La via più breve per guadagnarsi la vita eterna è quella di credervi con tutta la fede e la ragione possibile. Allo stesso modo si annulla qualsiasi distanza tra cielo e terra, tra noi e voi. Soltanto pochi di voi se ne rendono conto e ne traggono motivo di gioia. Gioia che va comunque condivisa perché nasce dall'Amore universale di Dio, che è bene comune e non deve essere goduto da pochi fortunati. Uniti per sempre. Ciao


 

Emilio Crispo giovane angelo

Le sue lettere del 2001- luglio, agosto.

luglio agosto

LUGLIO 2001

2001 2 LUGLIO

VELOCISSIMAMENTE
Verso il traguardo della propria vicenda umana

Mia dolce e amorosa mamma, tu hai proprio ragione quando dici che nel percorrere la stessa strada, lo stesso sentiero, la volta successiva hai la sensazione che siano più brevi e che si impieghi meno tempo. Sembra un paradosso ma è proprio così.

Infatti non è una questione né di spazio né di tempo, ma tutto dipende invece dal tempo che la memoria impiega per immagazzinare i singoli eventi, le singole vicende, i singoli punti rilevanti che incontra la prima volta lungo il percorso. Sicché, la volta o le volte successive che vi si avventura, essa è tutta proiettata verso il punto d'arrivo e non si lascia prendere e distrarre dalle stazioni intermedie. Il risultato è che, divenuto esperto di un'avventura, quando vai a riviverla sembra che si consumi in un istante, anzi la si vive in un attimo.

La stessa cosa accade con la vita. E' vero che la vita terrena non la si percorre per più di una volta ma, per quanto lunga possa essere, una volta che ne hai scoperto e memorizzato le incognite in gioie e dolori, e hai imparato a prevederne la ripetitività, da quel momento in poi, essa, la vita, scorre via veloce verso il traguardo che si avvicina rapidamente.

Allora ti accorgi che, dato per scontato che il tempo è diventato il fattore ininfluente o indifferente, il vero ostacolo che condiziona il raggiungimento del traguardo, è quello spazio lungo il quale l'individuo acquisisce la memoria di esperienze terrene e spirituali, le mette a confronto tra di loro e da questo confronto trae il viatico e l'ispirazione per una appagante conclusione della propria vicenda umana. Che raggiunge l'optimum quando si lascia guidare dalla Parola di Dio.

Quindi, per quanto tutto questo possa sembrare ancora una volta paradossale, la via più breve per guadagnarsi la vita eterna è quella di credervi con tutta la fede e la ragione possibile.
E, a chi crede che la mia vita sia stata interrotta prematuramente, rispondo che ancora una volta il fattore tempo è risultato ininfluente anche nel mio caso, e che lo spazio di vita già trascorso era stato più che sufficiente a trasformare un'avventura in conoscenza e coscienza di Dio, sicché, da quel momento in poi velocissimamente, mi sono avvicinato a Dio ed ho potuto godere per sempre della Sua immensa Misericordia e del Suo Amore infinito. Da quello spazio di vita in poi vivo la vita eterna, dove lo spazio si misura in luminosità che ricevi della Luce di Dio, e la velocità in intensità di Amore del quale Egli ti investe.

Allo stesso modo si annulla qualsiasi distanza tra cielo e terra, tra noi e voi, solo che soltanto pochi di voi se ne rendono conto e ne traggono motivo di gioia. Gioia che va comunque condivisa con i meno dotati, perché, nascendo dall'Amore universale di Dio, essa è bene comune e non deve essere goduto da pochi fortunati.

A quanti vi diffidano dal continuare ad essere fortunati in tal senso, noi vi invitiamo a rispondere che non siete voi a praticare il culto dei morti contro la Parola di Dio, ma siamo noi a coltivare per la vita eterna tutti coloro, loro compresi, che ritengono Dio incapace di esprimere la Propria Parola e la Propria Volontà fuori dagli schemi dei quali sono schiavi difficilmente affrancabili. Ma il Signore è Buono e Misericordioso, ve lo posso assicurare, e al momento opportuno saprà perdonarli anche della poca stima che hanno di Lui.

Che il Signore vi benedica tutti, e così è. Bacioni dal vostro Ciao


2001 17 LUGLIO

SASSOLINI E PIETRE MILIARI
Ma Pollicino non c'entra

Caro papi, ti ricordi la favola di Pollicino, quel bambino che, percorrendo la strada sconosciuta del bosco, si lasciava dietro le pietruzze per non perdere l'orientamento nel ripercorrere la via del ritorno? Orbene, questa favola non ha niente a che vedere con il nostro discorso, se non nel fatto che io e te siamo insieme quel Pollicino. Io lascio dietro di me delle pietruzze che tu dovrai trovare e seguire per ritrovare la strada, che riconduce alla casa del Padre e alla Sua e nostra gioiosa famiglia. D'altronde, per rimanere al tema e al racconto della favola, l'uomo può essere paragonato a quel bambino che, dovendo affrontare il percorso misterioso della vita da ripercorrere a ritroso senza difficolà, si lascia dietro delle tracce effimere come le mollichelle di pane. E' inevitabile che queste siano destinate a divenire cibo degli uccelli e degli altri animaletti del bosco, che stanno lì proprio per cancellare qualsiasi segnale non duraturo della via del ritorno.

E allora torniamo a noi, e alla nostra favola personale ed universale al tempo stesso. Se io non lasciassi lungo il percorso virtuale, che mi ha già condotto e mi riconduce a Dio in ogni istante della spola che faccio tra il cielo e la terra, consistenti ed indelebili segni del mio passaggio, come potrei essere sicuro che voi, tu, mamma e tutti coloro che mi amano ed amano il Padre, la Madre ed il Fratello celeste, non rischino di perdersi nel bosco, e magari di non ritrovare la giusta via? Il Signore ha già lasciato in giro frecce, cartelli, segnali di senso unico o proibito, e di parcheggio a tempo limitato, curve pericolose, divieti di sosta, ecc. ecc. ecc. Il tutto, non per il gusto di proibire, imporre, multare, ma per rendere più scorrevole e meno accidentato il viaggio.
Con le mie letterine, ora vuole segnare il chilometraggio stradale, disegnare la linea di mezzeria sicché si sappia in quale carreggiata stiamo viaggiando e se la direzione è giusta, quando possiamo sorpassare e quando no, quando dobbiamo fermarci allo stop e quando abbiamo invece la precedenza, insomma, tutto quanto serva per farci compiere un viaggio sicuro e confortevole. Le letterine sono dunque le pietre miliari, disseminate lungo la via più breve e scorrevole che unisce il cielo e la terra rendendoli 2 mondi contigui e facilmente accessibili.

Gli autisti più avveduti, più disciplinati, e meno distratti, difficilmente perdono l'orientamento. Altri possono avere piccoli incidenti di percorso, per incuria, disattenzione, inosservanza o inadempienze, ma raggiungono ugualmente la meta. Altri, invece, sono troppo spericolati, viaggiano contromano, si affidano a mezzi inadeguati e a codici fuori legge, e allora rischiano di perdersi per sempre.

I codici, i regolamenti e tutta la segnaletica, sono come la voce della fede, quella fede che ti permette di metterti in viaggio lungo una strada mai percorsa che le mappe stradali ti danno come la più breve, la più sicura e magari anche la più piacevole turisticamente parlando. Le letterine sono invece più modestamente paragonabili a quel richiamo all'attenzione nella guida e all'osservanza del codice, che si prova quando appare ai bordi della strada la pattuglia di polizia, pronta a segnalarti l'infrazione. E' una piccola emozione, un piccolo tuffo al cuore che ti costringe ad essere un po' più buono almeno per un po'.

Come vedi, caro papi, la favola di Pollicino c'entra come un cavolo a merenda ma, come tutte le favole, contiene un messaggio di verità. Che, nel caso specifico, è il seguente: lascia sempre segni concreti di te e del tuo desiderio di seguire la retta via. Sii ad essi coerente e lasciati guidare ed aiutare, in questo, dalla coerenza della fede che ti ha ispirato a compierli. E, quando hai le idee confuse e un po' annebbiate, prova a rileggerti qualche vecchia letterina o a leggerne una nuova, e vedrai che tutto ti apparirà più chiaro e realizzabile, anche l'impossibile.
E' vero, vecchio scriba fedele? E' vero, vetusta ed inesauribile penna? Ciao, e grazie di cuore ad entrambi, e a mamma per il prezioso contributo che dà nel recuperare questi preziosi sassolini. Ma soprattutto rendiamo grazie a Dio, l'unico e vero ispiratore di questa storia meravigliosa. Vi voglio a tutti un bene immenso e speciale.

Ciao


2001 22 LUGLIO

LA GIUSTIZIA DELLA VOLONTA' DI DIO
E nostro compito di testimonianza

Mi piace stare qui con voi, miei cari, nella pace e nella serenità dei vostri cuori. Il Signore ha fatto proprio un bel lavoro dandovi la forza di affrontare con fermezza il dolore, per farvene corazza e scudo, lancia e spada, fede e fortezza. Ora siete suoi soldati ed Egli vi raccomanda di prendervi cura di quanti potrebbero viceversa soccombere al dolore simile al vostro, e lasciarsi annegare nella disperazione più cupa e rancorosa. E' un compito bello ed importante che svolgeremo insieme con tutto l'impegno necessario a non deluderne l'Ispiratore, per non tradire le vostre coscienze, per non abbandonare coloro che nel dolore leggono e vedono compiersi il segno di una volontà divina ingiusta e disumana.

Dio conosce invece molto ma molto bene le vicende dell'umanità, nel suo complesso universale e nell'universalità di ogni singolo del quale il Figlio incarnato rappresenta la Sua partecipazione diretta ed appassionata. L'onniscienza di Dio va al di là di ogni umana immaginazione, eppure cerca di ispirarne ogni istante, ogni anelito, ogni speranza. E' così anche per il desiderio di giustizia che Iddio proietta al di là della vita terrena, ma ha umanamente accettato e subìto nella interpretazione che uomini privi di pietà e di misericordia ne hanno elaborato.

E' facile, è umano, è scontato, sostenere che Dio è ingiusto quando una disgrazia, una malattia, una morte prematura ti sprofonda nei tetri abissi del dolore. Mentre è quasi impensabile accettare che si compia, o in tal modo si sia compiuta la volontà divina.

Ma qual'è la volontà divina, oltre a quella di garantire alle proprie creature la gioiosa convivenza con Lui in eterno? E' la volontà del Creato. E' la volontà di un uomo felice al centro dell'universo. E' la volontà del perdono. E' la volontà della misericordia. E' la volontà della redenzione. E, con essa, è la fiducia nel creato, nell'uomo felice al centro dell'universo, nel perdono, nella misericordia, nella redenzione.
E' dunque la fede in una volontà che non tradisce mai, non abbandona mai, non disereda mai. Questo vi si chiede di testimoniare, questo vi dovete sentire fiduciosi di raccontare per via della vostra personale esperienza che muove dal volere di Dio, e si è maturata attraverso la vostra consapevole e convinta adesione alla Sua volontà, senza mai rinunciare alla vostra dignità di genitori e di figli di Dio al tempo stesso.

Abbiate perciò fiducia, miei cari, nella vostra capacità di amare Dio oltre il dolore, e di condividere con Lui tutto l'amore che nutrite per me. Questo vi darà l'energia e la certezza di operare per Lui e per l'uomo in cui si manifesta già nella vostra sede terrena, e vi permetterà di acquisire meriti ancor più consistenti di quelli che vi derivano nell'averGli dedicato vostro figlio.

Il sottoscritto, o meglio il soprascrivente, che è fiero di voi e vi sostiene con tutto il Suo, il nostro amore indissolubile ed ormai eterno.

Ciao e in bocca al lupo.


2001 25 LUGLIO

ASCENSIONE OLTRE L'ATMOSFERA
Il gas del palloncino e l'esplosione finale

Ciao papi mio, che ne diresti di fare con me quattro passi sopra le nuvole? Lì dove l'aria è più rarefatta e la fantasia trova più naturale collocare la consistenza dello spirito?
Come se lo spirito fosse un gas, e con esso magari si potesse gonfiare un palloncino da lasciar libero di volare su, su in cielo sino a vederlo scomparire. E se fosse proprio così?

Potremmo pensare allora che, in parallelo, lo spirito di Dio entri nell'involucro corporeo, per dargli non solo forma ma soprattutto spinta ascensionale. E allora non sarebbe difficile darsi l'appuntamento per farsi quattro passi tra le nuvole e ritrovarsi con tanti vecchi amici di un tempo. Però bisognerebbe fermarsi in quel punto nel quale l'atmosfera è talmente rarefatta da rischiare di far esplodere il gas, cioè lo spirito contenuto nell'involucro, lacerando quest'ultimo in mille pezzi.

Ma, in realtà le cose non stanno così, perché lo spirito o, se preferisci, l'alito o la fiammella di Dio non è il gas o la fiamma del gas, ma è l'espressione più pura e più potente dell'Energia della Fonte della vita, e questa energia vivifica e moltiplica la materia inerte, facendole assumere a piacimento forme, dimensioni e funzioni secondo modalità e codici che si è compiaciuta di fissare per sempre, sin dai tempi in cui diede mano alla Creazione.

Allora questa Energia aveva veramente collocato l'uomo, fatto di spirito e di corpo incorruttibile, in una sorta di mondo quasi sospeso tra cielo e terra, perché allora non esistevano confini tra le due dimensioni. Né in verità ne sussistono ancora, almeno per lo spirito, mentre il corpo, resosi deperibile per la contaminazione del peccato, è costretto a posteggiare sottoterra sino a quando l'energia della Fonte della vita non lo ricondurrà a vivere in spirito nel sua primordiale dimensione, e salendo in alto non rischierà più di frantumarsi nell'atmosfera rarefatta, perché non vi sarà più alcuna atmosfera se non quella che si respira accanto a Dio. Si tratta di una vera e propria ascensione. Cioè di un elevarsi spiritualmente al livello di Dio, portandosi appresso una dimensione corporea splendente come quella del Figlio di Dio e della Sua e nostra Madre Misericordiosa.

Ma ciò sarà possibile solo quando il mondo si libererà per sempre del peccato in un'esplosione di Energia purificatrice e rivitalizzante.
Per il momento, cioè sino ad allora, ognuno cerchi di fare il proprio dovere, che in definitiva è quello di operare nel rispetto di se stesso, del proprio prossimo e del proprio Dio, in attesa della Sua assoluzione finale e definitiva. Sino a quando tutta la terra esploderà proprio come un palloncino, liberando tutta l'Energia dell'Amore di Dio sì che cielo e terra diventeranno un tutt'uno.

Proprio come è in questo attimo e tutti gli altri istanti dell'eternità. Ma voi non potete ancora rendervene conto e vi dovete accontentare delle fiabe che vi racconto. E a me piace tanto raccontare favole, specie quando sono vere. Abbiate dunque fede e le favole e i sogni diventano realtà.

Ciao dal vostro pippo. Ciao mamma banana, sei contenta?



AGOSTO 2001

2001 3 AGOSTO

FISICITA' DELL'AMORE

L'amore non cancella mai la consistenza fisica dell'amato. Mio caro papi, vorrei tanto che tu riuscissi a vedere quale bagliore si nasconde dietro il bagliore della luce che in questo attimo illumina il cielo. E' il bagliore del mondo dello spirito che brilla di luce propria ed è pervaso dalla Luce di Dio.
Cara mamma, vorrei tanto che tu riuscissi a sentire, dietro l'afa insopportabile del giorno, il calore gentile ad affettuoso delle anime che anelano di renderti partecipe del loro amore e dell'Amore di Dio. Questo per significarvi che, nella luce fredda della luna, così come nel bollore asfissiante di un giorno d'estate, si cela comunque la presenza di Dio, che fa di tutto per scaldare quella luce fredda e mitigare quell'aria arroventata.
Solo che l'uomo apprezza soltanto ciò che vede e ciò che sente, e se ne lascia talmente condizionare da non accorgersi che dietro a quegli eventi naturali, siano essi emozionanti o fastidiosi, c'è sempre e solo la mano di Dio che è l'artefice unico di quella natura incantevole ed ostile al tempo stesso.

Caro vecchio scriba, allo stesso modo alcuni hanno la necessità di avere costantemente un contatto fisico per sincerarsi dell'esistenza di qualcuno da amare o da odiare.

La fisicità è condizione essenziale per provare un sentimento? O è sufficiente solo il ricordo? E, per raccontare il proprio amore, è obbligatorio avere accanto la persona amata, o basta parlarne o scriverne? O meglio, parlarne per iscritto a chi si ama?

Sai già le risposte da dare a queste domande, caro papi, che non sono rivolte per caso, ma per ricordare che l'amore non cancella mai né distrugge mai la consistenza fisica dell'amato, anche se è lontano mille miglia, magari ne esalta la bellezza e ne apprezza le doti migliori. Lo scritto, le lettere ne testimoniano la volontà di manifestarsi fisicamente a distanza. Quando io vi scrivo, vi dico che l'amore che nutro per voi nello spirito si porta appresso quell'Emilio in carne ed ossa nel quale cominciò a vibrare e ad esprimersi nel vostro indirizzo. Cosicché voi, quando mi ricevete, mi vedete fisicamente impegnato a scrivervi per darvi mie notizie, da un posto lontano ma non più di tanto. Un posto che esiste e nel quale io stesso esisto perché è sovrassaturo di Amore, quell'amore che mantiene in vita oltre la vita. Me lo saprete ridire quando verrete a trovarmi.

Nell'attesa che ciò si avveri, bacioni. Ciao


2001 6 AGOSTO

DISCESA IN TERRA DI MARIA MISERICORDIOSA
Non spaventatevi quando si darà inizio alle operazioni

Caro papi, conosco la tua ritrosia di mostrarti agli altri nelle tue funzioni di vecchio scriba ma, se permetti, non la condivido. Per la semplice ragione che, per quanto possa essere scettico l'osservatore, per quanto qualcuno ti possa considerare un impostore, è pur vero che la réclame è l'anima del commercio e, se la materia che viene reclamizzata è quella della fede in Dio, ben vengano certe imposture, alla faccia di certi scettici.

In questa tua ormai lunga militanza tra l'esercito di scribi che più o meno segretamente sono in piena attività sulla terra, perché noi non vi abbiamo abbandonato né abbiamo intenzione di abbandonarvi, avrai notato come io ti sproni a farti conoscere nella tua vera identità in particolari occasioni, e quasi sempre con genitori che hanno i propri figli in Cielo insieme a me. Tutto questo, sappi caro papi, sappiate cari genitori, non è occasionale né in Cielo né in terra.

Voi siete infatti l'esercito di genitori destinato ad aprire la strada, o meglio gli animi, all'esercito degli Angeli che precederanno ed accompagneranno la discesa in terra della Liberatrice Misericordiosa dal peccato dell'uomo, Maria Madre di Dio e del Suo diletto Figlio, e di tutti i figli Suoi diletti. Colei che schiaccerà persempre la testa del serpentedrago, e donerà all'umanità redenta il diritto eterno a godere dell'Amore di Dio.

Vedrete che fine faranno gli scettici, e quanti vi considerano esaltati o vaneggianti di disperazione! O meglio, per tranquillizzarli, vedrete che faccia faranno! Ma possono mettersi l'anima in pace perché, riacquistando anche quella pace dell'anima, potranno anch'essi usufruire del perdono e partecipare alla festa grande dell'uomo di Dio.

Noi siamo qui, non affacciati alla finestra per goderci lo spettacolo sottostante, ma siamo folla vociante ed elettrizzata insieme a voi, in una calca impalpabile ma dolcissima. Non spaventatevi quando si darà inizio alle operazioni. Ognuno saprà esattamente cosa fare, e a nulla varranno i consigli e le raccomandazioni delle nostre mamme tenere e trepidanti. Noi ci contiamo, c'eravamo già contati prima, eravamo già stati contati e scelti. Contatevi anche voi, scribi, mamme, papà, e scoprirete che dalla gioia di uno solo di voi potranno godere tanti altri, a condizione che sappiate condividere con essi il vostro dono che qualcuno considera fortunato.

Di fortunato vi è solo il momento in cui tutti si scopriranno compatti ed uniti dall'amore dei figli e per i figli, ed insieme muoveranno alla riconquista della propria identità ed alla riappropriazione della propria dignità di figli di Dio, che anelano alla salvezza anche degli scettici, degli increduli, dei prevenuti o indifferenti.

E con questo augurio-certezza noi figli-angeli, un po' angeli ma tanto, tantissimo figli, vi mandiamo la nostra benedizione e già riceviamo la vostra.

&C.  Ciao a tutti.


2001 9 AGOSTO

SCUOLA DI GUIDA
Ai piccoli che faticano governare i comandi

Ti ricordi, caro papi, quando da piccolo mi facevi guidare la cinquecento, ed io ero tanto piccolo che non arrivavo alla pedaliera e tu mi tenevi sulle ginocchia? Bell'incosciente! Però mi piaceva tanto sentirmi tutt'uno con te, partecipe della tua emozione e del tuo orgoglio al tempo stesso.

Adesso i ruoli si sono invertiti. Sono io che ti guido e ti insegno a muoverti in maniera inusitata, anticipando, questa volta sono io il bell'incosciente, i tempi della tua abilitazione a condurti in un mondo a te consueto ma ancora del tutto inesplorato, e completamente esplorabile soltanto a tempo debito. Il mezzo di trasporto è sicuramente meno pretenzioso ed impegnativo di un cinquecentino, ed è la fede, capace anch'essa di provocare e trasmettere emozioni, e farti riempire d'orgoglio al tempo stesso. Allora, orgoglio di padre nel trasmettere al figliolo la propria esperienza. Oggi, orgoglio di figlio che arricchisce il padre della propria conoscenza. Ma soprattutto orgoglio compiaciuto del Padre Celeste che confida ad un figlio accanto a Lui in Cielo, ed all'altro figlio accanto a Lui in terra, la Gioia del proprio Amore.

Come io allora avevo difficoltà a raggiungere i comandi a pedale, anche tu fai un po' di fatica a governare il mezzo. Ma ancora non hai capito che la fede non si governa con i piedi, e che, al contrario, è un vero e proprio pilota automatico al quale ti puoi affidare ciecamente? Scusami per questa metafora automobilistica, ma se ho la fissa per le automobili tu hai la tua bella dose di responsabilità, dal momento che me ne hai voluto svelare i segreti quando ancora avevo qualche dente da latte. E anche tutto questo non accade per caso, e probabilmente c'era qualche segreto che non conoscevi neppure tu.

Anch'io, d'altronde, non sono in grado di svelarti tutti i segreti della vita che mi dà la vita mentre ti parlo. Un po' perché non è giusto che tu sappia prima del tempo previsto, un po' perché neppure io possiedo la completa conoscenza del mio stato di eternità.

Vuol dire che ci daremo una mano a vicenda quando tu passerai a godere della condizione spirituale, e magari ci metterà bocca anche mamma banana, anche se c'è poco da fidarsi perché quella fa sempre dei grandi casini. Comunque, sarà proprio come Dio vorrà. In tutti i sensi. Ora torniamo con i piedi per terra, o meglio in cielo, ed aspettiamo che maturino i tempi scanditi dalla Volontà di Dio.

Il Signore vi porta già da tempo sulle Sue ginocchia, e vi insegna precocemente a guidare la vostra vita per condurvi nella maniera più sicura alla Città eterna. Lì è fatto assoluto divieto di circolare in auto di qualsivoglia cilindrata, perché è isola felicemente pedonale.

Il paradiso è un po' così. Ma non è nemmeno proprio così. E io non vi posso dire di più di quanto vi ho detto. Siate felici lo stesso perché io sono felice e ve ne faccio partecipi.

Un bacione paradisiaco dal vostro di sempre.


2001 15 AGOSTO

MARIA ASSUNTA IN CIELO
Maria Misericordiosa Assunta in cielo è il coraggio!

Miei dolcissimi mamma e papà,
adesso vi spiego io Chi è Maria Misericordiosa Assunta in Cielo: è il Coraggio.

Il coraggio di farsi carico del ruolo di madre del figlio di Dio e del Figlio dell'uomo, diventando Essa stessa progenitrice di Colui che aveva dato la vita al Suo progetto Uomo. Il coraggio della Verginità da dedicare a Dio, per divenire madre per opera della forza vitale del Suo Spirito, lo stesso Spirito che aveva generato l'uomo felice.

Il coraggio di chi conosce il proprio destino di madre educatrice del figlio divino e del figlio umano. Il coraggio di chi è cosciente dell'addio prematuro all'umanità del figlio divino e alla divinità del figlio umano. Il coraggio della madre che non può far nulla contro l'infelice sorte del figlio divino in cambio della felicità del figlio uomo.

Il coraggio del dolore puro e santo, che non conosce disperazione e ribellione, rassegnazione, rimpianto.
Il coraggio di non assumere il ruolo di prima donna nei tempi dell'esultanza per la Resurrezione del suo Gesù.
Il coraggio di farsi Madre di tutti i figli di Dio in cielo e in terra.

Il coraggio di farsi carico dell'opera di mediazione tra il figlio Celeste ed i figli terreni, quegli stessi figli che Ne decretarono il sacrificio e che Lo crocifiggono in ogni istante. Il coraggio di intercedere per l'umanità peccatrice il perdono dell'Onnipotente. Il coraggio di colei che è destinata a sconfiggere il male per sempre, così come Le fu affidato di generare il Bene per sempre. Il coraggio di vivificare la Chiesa dei Suoi figli con la forza del Suo Amore dolcemente materno, misericordioso, caritatevole, solido, esemplare.
Il coraggio di non dire mai di no a coloro che Le si affidano con tutto il cuore. Il coraggio della Fede, professata, elargita, condivisa. Il coraggio di tenere a bada tutti questi figli in cielo dei quali è Regina e soprattutto Madre, figli appiccicosamente innamorati di Lei, ed io fra loro.

E vi par cosa di poco conto? Io dico che ci vuole un gran coraggio!

Viva Maria nostra Madre ed Amica. Ciao, dal vostro marianologo


2001 18 AGOSTO

QUEI POVERACCI DI UOMINI
Che vagano in un mistero più grande di loro

Caro papi, è vero che io non so dire di no, ma mi sembra francamente che ora si stia un po' esagerando. Cos'è tutta questa smania di scrivere? Basterebbe leggere, non ti pare? E si, che di scritti ce n'è una marea, parlo di quelli sacri, e sono più che sufficienti a formare una fede forte e consapevole.

Se poi anche le mie corrispondenze possono essere d'aiuto alla formazione o alla conversione, o, perché no, alla riscoperta e alla riappropriazione della propria matrice cristiana, ben venga anche il nostro diario di ieri e quello più aggiornato di domani. Non posso non esserne orgoglioso, anche se, come ho avuto modo di spiegarvi più di una volta, non è tutta farina del mio sacco, e le mie letterine, per quanto vi possano sembrare confidenziali, sono sempre sottoposte al vaglio di una sorta di comitato di redazione, che qui si chiama comunione dei santi. Che funziona proprio come quella di un giornale, non certo per fare censura preventiva, ma per garantire il rispetto del pensiero dell'Editore, che nel mio caso è Dio.

Il fatto è, miei cari, che questi poveracci di uomini che costituiscono il cosiddetto esercito di Dio, oltre a non riuscire a vederLo questo loro comandante, o guida, o pastore, o meglio Padre, si trovano a muoversi e a vagare in un Mistero più grande di loro, e vorrebbero che qualche loro simile, più ispirato o più competente, li aiutasse a trovare sostegno, conforto, comprensione, partecipazione, in poche parole, fosse in grado di illuminarli in nome della carità cristiana, cioè in nome dell'Amore e per il sacrosanto diritto all'Amore. E invece trovano superficialità, o peggio sufficienza o distacco, o peggio ancora disamore.

L'uomo ha la necessità e l'urgenza di sentirsi rassicurato circa la Parola di Dio e la Sua promessa di Redenzione trasmessagli dal Figlio di Dio. Chi gli può garantire questo legame ideale e concreto al tempo stesso con il suo Dio, se colui che ne ha avuto l'investitura dialoga solo con Dio, e non si volge indietro a raccogliere i dubbi, le incertezze, le paure, le istanze di chi soffre e si aspetta non già risposte definitive, ma un minimo di solidarietà umana, di umana pietà?

Se non ne trova se le va a cercare altrove, nella speranza che il suo Signore utilizzi qualche altro intermediario più efficiente e più Umile, cioè con i piedi piantati per terra ed il cuore diviso tra Dio e la Sua essenza terrena. Una creatura eletta per umiltà, per semplicità di spirito e per esemplare spirito di servizio. Questi sono i veri collaboratori di Cristo e i veri servitori di Dio.

Essi non costituiscono una classe privilegiata, ma si guadagnano il privilegio di divenire i confidenti, gli amici, i consiglieri di chi tribola e cerca conforto nella speranza di un mondo senza affanni, nel quale si possa conoscere la Bontà del Signore senza intermediari, scambiarCi quattro chiacchiere in un dialogo affettuoso, diretto, privato, e contraddistinto dalla simultaneità del reciproco Amore.

Sappi, caro papi, che il mondo celeste e terreno di Dio pullula di queste creature speciali, e che avrai modo di conoscerne in gran quantità. Conoscerli e riconoscerli. Attento però ai falsi. Ne circolano tanti e tanto convincenti.

Ciao. vostro e anche un po' di tutti.


2001 24 AGOSTO

LA MARATONA DELLA FEDE
Qualcuno è già tornato per dirti come è fatto il traguardo, e tu Gli credi

Miei cari, la Fede di cui il Signore ci ha fatto dono è un bene inalienabile. Ma tuttavia non del tutto privato e da godersi nei nascondigli più segreti del proprio cuore, e nell'intimità più assoluta della propria anima.

Per prima cosa, infatti, la Fede, una volta consolidata ed acquisita come carattere distintivo dei figli di Dio, è come una luce interiore da riflettere e diffondere fuori di ognuno di noi, per illuminare il buio delle tenebre che ci circondano e la strada segnata per ricondurre l'uomo al Padre. Poi, essa va condivisa con quanti se ne fanno forza e vanto, ma soprattutto con coloro che sono deboli ed indifesi per averla smarrita nei labirinti della mente, e negli arzigogoli della superbia. Inoltre, la Fede va alimentata, va aggiornata e rinverdita come una qualsiasi ricchezza che non può essere nascosta e svalutata sotto la mattonella, ma va reinvestita per produrre altra ricchezza e benessere generale.

Cosa di meglio della Parola di Dio, mai antica e sempre più attuale, per rafforzare, rinvigorire e modernizzare la Fede? Cosa di più pratico ed immediato della preghiera, per mantenerLa vigile ed allenata? Cosa di più vantaggioso dell'amore, per farLa fruttare in maniera ottimale producendo altro amore? Chi più qualificata della Chiesa dell'Amore, a raccogliere le singole lucerne d'amore, e farne, attraverso le vocazioni e l'apostolato, un esercito di Luce vivida ed inesauribile?

Dio si è fatto uomo per testimoniare all'uomo la Sua solidarietà nell'oppressione, nell'ingiustizia e nella miseria, ma soprattutto per rinnovargli la promessa generosa di ricchezza incommensurabile, da garantirsi investendo in amore. Amore per il Padre in cielo. Amore per il Padre in terra, riflesso nel Suo mondo naturale, nelle Sue creature e nel Suo figlio Gesù, amore per tutte le Sue creature celesti, ma anche amore per quanto Dio ogni uomo porta in se stesso in immagine e somiglianza.

Certo, la pratica della Fede ha le sue scomodità. Ma non è scomodo ed impegnativo, e magari stressante, allenarsi, ad esempio, per correre la maratona? E, che gusto c'è nel fare tutto questo, se non per confrontarsi con se stessi e provare l'ebbrezza dei traguardi intermedi, raggiunti con fatica e sudore, sofferenza nell'attesa dell'estasi immancabile del traguardo finale? Ognuno di voi, miei cari, ha il fisico per correre una maratona. Basta un po' di costanza, di perseveranza, di allenamento, di cervello, ma soprattutto di fiducia nei propri mezzi per portare l'impresa a compimento. E voi credete che la Fede sia meno capace di tutto questo? Si, però io so che la maratona ha un punto preciso di partenza e una località precisa di arrivo, e quindi... E già! Ma, se tu non hai le energie sufficienti per arrivare sino alla fine, pur conoscendo esattamente l'ubicazione, e magari come è fatto il traguardo, non potrai, se non mentendo spudoratamente, sostenere di aver compiuto la prova e di esserti meritato la medaglia.

Nella maratona della vita tu non conosci il traguardo nemmeno in cartolina, ma sai che c'è, perché Qualcuno è addirittura tornato indietro per dirti come è fatto, e tu Gli credi, e ti trascini sino all'arrivo, e tagli il traguardo, stremato ma felice per l'impresa compiuta, e per aver prestato Fede.

Non vi pare, miei cari, una bella ricompensa? Meditateci su e fatemi sapere. Ma soprattutto non rinnegate la vostra, la nostra Fede, senza la quale non si partecipa neppure alla corsa dei bacherozzi. Ve lo posso assicurare.

Vi aspetto all'arrivo fiducioso e trepidante. Ciao


2001 26 AGOSTO

SANTA FELICITA'
La felicità del figlio si avvera nella felicità del Padre

Caro papi, la volontà di Dio è incontestabile e indifferibile e solo il Signore ne può mutare il percorso, ma non la meta finale che è la condivisione della Sua eternità di gioia e di amore universale. Questa visione, che il Padre Celeste testimonia dal primo attimo della creazione e tramanda attraverso il Verbo, è uno dei tanti motivi che rendono all'uomo initelligibile la Volontà dell'Onnipotente.

Come può Iddio, si chiede la mente umana, promettere un impalpabile paradiso celeste, quando sembra sordo alle singole suppliche di felicità terrena, quando addirittura non appare in grado di garantire la stabilità di una qualsiasi felicità terrena apparentemente consolidata? E, perché Iddio non dovrebbe viceversa compiacersi per la felicità terrena faticosamente conquistata da qualcuno dei figli Suoi? Interrogativi che, piuttosto che avvicinare, allontanano i figli dal Padre, ma in verità originari di una mente fallace che mira ad allontanare la carne dallo spirito con maggiore crudeltà con la quale si dice agisca la morte.

In verità, per poter dare risposte sincere, la mente dovrebbe domandarsi cos'è la felicità umana, e dove si trova se non nella santità, cioè nella gioiosa capacità di donare tutto se stesso, nel bene e nelle sofferenze, a Dio e a tutte le Sue Volontà, sempre condividendo le sorti che Egli accredita ai propri fratelli terreni. Intendere viceversa felicità come appagamento dei desideri, delle esigenze dei singoli capricci, senza renderne conto a Dio, o peggio nell'assoluto disprezzo di Dio e dei diritti degli altri, significa eludere qualsiasi domanda riguardando il divino Progetto, rifiutando la sacralità della vita terrena e rinunciando alla proposta concreta di una vita sacra.

Colui che pretende di appagare subito i propri appetiti terreni, oltre a produrre sempre l'altrui infelicità, offende Dio perché si fa sordo o non crede alla Sua Parola, e pertanto è giusto che gli venga negata l'eterna felicità. Figuriamoci poi quando qualcuno, ancor non sazio di felicità terrena, si sente in diritto di rivendicare la sua quota di felicità celeste.

Ma, in che consiste dunque questa felicità paradisiaca, se non nel gioioso e generoso desiderio di condividere con Dio e con tutte le Sue creature in cielo la propria vita, inondata e permeata d'Amore?

Allora, è evidente che la vera felicità terrena, non quella effimera, ma duratura, coincide con la felicità eterna e con essa si prolunga all'infinito dopo la morte. Proprio così, caro papi. Ecco quindi che la volontà del Signore è meno sibillina di quanto sembri. E' la volontà di Chi, tradito una prima volta dal figlio, ha voluto offrirgli l'opportunità di rifarsi una vita attraverso avverse esperienze, senza rinunciare definitivamente alla propria dignità, senza mortificare l'altrui dignità, ma cercandovi sempre il segno, l'orma, il profumo, la voce del padre, e consolandosi per la felicità di sentirseLo sempre vicino.

E' evidente che il figlio ci rimane male quando, dimentico dell'inadempienza, della disobbedienza, del capriccio, si sente ingiustamente colpito dalla reazione punitiva del padre. Comunque ci vorrebbe una bella faccia tosta per dimenticare o rimuovere il peccato originale, e ce ne vorrebbe una ancora più tosta per paragonarlo ad un capriccio qualsiasi. Ma, nonostante tutto, smemorataggine compresa, la Volontà di Dio mira al perdono, come quella di un qualsiasi padre buono e giusto, al quale sta a cuore la felicità del proprio figlio. E figuriamoci allora quando questo padre è il Padreterno! Capisci, caro papi, che la sola Volontà di Dio, l'unica vera, e priva di qualsiasi mistero o fraintendimento, è quella che vede avverata la propria felicità nella felicità eterna della propria genitura?

Cerchiamo dunque di dare un contributo filiale e sincero e concreto alla Sua felicità. Ciao, Emilio buontempone anche fuori del tempo. So di farti così felice insieme a mamma.

Ciao a entrambi, e bacini.


2001 29 AGOSTO

LUCE CHE ARDE MA NON BRUCIA
Nella luce e all'ombra del Signore

Nell'ombra si conduce generalmente una vita dai contorni incerti, sfumati e si compiono spesso azioni nefande. Chi agisce nell'ombra è di solito infido, subdolo, inaffidabile, pericoloso. Alla luce del sole, invece, è tutto vivido, evidente, inconfondibile, definito. Colui che opera alla luce del sole è in genere aperto, sincero, onesto, amico, ma bisogna fare attenzione a non lasciarsi ingannare dalla apparenze. La luce può essere così violenta ed abbagliante da accecare la vista e gli occhi devono adattarsi alla penombra per frugare nel buio.

Così si dice. Sarà vero? Può succedere che il male si compia in pieno giorno, che satana ammanti le sue malefatte di luce e di bagliori accecanti e che il bene si professi e si manifesti in buie catacombe, appena rischiarate dalla fioca luce di una candela. Ciò vuol dire che non conta la scenografia, ma il contenuto e l'ispirazione. Ci si può difendere dall'imponente parco lampade del maligno inforcando il solito buon paio di occhiali della Fede, questa volta non correttivi dell'umana miopia ma antiabbaglianti e filtranti. Tenendo bene in mente che la Luce di Dio è prorompente e calda come il Suo Amore, non ferisce ma guarisce e redime perché arde e non brucia. Allo stesso modo l'amore per Lui e per il Suo creato illumina qualsiasi antro remoto e buio.

Sempre per smentire i luoghi comuni, si può essere nella grazia del Signore anche vivendo nella Sua ombra, come si fa stando sotto l'ombrellone quando si teme di scottarsi sotto ad un sole troppo violento. E, per finire, chiunque può farsi luna lucente in una notte buia, se si lascia avvolgere dalla Luce dell'Amore di Dio per rifletterlo in un cielo splendente di stelle, nella luminosità calda e rassicurante che ti manda a letto con il cuore stracolmo di gioia.

Buona notte dalla vostra stella in cielo.

Sito realizzato a cura dei genitori di Emilio