IL DIARIO DI UN ANGELO, scritto dal cielo per noi   

 

L'universo di Dio è il cuore di tutti i cuori e pulsa d'Amore per garantire ad ognuno di essi la vita senza fine. Ecco cosa è bene conoscere del cuore. Prova ad ascoltare anche il tuo cuore, caro papi, e se si sente qualche tono aggiunto o qualche soffio quello sono io, che ci dimoro beato e me la canticchio allegramente.
Uniti per sempre. Ciao


 

LETTERE DI EMILIO NEL 2002

settembre | ottobre | novembre | dicembre

 


SETTEMBRE 2002

TRA LE BRACCIA DELL'ANGELO DELLA VITA

21 settembre 2002

Quando l’Angelo della vita ti prende tra le sue possenti ed amorevoli braccia per condurti all’incontro con la luce di Dio, allora ti accorgi che stai percorrendo una strada già percorsa di cui riconosci ogni angolo più recondito, ogni riferimento più insignificante. E’ il cammino della tua storia di uomo che si dilata nella frazione di un attimo, e che coagula raggrumandosi nell’infinito dell’eternità. E, nella confidenzialità di quelle immagini ben note che ti corrono incontro, scopri tutta la divina bellezza di quella vita che un tempo credevi ti saresti lasciato dietro le spalle della morte.
Invece capisci ed hai le prove che la tua vita passata non si è spezzata affatto e già si sta proiettando fuori degli schemi consueti, monotoni e scontati del tempo e dello spazio, della mente e della materia. E, mentre acquisisci la realtà di questa realtà, avverti attorno a te tante presenze, ti senti addosso lo sguardo di tanti occhi. A mano a mano che ti sembra di avvicinarti alla Luce che non hai smesso di cercare, quegli occhi, quelle presenze diventano sempre più nitide e assumono contorni e sembianze sempre più definiti.

E’ lo sterminato popolo di Dio che già ti stava attorno da un bel pezzo, ma tu non riuscivi a convincertene. Eccolo emergere da una nebbia sempre meno fitta, che non può più opporsi alla forza chiarificante e rischiarante della Verità.
Tu supponevi di andare incontro a Dio, mentre è Lui in Verità e Luce che ti corre incontro
, come sempre. E con Sé porta tutta la Sua corte celeste, tutto il Suo popolo adorato per darti il benvenuto sincero e gioioso che si riserva all’amico ritrovato, al figlio tanto atteso, al naufrago salvato. Infatti ogni uomo è figlio e amico al tempo stesso del Signore, ma se non se ne fa egli stesso convinto, è facile che faccia naufragio, perché la sua barca è fragile per i mari e i tempi che vuole percorrere. Se facesse tesoro dell’esperienza di Dio e desse ascolto alla Sua parola, si procurerebbe minori attese e minore angoscia. Ma così sono i figli. Tutti uguali.

Ce ne sono alcuni ahimè talmente disobbedienti e disamorati da dimenticare inesorabilmente l’amore del Padre e da non curarsi delle Sue attese dolorose ed inappaganti. Sono figli che si sono abbandonati all’abbraccio soffocante ed inesorabile dell’angelo della morte. E mano a mano che si avvicinano al dio della tetra e dilaniante falsità, ripercorrono una strada già percorsa di cui riconoscono in ogni angolo più recondito, in ogni suo riferimento più insignificante, il segno della presenza del Bene. E non possono che disperarsi della propria cocciuta miopia. E’ la disperazione di chi non è più amico da ritrovare, figlio da aspettare, naufrago da salvare. E’ l’inferno con tutte le sue fiamme e con tutti quei poveri diavoli che stanno lì ad arrostire, senza poter disporre neppure di un reparto specialistico di terapia intensiva dei grandi ustionati.
Che il Signore allontani l’umanità da simili incurie. Che l’uomo si protegga con la tuta ignifuga della fede e con gli estintori della preghiera. E noi in cielo abbiamo una folta schiera di pompieri altamente qualificati. Basta chiamarci, noi accorriamo e spegniamo qualsiasi incendio, ci potete contare. Evitate comunque di giocare con il fuoco e siate sempre guardinghi. Insomma, siate buoni anche voi qualche volta.
Ciao. pompiere


GRAFOMANIA

24 settembre 2002

Mia cara mamma, smettila per favore di struggerti. Così è ben fatto*, e se ti dispiace non poter inserire tutte le mie letterine, sappi che non ha importanza. C'è tanto di quel materiale sul quale meditare e del quale indicare come ispiratore e testimone la Fede! Se non aggiungi, nulla togli. Se togli, aggiungi la consapevolezza che basta poco a far vibrare i cuori. Non ti voglio mettere fretta quando ti dico che non c'è più nulla da aggiungere, se non qualche tuo spunto personale di mamma banana. Ma, ti prego, non ti preoccupare della punteggiatura, che usi come certi gommisti poco seri che cospargono le strade di chiodi e puntine. Il passante, sia che vada a piedi, in auto o in bicicletta, ha già motivi molto validi per fermarsi a riflettere sul contenuto di qualche letterina, accuratamente selezionata tra una montagna di altre letterine.

Qui mi accusano paternamente di grafomania, ma gli uomini hanno tanto, tanto bisogno di coraggio e di sostegno per affrontare e portare a termine i loro compiti terreni, e per aprirsi la strada che riconduce a Dio. Per questo io mi do da fare e vi coinvolgo in questo progetto di testimonianza di fede, di ricerca e di riscoperta della fede in una vita non ideale ma concreta, che non è rivolta a ripagare delle sofferenze sofferte, ma ad appagare Dio nell'attuazione dei piani e del futuro riservato da Dio all'umanità.

L'uomo non fu destinato ad una vita passeggera ma stanziale, da trascorrere, o meglio da condurre insieme a Dio nell'eternità del paradiso terrestre. Essere stanziali nel cuore del Padre, e portarsi nel cuore l'Amore del Padre, questo è il destino, il compito, l'addivenire dell'uomo. Addivenire non legato al tempo, ma espressione di un amore che sempre più si arricchisce di purezza e di essenzialità, sino a sublimarsi nell'Amore Assoluto di Dio. Questo nostro epistolario, che qualcuno definì precario e momentaneo, è invece solido ed inesauribile perché mai si esaurirà in voi e con voi. Contiene mattoncini per costruire qualcuno dei tanti gradini della scala che porta su su tra le braccia di Dio. E' una scala di valori che ogni uomo ha in sé dai tempi della Grazia, cioè dal tempo dei tempi. Convincerlo, esortarlo, spronarlo, trascinarlo, sostenerlo a percorre l'ascesa che gli garantisce di donarsi a Dio in un bagno di Grazia: questo è il compito che è stato affidato a tutti quegli scritti, a tutti quei messaggi che nascono dall'urgenza di dichiarare fedeltà al Progetto di Dio. Dunque, cara mamma, nessuna incertezza, nessun tentennamento. Nessun ritardo, non facciamo aspettare i figli di Dio, quelli che smaniano di conoscere la Sua Parola, la Sua ispirazione, e quelli che vagano svogliati o disincantati alla ricerca di una qualche ragione di vita. Suvvia, mamma cara, diamoci da fare che è già tutto fatto!

Sta serena. Un sereno bacio

(* Emilio scrive questa letterina mentre sto lavorando al suo nuovo libro).


 

OTTOBRE 2002

CIOCCOLATA BOLLENTE

2 ottobre 2002

Ciao papi, ti ricordi di quella volta che io volevo mettere la cioccolata bollente in un bicchiere di vetro, e tu mi dicesti di non farlo perché il bicchiere  si sarebbe rotto? E io non ti diedi ascolto e il bicchiere mi si ruppe tra le mani. E  un po' perché mi ero spaventato, un po' perché avevi visto giusto,  ti dissi che portavi iella?

Ebbene, fui veramente sciocco, presuntuoso e imprevidente a non lasciarmi guidare dalla tuo esperienza. Tu, in quel momento, mi volevi dare un consiglio affettuoso e mi mettevi in guardia come buon papà. Io invece scambiavo il tuo buon senso  per paternalismo pedante e terroristico e mi lasciavo condurre all'errore dell'incoscienza e dall'inesperienza.

Anche Adamo ed Eva pensarono che versando cioccolata bollente nel bicchiere di vetro non sarebbe successo nulla di catastrofico, al contrario di quanto  aveva loro preannunciato il Signore loro Padre. Non Gli diedero  ascolto e mandarono in frantumi quella meraviglia di mondo puro e trasparente che Iddio aveva modellato per loro. Ma mentre io, passato lo stupore e lo spavento, scoppiai in una risata di sollievo, i nostri progenitori  si cacciarono in un guaio per il quale c'era poco da ridere. E noi dopo di loro.

Io ricordo che risi perché sapevo che nella lezione esemplare c'era già il tuo perdono e la tua comprensione per l'ingiusta accusa  che ti rivolgevo. Tant'è vero che anche tu ridevi sotto i baffi, mentre molto seriosamente mi spiegavi la differenza che corre tra la conoscenza e la iettatura.

Cara mamma, forte ormai di quella e di altre esperienze, vorrei darti un consiglio. Non farti prendere la mano dall'idea di fare di testa tua. Non hai bisogno di nessun consenso, al di fuori del nostro. Le nostre letterine sono qualcosa di più  di un banale attestato di autenticità ed hanno già la benedizione  della nostra Mamma buona e Misericordiosa. Non hanno bisogno del permesso*  di nessuno per farsi strada  nel cuore degli uomini, per invaderli della loro tenerezza. Quello che conta sono i loro risultati in termini di consensi amorosi e di emozioni sante. Lasciati guidare da noi che sappiamo molto bene, forti di esperienze passate, che non bisogna versare la cioccolata bollente in un bicchiere di vetro, pena la sua frantumazione in mille pezzi e la rinuncia alla calda e prelibata bevanda. La cioccolata calda, gustosa, dolce e raffinata gliela serviamo noi a quei signori, in tazze di porcellana e con qualche pasticcino. Ci puoi contare, Dormi sonni tranquilli, mamma cara. Un bacione della buona notte. Ciao

(CIELO CHE POESIA è quasi ultimato, mancano gli ultimi ritocchi.  In questi giorni sto decidendo di pubblicare la lettera della Segreteria di Stato del Vaticano, nella quale il Santo Padre Giovanni Paolo II ci comunica di aver ricevuto Diario di un angelo con un nostro biglietto di accompagnamento. E ci ringrazia delle "espressioni di ossequio ed affetto, confidandoGli  la particolare esperienza  della morte del figlio Emilio, ed offrendoGli il volume che ne raccoglie le testimonianze. Sua Santità ringrazia vivamente per il significativo omaggio e per i sentimenti che l'hanno accompagnato e, mentre esorta a proseguire generosamente nel cammino di fede e di amore verso il Dio dei viventi, di cuore imparte loro e a tutte le persone care, l'implorata Benedizione Apostolica, che volentieri accompagna con l'unito dono da lui benedetto". )


PROFUMO D'AMORE

11 ottobre 2002

Mio caro papi, eccoci all'appuntamento finalmente. Non ti devi sentire in colpa se il tempo che riesci a dedicarmi è sempre più limitato e tirannicamente condizionante, dal momento che, così come io posso comprimere in un tuo attimo l'eternità del mio amore per te, così tu puoi dilatare un solo istante dell'amore che i porti sino alla dimensione dell'amore eterno. Io ti dedico dunque il mio concentrato d'amore. Tu mi ricambi con tutto l'amore, che va oltre il tempo a tua disposizione ed oltre lo spazio di cui hai conoscenza,

Per fare un buon profumo ci vuole una buona essenza. Il mio amore è l'essenza ed il tuo gli fornisce gli ingredienti perché diventi un amore profumato, la cui fragranza non si disperde  nel percorso terra-cielo e arriva intatta e gradita a profumare le nostre atmosfere e a rallegrare i nostri spiriti. ecco perché capita che il nostro andirivieni per starvi vicini il più possibile, sia preceduto o accompagnato da profumi sconosciuti o inusuali. Sono gli effluvi soavi dell'amore, che non è solo armonia, musica, gioia, ma anche profumo inebriante.

Ricordi*, mamma, il profumo del mio amore che ti portavi gelosamente stretto nel palmo della mano? Era il tuo amore ad esaltarlo e a renderlo sublime e perpetuo.  Anche questa letterina profuma del mio, del tuo, del nostro amore. Lasciamo che ne godano anche altri con tutto l'olfatto dei loro cuori, perché imparino a riconoscere  il profumo dell'amore ed in esso l'Essenza dell'Amore di Dio e la presenza del Dio dell'Amore.

Bacini amorosi e profumati. Buona notte.

(* Emilio ricorda un mio sogno dell'ottobre '95. Erano i giorni del buio e della disperazione, riuscivo a vincere l'apatia che mi dominava solo per andare al cimitero. Dove non piangevo e non pregvao, ma fissavo il cielo e la statua di Gesù al crocevia tra le tombe. Guardavo senza vedere e non pensavo a niente. Una volta, mentre mi stavo preparando per uscire, fui presa da un sonno irresistibile. Mi distesi sul letto ad occhi chiusi. Credo di essermi addormentata e di aver fatto un sogno, ma conservando una qualche condizione di veglia. Mi sembrava di essere nello studio, dove scrivevo qualcosa al computer. Emilio stava alle mie spalle e mi osservava. Sapevo che era impossibile, eppure lui era lì con me:. A stento riuscivo a parlare: "Tu ... tu sei qui ... andrai da papà?" Emilio sorrideva. L'immagine era rarefatta ma concreta. Lo vedevo senza riuscire a credere che veramente fosse lì con me. Gli chiesi: Posso toccarti?
Senza rispondermi, mi prese la mano destra e se la passò sul corpo, che sentii tiepido e vitale. Di scatto, mi sollevai sul letto.  Mi sentivo rianimata da un calore dimenticato. Pensai che dovevo scrivere ogni particolare di quel sogno prezioso. Mi precipitai lì dove mi ero vista nel sogno, presi in mano una penna e, mentre cercavo con la sinistra un foglio di carta, avvicinai la penna alle labbra. Un profumo intenso, forse di rose selvatiche, mi avvolse prepotente e repentino. Rimasi stordita solo un attimo, immediatamente pensai che non volevo abbandonarmi a un'illusione, che non dovevo fidarmi di me stessa. Chiamai la cameriera e le chiesi di odorare la mia mano. "Che profumo!". Non contenta le feci odorare l'altra mano. "Qui sento solo l'odore della sigaretta".
Mi ero già preparata per uscire, era arrivato il momento di andare. Ma non al cimitero. Oggi dovevo raggiungere subito papà e portargli il profumo di Emilio. Che buon profumo! Tremando gli raccontai tutto, mentre lui mi ascoltava piangendo. Quella sera tornò a casa tardi, e la mia mano profumava ancora. Mi ero lavata più di una volta, perché Ginger e Fred avevano solo quattro mesi e facevano pipì dovunque.
La mia mano conservò il profumo di Emilio per parecchi giorni, più di due settimane. Quando svanì quasi non ne sentii la mancanza, il suo ricordo restava vivo, e sapevo che non era stata un'illusione).


I DONI DI DIO NEL CAMMINO DELL’UOMO.

Nella solitudine della morte
scopri che non sei mai stato solo e che già eri nell'eternità

26 ottobre 2002

Noi tre siamo già uniti persempre nello stesso Dio e nello stesso Amore. Lo volete capire testoni miei? I nostri diari sono il nostro persempre, perché mai alcun tempo ne potrà cancellare l‘eterna aspirazione, mai spazio alcuno ne saprà seppellire l’incontenibile verità. Così come incontenibile è il desiderio di comunicarvi la mia gioia universale di sapervi amati in cielo e in terra, ed io con voi.
Da ciò discende –per non eludere l’idea che il cielo sta su e la terra giù in basso- che continuerò a raccontare di noi all’infinito per lettera, per telescrittura o automatica, chiamatela pure come più vi aggrada, instancabilmente per mano del sempre più stanco scriba e, al bisogno, con la collaborazione di qualche altro amanuense, magari un po’ più tonico e disponibile del mio papi. Oppure per il tramite di mamma banana, ora che ha meno impegni.*
Troverò comunque il modo di farmi vivo nel modo migliore. Io vivo nel mondo migliore, mi è sufficiente togliervi la enne e il gioco è fatto. Scherzi a parte. Non sta a me togliere o aggiungere, e vi posso assicurare che noi spiriti di Dio siamo capaci per Suo volere solamente di dare. Né lo stesso Dio, d’altronde, è incline a togliere. L’ultima volta che lo farà saranno dolori per satana, satanassi e satanelli.
Il passato, il presente e il futuro sono le tappe del cammino dell’uomo, che misura con più attenzione e maggiore fiscalità le privazioni di cui colpevolizza Dio, spesso incurante dei doni ampiamente elargiti.

Quali? Si sta chiedendo qualcuno. La vita stessa, ad esempio, da vivere come esperienza di confronto, di verifica, di scelta, di pentimento, di perdono e di misericordia, alla ricerca di quell’Amore perso di vista tra le nebbie e le arie fumose della superbia, della presunzione e dell’incoscienza. Quell’Amore che pulsa di viva luce lì, proprio lì, lungo quel cammino oscurato dalla fitta foresta degli arzigogoli e degli inestricabili contorsionismi della mente. Ma un po’ più in là, dove la radura permette di guardare con animo aperto verso lo squarcio di cielo, lì la luce filtra con tutta la sua energia e il suo calore, e già ridà vita. Lì l’anima è sola con la luce, e basta un nonnulla perché se ne lasci inondare per sempre, per tutta la vita.

E’ nella solitudine della morte che scopri che non sei mai stato solo e che già eri nell’eternità, ed è lì che devi decidere quale eternità scegliere, quale ti è più congeniale. E se sai che riprendendo quel cammino non rientri nella foresta del buio, della solitudine, ma si aprono praterie pullulanti di vita luminosa, allora finalmente ti viene spalancato l’orizzonte sconfinato della verità e dell’amore più disarmanti e rassicuranti. Scopri che Dio è in te dall’eternità e che il tuo destino eterno non ha mai cessato di vivere, neppure nell’attimo fugace dell’esperienza umana. Altro che privazione, che rinuncia! Questo sì che è un dono del Signore.
Grazie vecchio scriba, di avermi dato ancora una volta una mano. Ti ci voleva l’aria e la luce della verde Umbria per ridarti la carica. Recita dunque una preghiera di ringraziamento a tutti i suoi santi, che vi hanno saputo apprezzare e godere il segno tangibile della presenza di Dio. Anche tu non perdere questa opportunità con mamma e con i piccoli.
Ciao

*Cielo che Poesia è stato appena consegnato alla stampa.


 

NOVEMBRE 2002

DEVOZIONE

10 novembre 2002

Miei cari e dolcissimi, che nel darmi la vita e nel consigliarmi la strada da percorrere mi avete indicato la via della Vita, desidero dirvi e manifestarvi tutta la mia amorevole gratitudine e quella di tutti i fratelli nostri in cielo, per non avermi fatto mai mancare in terra l'esempio della vostra devozione a Dio e verso il cielo, e qui in cielo il sostegno e la forza della vostra devozione a Maria Misericordiosa e al Figlio Suo Gesù. Cosa è la devozione? E' il consacrarsi con sottomissione a qualcuno. Votarsi a qualcuno, ad una impresa, ad una scelta di vita per viverla, condividerla in sacralità condividendola con ciò che è sacro, con chi è sacro. Ma non solo. Devozione è anche il riconoscimento e l'esternazione di tanti in forma di ammirazione, di gratitudine e di fede, della santità e della sacralità di coloro, meno numerosi ma non pochi, che hanno saputo e sanno consacrare a Dio ogni attimo della propria vita ed ogni aspirazione dei propri pensieri. Mi riferisco a quanti hanno avuto la gioia di veder riconosciuta la loro santità dalla forza delle devozioni che questo stato di Grazia sapeva suscitare, stimolare, scatenare. Parlo di tutte quelle creature di Dio elevate a santità a furor di popolo, per l'amore totale che manifestavano e distribuivano in nome e per volere del Signore. Il Signore è fonte ed ispiratore ed esempio Egli Stesso della Devozione. Chi più di Lui è, infatti, devoto verso i figli Suoi? Chi più di Lui consacra Se stesso alle Sue creature? Chi più di Lui Si vota, Si dedica, Si applica alla Sua umanità per ricondurla alla propria divina dignità? Come io so, miei cari, che la vostra devozione a Lui è divenuta totale, vale a dire sottomessa, quando mi avete saputo con Lui e con la nostra Madre Meravigliosa, vi posso pure assicurare che la devozione di Dio per l'uomo è totale e sottomessa sin dal Pensiero della Creazione. La disponibilità di Dio, del Suo Amore, e la Sua dedizione per questa Sua creatura capricciosa ed indisponente, sono, oserei dire, commoventi. Cosa non fa il Signore per riportarsi in cielo quanta più gente possibile? Io, certe volte, mi chiedo da dove prenda tutta questa Sua pazienza, ma poi Lo vedo risplendere in tutta la Luce del Suo Amore Assoluto e mi rendo conto di aver pensato una fesseria. Ma le fesserie sono scorie del passato, mentre, se ben ricordo, voveo, insieme a qualche altro verbo, vuole l'Infinito Futuro. A questo vi condurrà la vostra devozione. E così sia.


GRAZIE A DIO

13novembre 2002

Finalmente ci siamo. Ce l'abbiamo fatta, caro scriba e cara mamma banana. Senza di voi non so proprio come avrei fatto. Ma per fortuna non sono senza di voi, né lo sono mai stato, né lo sarò mai più. E neppure voi siete senza di me, perché io faccio parte del vostro amore vivo ed eterno, e vivo partecipe dell'eternità dell'Amore e Ve ne testimonio e perpetuo l'Eternità. Il senza è dunque da archiviare per sempre. Infatti, non si può vivere senza Dio o senza amore perché dove Essi sono c'è il nulla assoluto. Ma dal momento che Dio è ed ama, il nulla assoluto non esiste, tanto meno dopo la morte. Negare Dio e il Suo amore non vuol dire azzerarLi, cancellarLi, dal momento che sono infiniti, indelebili ed eterni. Significa soltanto credere nel buio, nel caos, nel nulla. (E qui la penna si ferma. Riprende a scrivere dopo un po' e dopo aver lasciato uno spazio vuoto nella pagina). Vedi cosa succederebbe, caro scriba, se Dio e Amore non ci fossero di fuori e dentro il tuo caldissimo cuore? Questa penna si incepperebbe, non procederebbe di un millimetro o scriverebbe il nulla, come se fosse caricata ad inchiostro simpatico. Ed invece ha riversato su bianca carta fiumi d'inchiostro, che raccontano dell'Amore di Dio, della forza del Suo Amore e della grandezza della Sua generosità. RingraziamoLo dunque per averci illuminati, ispirati e guidati in questa esperienza stupefacente ed esaltante. RendiamoGli grazie per aver reso indissolubile la nostra unione e fortificato la vostra fede. RicambiamoLo con tutto l'amore che proviamo per Lui, se non nella quantità, nell'intensità e nella qualità, almeno nella sincerità e nella gioia che lo alimenta. E non dimentichiamo mai di rivolgere la nostra gratitudine alla Beata Madre Misericordiosa, Che sempre intercede per noi, rinnovandoLe tutta la nostra devozione. I nostri cuori sono dedicati a Lei perché se ne faccia padrona e patrona, e li faccia pulsare al ritmo incessante e perpetuo dell'Amore generato per volontà del Signore. Quali nulla, quali senza possono annichilire queste forze incontenibili e concrete, questi Amori così risplendenti di gioia, di generosità incommensurabili? Nulla e nessuno. Ci vogliamo bene. Crediamo in Dio e nel Suo Amore. E dunque siamo tutt'uno con Lui ora e sempre. Sempre che Lui sia d'accordo. Ciao, bacioni dal vostro


 

DICEMBRE 2002

PRIMI PALPITI

1 dicembre 2002

Cuore. Credi di sapere tutto su questo organo, caro il mio cardiologo, ma le tue conoscenze, peraltro non del tutto definitive, riguardano l'origine, la natura ed il funzionamento di quel piccolo muscolo cavo che in un cantuccio del petto sovrintende tutte le funzioni vitali di un organismo. Ad esempio, ti sei mai chiesto, caro papi, in quale preciso istante della vita questo cuore comincia la sua instancabile attività e quando se ne possono registrare i primi palpiti? Per quanto circostanziata ed aggiornata possa essere la tua risposta sotto il profilo scientifico, sappi che essa non corrisponde alla realtà. La vita potrebbe iniziare, ad esempio, quando i classici due cuori si incontrano e decidono di fare due cuori e una capanna, per consolidare e consacrare il proprio vincolo d'amore. Oppure quando due cellule riproduttive mescolano il loro patrimonio genetico e si riproducono moltiplicandosi. Ma il cuore potrebbe battere già prima, da molto prima. Esattamente da quell'istante in cui Dio diede il via al Suo progetto creativo. E perché non nello stesso attimo in cui lo ideò? O meglio, non potrebbe aver conosciuto i primi sussulti dall'Eternità di Dio stesso? Se così fosse, allora l'incommensurabile ed eterno Cuore della Vita si rimpicciolirebbe in un muscoletto in miniatura, e per di più mortale. Proprio così. Ma, se le sue piccole cavità sono pervase d'Amore di Dio e Gliene rimandano amore, allora questo cuoricino, quando cesserà di fremere di gioie e di dolori terreni, riprenderà a pulsare in sintonia con il battito pulsante dell'Energia Eterna ed Infinita, centro e cuore di quell'Amore che non si esaurisce e non si spegne mai. E tutte le cicatrici di cui è coperto scompariranno e si dissolveranno nella gioia per il ritorno al Padre e al Suo popolo divino. Più amore entra nei cuori, più essi ne distribuiscono ad ogni sistole. Più freneticamente batte il cuore per amore, più aumenta la sua portata. Ecco il motivo per il quale chi riceve l'Amore di Dio non può sottrarsi al dovere di ridistribuirLo e di condividerNe la gioia. L'universo di Dio è il cuore di tutti i cuori e pulsa d'Amore per garantire ad ognuno di essi la vita senza fine. Hai sentito spegnersi il battito di tanti cuori, caro papi, ma penso alla gioia che proveresti a sapere che alcuni di questi non hanno mai esaurito la loro vitalità anche per tuo merito e dell'amore che gli hai dedicato. Ecco cosa è bene conoscere del cuore, caro il mio cardiologo. Prova ad ascoltare anche il tuo cuore, caro papi, e se si sente qualche tono aggiunto o qualche soffio, quello sono io che ci dimoro beato e me la canticchio allegramente. Uniti per sempre. Ciao


TANA LIBERA TUTTI

14 dicembre 2002

Caro papi, è proprio così, al Signore piace giocare a rimpiattino. Quando tocca a lui nascondersi fa di tutto per lasciare segnali, indizi della Sua presenza. Più che nascondersi sembra Si mimetizzi tra gli alberi o nell'azzurro del cielo, o nel chiarore delle acque o nel profumo dei fiori, non è tanto difficile accorgersi della Sua presenza. Poi, quando tocca a Lui accecarsi, fare la conta e andare a scovare quelli che si nascondono, pur sapendo benissimo dove stanno, non certo perché spia di sotto il braccio ma perché, in fondo, Lui è il Padre eterno, allora ti accorgi che fa di tutto per farsi fare tana. E se gli capita e di aver stanato qualcuno, ecco che subito lo affranca con un bel tana libera tutti.

Questo è per Lui il momento più bello del gioco. Far finta di essere colto di sorpresa e lasciarsi battere nella corsa per la libertà. Nel rapporto d'amore che Dio intrattiene con le Sue creature, l'uomo è quello che più di ogni altro ha smania di libertà ed è quello che vorrebbe sempre battere il Padre suo nella corsa a fare tana. Ma, se ciò accade è perché il Signore glielo concede, pur essendo Lui il più veloce ed il più accorto. Infatti, come è possibile rendersi irreperibili ed invisibili agli occhi di Dio? Come si può coglierLo di sorpresa?

Per quanto l'uomo tenti di far perdere le proprie tracce, magari allontanandosi fuori dei confini del gioco, il Signore lo rintraccia sempre, salvo poi farSi precedere nella corsa a fare tana. Iddio riconosce al Suo compagno di giochi il diritto alle proprie scelte e la soddisfazione di sentirsene responsabile. E, alla fine del gioco, sarà proprio Lui a liberarlo per sempre. se le scelte e l'operato saranno coerenti con lo spirito e le regole del gioco. "Tana libera tutti" è il grido gioioso con il quale il Signore accoglie nella Sua Libertà i figli che hanno saputo gioire con Lui nel gioco a rimpiattino della vita. "Tana libera tutti" è il grido liberatorio dell'anima che ha avuto la forza di chiedere il perdono per i propri eccessi di libertà e che, ottenutolo, abbatte il muro della morte sentendosi catapultata in cielo in una corsa mozzafiato.

"Tana libera tutti" è il grido con il quale il cielo esulterà in giorno in cui tu, caro papi e cara mamma, farete ritorno alla casa del Padre dove mi troverete pronto a correre tra le vostre bracca e rimanervi stretto per sempre. Non vedo l'ora. Ciao.

15 dicembre

Ma è un po' di tempo, caro papi, anzi sta diventando un po' troppo, che l'uomo un è più tanto disponibile al gioco del rimpiattino. Lo ritiene troppo semplice e un tantino cretino. Starsene inquattati ad aspettare che quel Signore ti venga a cercare, magari frugando in ogni angolo del cuore? Meglio starsene per i fatti propri nascondendosi il meglio e il più lontano possibile, senza accennare alcun tentativo di andarsi a liberare dal Suo marcamento asfissiante alla luce del sole, in un confronto diretto.

Meglio operare nella penombra, ancor meglio nell'oscurità. Poco importa se si lascia quel vecchio Signore un po' strampalato ad aspettare al palo che qualcuno venga a liberarsi. Che continui pure a contare sull'uomo, magari all'infinito. Lui che è eterno può. Ma non è infinita la Sua pazienza, e vanno maturando i tempi del Suo disappunto e della Sua disapprovazione. Allora nessuno, che non lo si consideri un gioco d'amore al quale lasciarsi andare con la gioia dei semplici, sarà ammesso a partecipare a questa mosca cieca simbolica. Quanti non ne avranno lo spirito saranno inviati a prendere parte allo schiaffo del soldato, bendati e nelle vesti del soldato ovviamente. Ne vedremo delle belle. Ma voi non abbandonate al palo quel Signore. Mai. Giocate con Lui per sempre.
Ciao giocherellone


SANTO NATALE   
LETTERINA PER TUTTE LE MAMME

25 dicembre 2002

Ciao mamma dolcisima mia, dolcissima mamma, a te dedico questa letterina natalizia, mentre tutti i figli in cielo, quelli che stanno per affrontare l'avventura terrena e quelli che si avventurano nell'eternità, rivolgono la propria amorosa attenzione alle loro mamme. In questi istanti tutte queste mamme speciali vivono le stesse emozioni e le stesse speranze della Mamma di tutte le mamme e di tutti i loro figli, Che sta per mettere al mondo il Salvatore.

E ogni nascita è un miracolo. In terra e in cielo. E ogni mamma è un miracolo, perché dall'istante in cui lo diventa, cioè dal concepimento, non cesserà mai più di essere mamma. Io lo so perché ce lo testimonia e ce lo insegna la nostra Madre celeste che fa della Misericordia la Sua massima virtù, dopo quella di essere per sempre la Mamma di Gesù il Figlio di Dio. E la Misericordia di Maria è l'Amore più sublime, più commovente e più gratuito che Iddio abbia saputo infondere nella creatura umana, certamente più divinamente ispirato di quello di cui dotò i progenitori dell'umanità. Perché Maria Ne accettò la Volontà dichiarandosi Sua serva incondizionatamente, per condividere con Lui le gioie e i dolori di genitori che avrebbero allevato nell'Amore l'uomo divino, l'Agnus Dei che si sarebbe fatto carico di tutti i peccati del mondo per riportarvi l'Amore della Misericordia e della Redenzione.

Anche voi, care mamme, quante di voi hanno accettato e accettano la volontà del Signore non per rassegnazione ma per la gioia del dono donato, vi apprestate a compiere il miracolo che porterà i vostri figli adorati ad essere quegli angelici figli di Maria che le faranno da scorta, ed esercito celeste nella cacciata del padre del peccato dal paradiso terrestre e nella sua improcrastinabile morte eterna. Quando tutto questo si sarà compiuto, allora alla gioia si aggiungerà l'orgoglio che Maria Santissima esprime con la Sua dolcissima Misericordia nella persona del Figlio al Quale dà la luce ad ogni Natale, e di tutti i Suoi figli sparsi nel mondo del dolore transeunte ed in quello dalla gioia eterna.

Ciao care mamme da tutti i vostri figli in cielo, coccolati e protetti da quella Mamma che Si riconosce nel vostro amore e Se ne fa testimone e dispensatrice. Ciao.


MOSCHE BIANCHE E MOSCHE NERE

27 dicembre 2002

Caro papi, capita non di rado che uno cerchi la soluzione di un problema, e quella è lì a portata di mano ma lui non se ne avvede. Accade più di frequente che uno vada alla ricerca della verità, ci sia immerso sino agli occhi ma non se ne accorga. In entrambi i casi i cercatori non se ne rendono conto. Perché? Per il semplice motivo che guardano senza vedere, cioè senza prestare attenzione, molto spesso demotivati perché privi della curiosità e dell'inesperto stupore che contraddistinguono i processi di conoscenza dei bambini. Tutti sanno di tutto, fuorché del senso di autocritica di cui sono dotati gli umili intelligenti. Tutti disquisiscono su tutto. Tutti insegnano tutto, e coloro che non si imbarazzano nell'imparare sono diventati rari come le mosche bianche. Tutti si sentono mosche nere, tutti ugualmente ed anonimamente accomunati nella presuntuosa intransigenza della propria reale ignoranza. Tutti sono omologati in titoli accademici abbastanza fantasiosi e bizzarri. Tutti si straparlano addosso. Nessuno è disposto ad ascoltare qualcuno, se non se stesso. In una babelica confusione, che preclude ogni possibilità di soluzione dei problemi o di scoperta della verità. Ma chi attizza questo cancan, questo rumoroso e fumoso casotto ideologico? E' lui, il principe del fumo, il re del buio nelle idee, nei sentimenti, nella chiarezza. E' l'inventore dei fumogeni e delle nebbie. E' il signore degli arzigogoli e delle tortuosità. E' il predicatore dell'apparire contro l'essere. E' il press-agent dell'effimero e del superfluo. E' il procuratore e lo sponsor dell'inutile e dell'orpelloso. E', insomma, il seminazizzania per antonomasia, il divaricatore, il sobillatore, la quintacolonna, il diavolo. Tu sei sommerso di verità a tal punto che ti asfissia? Arriva lui, e sentenzia che la verità è bugiarda, che la natura è matrigna, che il destino è cinico e baro, e perciò "carpe diem perché di doman non v'è certezza". Come fa allora un povero disgraziato a concentrarsi sui segni, sui segnali, sui prodigi che la verità gli mette sotto il naso in continuazione? Come fa a dar retta all'unico concreto, se è frastornato dal molteplice evanescente? Come fa, per venire al sodo, a riconoscere la presenza di Dio? La risposta è molto più semplice e disarmante. Lì dove satana si agita e si adopera come un satanasso, promettendo gloria, potere, ricchezze, successo, bellezza, e regalando violenza, guerra, sangue e morte, proprio lì c'è Dio. Egli non si nasconde all'uomo, anzi, gli si para davanti per impedirgli di procedere lungo la strada del male, e gli apre le braccia per accoglierlo e proteggerlo. E' possibile non accorgerseNe? Dio è proprio così trasparente? Ebbene si, ma Lo senti ugualmente, se Lo vuoi sentire. Te Ne lasci proteggere e coccolare, se gradisci le Sue coccole e la Sua protezione. Ti fai guidare e consigliare da Lui, se Lo hai scelto come guida. Aspetti il Suo Regno, se in Lui hai riposto la tua fiducia. Tutto ciò non ha nulla a che fare con le fantasie sgangherate e fragorose del signore delle tenebre. Le promesse del Signore della Luce sono consistenti per semplicità, compostezza, essenzialità. Il Signore Iddio non tradisce mai.
E così sia. Ciao. ve lo garantisce.


TRE REGOLE D'AMORE INESAURIBILE
BUON ANNO

31 dicembre 2002

Caro papi, nel trascorrere inesorabile degli anni, chi misura il tempo, se non il tempo, e chi rende inarrestabile la decomposizione delle cose materiali, se non il tempo che si esaurisce? E chi, invece, facendosi beffa delle regole e delle angherie del tempo, spalanca le porte dell'eternità dinamica ed incorruttibile, se non l'amore? Ma com'è possibile, se si dice che anche l'amore consuma e si consuma? L'Amore di Dio No. L'Amore di Dio è inesauribile, al contrario del tempo non conosce pause né flessioni, non si distrae mai né va mai in ferie. E' un amore stacanovista, proprio perché l'eternità non si consuma mai. Ma come si fa ad accedere a questa dimensione così prestigiosa e gratificante? Non è difficile. Anzi, è abbastanza banale. E' sufficiente rispettare tre regole. Primo: avere fiducia in Dio e nel Suo Amore, cioè credere nell'Amore supremo. Secondo: resistere alle tentazioni del tempo. Terzo: fare affidamento nella Misericordia dell'Amore se le tentazioni hanno il sopravvento, e nella forza del perdono invocato e di quello accordato. Se ci si attiene a questi principi gli anni scorrono senza pesare, senza lasciare il segno, senza consumare, senza annoiare, nell'attesa che svaniscano nell'eternità, misura dell'Amore del cielo. Allora vale la pena di gioire per ogni anno che passa e per ogni anno che si fa avanti. Allora ha senso festeggiare ogni anno in meno, che sempre di più ci avvicina alla vita senz'anni. Allora l'amore per gli anni non ritarda l'eternità dell'amore. La vita eterna è amore che non si esaurisce mai, anzi è Esso stesso fonte di vita, che sopravvive agli anni e persino alla loro morte. Amare è non morire se vivere è amare. Noi ci amiamo e perciò viviamo, e perché amati da Dio la nostra vita è eterna, come lo è il Suo e il nostro amore. Che non morirà mai. E noi con Lui. Ciao, sempre più vecchio scriba.

Ciao, sempre più prossimo papi. Ciao, mamma sempre più vicina. Buon anno. Ciao.


CIELO CHE POESIA - secondo diario di un angelo