sono atmosfere -le definisco così perché te le possa meglio figurare- che si mescolano, si permeano, si compenetrano grazie alla loro assenza assoluta di tempo e di spazio. E tuttavia si avvertono, si respirano e si godono come tutte le manifestazioni dello Spirito Santo.

Potresti pensare che sono la stessa cosa, e invece no. Perché, pur derivando dalla stessa unica fonte che le genera, tuttavia ognuna di esse assume connotati precisi ed inconfondibili, esattamente come ne abbiamo di individuali noi stessi e, nel caso specifico, sono la nostra carta d'identità in cielo, redatta nel momento del trapasso da una, quella vita, a quest'altra dagli addetti all'anagrafe nostrana, sulla base dei migliori dati segnaletici che ci distinguevano in terra. E cos'è questo spirito di conoscenza? E' l'essenza dello spirito puro, quello che non conosce i confini dentro e dietro i quali si nasconde l'ignoranza e sui quali si arrampica la presunzione. Nella nostra carta di riconoscimento c'è scritta la paternità di Dio, nostro Padre nel darci la vita, nostro Padre nel confidarci i segreti e le esperienze della vita senza fine ai quali ci prepara prima con la fede e poi con la misericordia e il perdono che riscattano dagli errori dei sensi.

Ed è stupefacente scoprire come i sensi, che ci sono stati da Lui donati non per peccare contro di Lui ma per gioire delle Sue amorevoli attenzioni, qui in cielo non escano dalla nostra vita, ma rinvigoriscano e si dilatino fuori dello spazio e del tempo per godere appieno del Suo Amore assoluto in bellezza, calore, dolcezza, carezza e armonia. E' grazie a loro che impariamo a conoscere Iddio e ci arricchiamo della Sua conoscenza e della Sua saggezza.

E' grazie a loro che siamo in grado di leggere i vostri pensieri, di esplorare i vostri cuori, di difendervi dalle tentazioni, proteggervi nella salute dell'anima e del corpo, di mediare i vostri pentimenti ed enfatizzare le vostre suppliche, insomma, di essere i vostri angeli custodi. E' il compito più bello che si possa desiderare, te lo assicuro, e io sono molto orgoglioso di esserlo per te e per la tua dolcissima compagna di vita, cioè la mia mamma, la mia dolcissima mammabanana.
Vi mando tanti teneri bacini e, perché vi giungano al più presto, gli do una spintarella con un battito d'ali.  Ciao,


Nascita del Salvatore

Come umili pastori davanti al presepe della Misericordia

25 dicembre, Santo Natale

Pensavate veramente che vi avrei lasciati solisoletti questo Natale? Suvvia, spalancate i cuori alla gioia che Gesù Bambino ci dona rinascendo al sacrificio, che redime e ci apre le porte del paradiso. Lasciatevi inondare dall'amore che si fa neonato, dall'amore che via via diviene uomo e agnello sacrificale per indicarci e prepararci la strada che ci riconduce al Padre.
Io sono qui accanto a voi per aiutarvi ad aprire le porte dei vostri cuori, pur se le vedo già socchiuse e non le sento per niente cigolanti, ma fatemi pur fare qualcosa con voi e per voi, sennò che Natale è? Quando mai vi ho lasciati trascorrere il Natale senza di me?

Gioiamo tutti insieme davanti al presepe della vita e con il Salvatore che nasce rinnoviamo la promessa di accompagnarlo lungo il percorso della redenzione. Facciamo a gara per prenderLo in grembo, per farGli sentire il calore del nostro amore, per accompagnarLo e proteggerLo nei primi passi, per seguirLo ed ascoltarLo nelle sue predicazioni, abbeverandoci e saziandoci della Sua Parola. SosteniamoLo nel sopportare il peso delle nostre croci, condividendo con Lui il dolore della morte e il trionfo della resurrezione. E cantiamo inni di gloria a Dio per la Sua e la nostra nascita alla vita eterna.

In Gesù che nasce si è incarnato il Verbo, l'Amore si fa perdono, la sapienza si fa strada da percorrere sottobraccio a Cristo che ci riporta all'antica nobiltà del creato. Seguiamo dunque la Luce tenendoci per mano e facciamoci umili pastori alla ricerca di una povera mangiatoia stracolma di Misericordia di Dio. Lì esultino i nostri cuori e cantino inni di gloria per festeggiare Dio, Che trinitariamente si consegna all'umanità per affrancarla dal peccato e riammetterla al mondo della vita eterna. Preghiamo perché Iddio non cessi mai di rinascere tra gli uomini, per tutto il tempo che Egli ha già in mente prima di ritornare tra loro nel Corpo Glorioso del Cristo trionfante. E così sia.
Buon Natale dal vostro angioletto del presepio del cielo e della terra. Ciao

Auguri di un Santo Natale a tutti gli amici di Emilio