DIARIO DI UN ANGELO   di Emilio Crispo
Un libro con le ali, scritto dal cielo per noi

 

"Per noi è sempre una gran festa fare da guida a quanti stanno riguadagnando la via della salvezza. Forza, non mollare, metticela tutta! Ci sei quasi. Evviva, sei arrivato! Benvenuto, Dio ti benedica.  E poi di corsa giù subito, a cercare di confortare chi è rimasto a piangere e a domandarsi perché la vita terrena, se non additittura Dio in persona, è così crudele ...". (30. 09. 2000)

Le lettere di Emilio nel nostro 2mila

luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre


 

Luglio 2mila

SEGNI DELLA PRESENZA DI DIO

Vedere con gli occhi e con il cuore

19 luglio 2mila

Mi avete riconosciuto nell'azzurro terso del cielo? Ero una di quelle ali che erano di scorta all'immagine di Gesù trionfante. E noi con Lui! Caro papi, il Signore lascia in giro continuamente i segni della Sua presenza, ma quanti li sanno vedere? Non dico interpretare, ma vedere con gli occhi e con il cuore la poesia di certi tramonti, e di tanti altri spettacoli ineguagliabili che Egli ci offre con cura e generosità gratuita. Non si può vedere il Signore se gli occhi Ne sono distolti, perché lo sguardo è attratto dalle manifestazioni del nulla, che infarciscono la mente di volgarità, di sciatteria, di violenza e di falsità.

Non si può vedere il Signore con il cuore, se il cuore non è aperto all'amore per tutto ciò che lo circonda in uomini, esseri viventi e cose, ed è invece tutto pieno di sé, ermeticamente chiuso in se stesso e per se stesso? Il dramma dell'umanità, che io ho lasciato non per ignavia o stanchezza, ma perché il mio cuore era ormai colmo dell'Amore di Dio, sta proprio nella cecità del cuore e nel disamore degli occhi a godere del concreto significato della vita del corpo e dello spirito. Voi, miei cari, siate sempre accorti e sensibili ai segni che vi giungono, e fatene tesoro e ricchezza da condividere. Ciao dalle vostre ali


LA CHIAVE E' IL TEMPO NON LO SPAZIO

Essenza pre-vista dello spirito

24 luglio 2mila

Miei cari, il mio spirito è tutto rivolto a voi perché coscientemente raggiungiate la serenità che guida e conduce alla riappropriazione della vita spirituale. Dicendo serenità mi riferisco a quella condizione, in verità assai rara, che si verifica quando l'orizzonte della vita appare sgombro di qualsiasi contaminazione diafragmatica, sicché ti sembra di poterlo toccare con mano, e con esso tutte le cose che abbraccia appaiono così nitidamente vicine ed ingrandite da darti l'impressione di essere già lì. Cos'è la contaminazione diafragmatica se non l'errore di accomodazione che rende sfocata all'orizzonte la visione della realtà spirituale dei primi palpiti di vita? La superbia, l'orgoglio, la presunzione sono paragonabili alla caligine, alla nebbia, alla foschia, che confondono e fanno svanire distanze e limiti, abbracci e allontanamenti. Non è vero dunque, miei cari, che la vita disegnata, promessa e ridisegnata dal Signore cominci oltre l'orizzonte della morte, piuttosto inizia quando superbia, orgoglio e presunzione vengono sepolte per sempre, e lo spirito appare in tutta la sua essenza disarmante e pre...vista. D'altronde è il tempo e non lo spazio, il quando e non il dove, la chiave che apre le porte dell'eternità. Perché il dove è già eterno e il tempo si traduce nell'istante della morte, che non è più orizzonte. Da quell'istante, poco importa quanto purgatorio impiegherà l'anima a diventare paradiso, perché è già spirito per tutti i secoli dei secoli. Amen Mi ricordo bene di certe sensazioni già condivise con te, caro scriba. A ripensarci bene l'emozione del paradiso è proprio dietro l'angolo. Vero. Ciao e bacioni a tutti 


LE STAGIONI DELLA VITA

Spogliarsi d'estate

25 luglio 2mila

Ciao papi caro, finalmente in perfetta sintonia per fare una delle nostre chiacchierate. Che ne dici di parlare dell'estate? E' la stagione più solare. Per questo l'uomo è condizionato ad immergersi intensamente nella natura per goderne a pieno, riducendo al massimo tutto ciò che lo separa da essa, dalle vesti al pudore.

Certo, occorre che questo suo spogliarsi non avvenga in maniera avventata e repentina, altrimenti i vantaggi del tuffo salutare potrebbero essere vanificati, e mi riferisco non solo alla salute del corpo, ma anche al corretto esercizio del senso del pudore, che non deve provocare, ma testimoniare l'armonia che regola i rapporti tra natura umana e natura natura.

Solo la sintonia permette di superare i fastidi che derivano da questo contatto diretto, al quale l'uomo si è disabituato nelle altre stagioni. Orbene, anche nella vita dell'anima sembrano esistere le stagioni. In alcune di esse sembra che l'anima sia restia ad aprirsi, a spogliarsi degli orpelli e delle sovrastrutture. Prima o poi, arriva la stagione in cui deve spudoratamente concedersi alla luce e al calore della stagione della vita eterna, e tutto ciò è possibile se si spoglia per ritrovare la sintonia col suo creato.

Sintonia: parola magica con la quale vicissitudini, sofferenze, disgrazie, dolori, avversità, distanze si annullano; o piuttosto ritorno alle origini di un mondo in cui il sole non scotta, la luce non ferisce, la natura non è nemica né infastidisce, il pudore non condiziona perché non ha motivo di essere, proprio come ai tempi del paradiso terrestre? Dove puoi farti quattro chiacchiere direttamente con Dio, senza temere, senza tremare, senza avere pudore? Con il cuore in mano e saturo di Lui.

Questa è la stagione di cui ti parlo, caro papi. Questa è la sintonia alla quale faccio sempre riferimento. Questa dovete cercare, coltivare e raggiungere se volete godere appieno l'esplosione dell'estate eterna che l'Amore di Dio vi offre in ogni istante.

Buon proseguimento. Ciao. per tutte le stagioni. Ciao


Agosto 2mila


CUORE

Perché il cuore e non il cervello?

8 agosto 2mila

Tantissimi bacini, miei cari, dal vostro pippo speciale. I vostri cuori sono il mio cuore anche nella mia condizione di spirito. Cos'è dunque questo cuore al quale facciamo sempre riferimento quando vogliamo esprimere sentimenti definiti astrattamente astratti, come il bene, l'amore, la tenerezza, l'entusiasmo? Che esaltiamo come centro d'energia dell'Amore di Gesù per l'umanità? Perché il cuore e non il cervello, organo sicuramente più complesso e sofisticato di cui è dotato anche il Corpo glorioso di Gesù? E come possono essere contenuti e compressi in un organo, relativamente piccolo come il cuore, dei sentimento così incomprimibili ed incontenibili come l'amore?

Quante domande, quante risposte evase, rimandate o accomodate! Che fiume di cavillose disquisizioni, di fumose argomentazioni più astratte degli stessi astratti sentimenti in argomento, quante chiacchiere, quante asserzioni pretestuose e presuntuose, quante mode!

Vediamo di chiarirci le idee partendo da una verità indiscutibile. L'uomo, da che mondo è mondo, ha sempre riposto nel cuore, il suo, quello degli altri, quello della divinità, il centro delle pulsioni positive. E non a caso. Infatti, il cuore pulsa dal primo all'ultimo atto della vita senza mai fermarsi, senza un attimo di tregua, ed è bello e normale pensare che, come pulsa il cuore dell'uomo, come pulsa la vita dell'uomo e dell'universo visibile, allo stesso modo pulsa il mondo dell'invisibile e dello spirito, senza mai fermarsi per tutta l'eternità.

Altra convinzione da sfatare: l'inconsistenza, l'astrattezza del bene. Come si può definire astratta un'idea che infonde concreta energia, palpabile benessere, manifesta salute? Vogliamo parlare dell'entusiasmo e della forza d'animo, capaci di centuplicare la forza fisica trasformando un pigmeo in un gigante? E l'amore: che cosa non si fa per l'amore? La domanda non è retorica. L'Amore di Dio, cuore dell'energia pura, ha creato ogni forma di vita e le ha conferito impulsi, battiti vitali ed eterni. Con buona pace dell'astrattezza.

L'Amore di Dio ha punito l'errore umano nella materia e ne ha decretato la precarietà. L'Amore di Dio si è incarnato facendosi uomo Egli stesso, ed ha assunto le sembianze eterne di Gesù. L'Amore di Dio si è fatto donna nel Corpo eterno della Vergine Maria Madre di Misericordia. Alla faccia dell'astratto.

Certo voi ben sapete, miei cari, che vi è un'altra forza, un altro sentimento cosiddetto astratto che pulsa nel cuore degli esseri umani e nel cuore dell'universo. E' il male. Anch'esso è palpabile ed è in grado di dar vita a fenomeni, eventi, realtà, al punto tale che molti ne sono suggestionati e convinti molto di più di quanto possano esserlo del bene. Ma, come vi ho detto, il male è stato incarcerato da Dio nella materia, e condannato alla precarietà. Verrà infatti il tempo nel quale sarà ridotto in polvere e la materia ne sarà purificata per sempre.
Nell'attesa che ciò avvenga, aprite il vostro cuore immortale all'ingresso di Dio. Provvederà Egli stesso a liberarlo dal male e a renderlo cuore di eterna gioia, e di Amore senza fine.

Bacioni di cuore. vostro


LA VITA INARRESTABILE PRENDE IL SOPRAVVENTO

Tutto ciò avviene perché non ti sei arreso

11 agosto 2mila

Ciao mio caro vecchio papi nonché scriba fedele, io vorrei che tu potessi toccare con mano la gioia che provo quando prendi carta, penna e sinergia e ti lasci guidare dall'amore che ci unisce persempre. Vorrei anche trasmetterti l'emozione che mi prende nel vedere tramutarsi in parole il mio pensiero con il moto della penna, che governi in questa maniera atipica con la quale cerchi ancora di convincere te stesso e gli altri che tutto avviene fuori dalla tua volontà.

Neanche per sogno, caro papi. Tutto ciò avviene perché tu hai sempre e fortemente voluto che avvenisse, perché non ti sei mai arreso all'idea consolidata che il dolore annichilisce, che la disperazione è incurabile e soprattutto che la morte è senza pietà. Poi perché mi hai lasciato venire quassù con la stessa fiducia, che mi accordasti quella sera che ci siamo separati nel nostro legame terreno, per non lasciarci mai più.

Gioia, emozione, pensiero, caro papi mio, mi animano come sempre e come vedi. Infatti nulla è cambiato, se non la precaria condizione di vivente mortale, che si è tramutata in quella di vivente immortale, indubbiamente più appagante.

Ho sempre temuto la morte dei valori della vita mentre non ho mai avuto paura della morte. Quando mi è venuta a liberare dal peso della materia ho sofferto molto meno di quanto si soffra o si faccia soffrire per un'ingiustizia, un tradimento, una cattiva azione. La morte non è ingiusta né tradisce, se non nella mente umana. Essa rappresenta un elemento, un evento paragonabile alla nascita, in cui gioia e dolore, attesa e apprensione, speranza e paura, si intrecciano e si scacciano rafforzandosi vicendevolmente. Poi, la vita prende il sopravvento, e questa volta è inarrestabile.

Stai dicendo a mamma che la penna scorre leggera e senza attrito apparente. Per forza! Essa è animata dall'amore che non crea frizioni, perciò, è leggera come lo spirito che dà la vita, la fondatezza e l'indissolubilità del vincolo eterno. Vincolo che non pesa e non opprime ma esalta e sublima, perché unisce a Dio perché Dio lo vuole, lo determina e lo consacra.

Gioia, emozione, pensiero non sono solo sentimenti umani, ma rallegrano gli spiriti nell'eternità, come fanno parte di Dio sin da quando Egli ideò, progettò ed attuò la vita. Certo, sono sentimenti rivolti solo in positivo. Non si portano appresso scoramento e disillusioni, anche se l'essere umano fa di tutto per far rimpiangere pure al Padreterno il giorno in cui l'ha creato. Ma il Creatore non conosce rimpianti, né rimorsi o scoramenti di sorta, mentre vi posso assicurare che è cocciuto come tutti i pastori e non si dà per vinto sino a quando non riporta all'ovile tutte le sue pecorelle smarrite.

Ecco perché non si deve aver paura della morte. Nel divino disegno essa rappresenta la porta attraverso la quale il Buon Pastore riconduce ogni creatura al calore protettivo del Suo Amore; perché il Cuore di Dio è un ovile senza confine e senza tempo, dove la sicurezza è rappresentata dalla Sua costante presenza. Così come Egli è sempre presente in ogni istante di vita del genere umano.
Ma l'uomo trova più spontaneo lamentarNe l'assenza, il disinteresse, il distacco dalle vicende terrene e, invece di cercarLo con un pò più di umiltà, si parla addosso e si crede il protagonista di una vita, che gli è stata data in prestito per dar modo al suo pastore di riportarlo nel gregge. Del quale io già faccio parte e nel quale le vostre vite e le nostre vicende si ricomporranno persempre.

Ve lo assicuro, quant'è vero che sono pecorella. Beeeeeh, cioè ciao.


L'ESERCITO DEI GIOVANI

Giovane esercito di apostoli estusiasti e inesauribili

18 agosto 2mila

Caro papi, hai capito che cosa siamo venuti a fare quassù anzitempo? Siamo stati chiamati perché la nostra vita, eterna nello spirito, è molto più importante ed utile di quanto sarebbe stata la nostra vita nella carne, giacché il Signoreinpersona ci avrebbe affidato la tutela e la guida di tante giovani anime, desiderose e bisognose di testimoniare Gesù, Gesù il figlio di Dio, quello che noi conosciamo nel corpo glorioso e nello spirito santo, lo stesso Gesù che rivive nelle giovani membra e si fa carico delle croci che si portano nelle loro giovani anime ancora odoranti di Grazia. Le ingiustizie, le violenze, le sopraffazioni morali e materiali, la povertà esteriore ed interiore, le guerre, la fame, l'assoluta ineguaglianza, l'intolleranza e il disprezzo dei simili, l'egoismo sfrenato ed insaziabile più della fame dei popoli, l'insofferenza e l'indifferenza per le altrui disgrazie, il cinismo, l'ignoranza di Dio e della Sua parola, l'ermetismo dei cuori al Suo Amore.

Noi siamo stati chiamati nella freschezza dello spirito e degli impeti giovanili a preparare l'esercito di Dio, destinati a rileggere l'esperienza umana di Gesù come l'unica possibile a superare la tentazione terrena di suicidare l'anima, per assicurarle l'eternità del regno dei cieli e per spiegare in Gesù la propria sete di giustizia, eguaglianza, fraternità partecipativa, condivisione di gioia e dolori, generosità, conoscenza profonda del Verbo e disponibilità totale ad aprire i cuori all'Amore.

Questo è il giovane esercito di apostoli entusiasti ed inesauribili che, pur nelle loro umane debolezze, le stesse di Simone, di Tommaso, di Giacomo, di Andrea, diffonderanno l'idea di Cristo che s'incarna in ciascuno di essi, e ridaranno lustro, credibilità e linfa vitale alla Sua Ecclesia, quella che sotto il segno e l'esempio di Maria Misericordiosa distruggerà persempre il serpentedrago.

A proposito di Simone, qui c'è, accanto a me, un giovane Simone che scalpita e si dà un gran da fare. Anche lui è una pietra angolare, una di quelle toste, sulle quali Cristo costruisce la Sua nuova chiesa, vecchia e mai superata nei suoi fondamenti di fede, speranza e carità, ma nuova ed originale nella sua esuberanza comunicativa, nella sua solarità, nella sua giovane freschezza, nella sua impetuosa allegria. E tutto questo è possibile solo se le forze giovani, alle quali affida il proprio messaggio evangelico, diventino esse stesse Chiesa Universale proiettata nel futuro, anzi, nell'eterno.

Gioite dunque, dolci e cari genitori, di avere consegnato al Signore la giovinezza, l'esuberanza, gli entusiasmi e le energie dei vostri figli, allo stesso modo e con gli stessi sentimenti che animarono Dio quando consegnò il Figlio Suo diletto all'umanità perché fosse redenta. I vostri figli sono gli angeli custodi di quella stessa umanità, che non può più rinunciare al dono divino dell'eternità e ne rivendica a gran voce il diritto nel nome di Gesù.

Non lo deluderemo, non la deluderemo, non vi deluderemo. Siate orgogliosi di noi e del nostro amore per tutti voi. Ciao,


L'ORDINE DELLE COSE E' CATEGORIA DIVINA

L'uomo vuol mettere bocca nell'ordine divino

27 agosto 2mila

Non cambiamo l'ordine delle cose, caro papi . Quando l'abbiamo fatto non abbiamo mai contravvenuto la regola, anzi, l'abbiamo sottolineata ed esaltata.

Contravvenire la regola è lo sport preferito del genere umano, sin dai tempi remoti della prima coppia. Gli umani fanno in proposito una gran confusione. Infatti, in virtù di quella facoltà che chiamano libero arbitrio, si sentono autorizzati e spronati a perfezionarsi sempre di più ed eccellere in questo sport, dimentichi del fatto che esso è applicabile consapevolmente e responsabilmente nella scelta tra il bene e il male, e nulla ha a che vedere con l'ordine delle cose.

L'ordine delle cose è una immutabile categoria divina, che è espressione della Sua potenza energetica incommensurabile. Poiché Dio è Regola ed Armonia, tutte le manifestazioni della Sua creatività non potevano essere affidate al caso e, pertanto, ogni istante della Genesi fu pensato secondo Leggi rigorose, ideate per rimettere ordine nel caos in maniera stabile e definitiva, bella e funzionale, armoniosa e appagante. Appagante non solo le mire del Creatore, ma anche le aspettative di chi ne avrebbe goduto i frutti.

L'equilibrio ristabilito dall'energia dell'Amore infinito sarebbe durato in eterno, se l'uomo non si fosse fatto prendere dalla smania di modificare l'ordine delle cose, imposto alle cose, quelle divine, da Dio che è Regola. Dal calvario che gliene derivò il genere umano si sarebbe ritrovato nel caos, se non fosse nuovamente intervenuto il Signore consegnandogli la Regola di vita morale e sociale in dieci principi essenziali, ed applicabili a tutta l'umanità credente e non credente, anche questi elaborati ed enunciati secondo l'ordine naturale delle cose.

Anche questa Regola venne contravvenuta, o aggirata, o scardinata dall'uomo.

E, cosa dire dell'ordine naturale delle cose, che ne regola l'esistenza e la vita, e l'equilibrio della natura in cui era immerso? Era immerso a volte in maniera anche drammatica e spietata, ma, se la natura poteva allora essere considerata oltre che prodiga anche impietosa o matrigna, che dire del cinismo, del disprezzo e dell'ingratitudine dell'uomo verso l'ordine naturale delle cose?

L'ordine naturale delle cose aveva dotato l'uomo dell'intelligenza e gli aveva fornito, proprio nella natura, tutti gli elementi necessari ad avanzare nel progresso della conoscenza di Dio. Egli invece se ne è impadronito nel non più celabile delirio schizofrenico di grandezza, che lo illude di poter regolare la nascita, la vita, la morte, e gli fa intravedere il miracolo della creazione della vita.

Quando ciò avverrà egli si crederà regola e depositario del segreto dell'ordine naturale delle cose. Da qui al mettere bocca all'ordine divino delle cose il passo è breve. Allora Adamo si sentirà ingiustamente punito e sarà di nuovo il caos. E, a questo punto, neppure io, caro papi, posso immaginare cosa farà la Volontà del Signore Dio nostro.

Con l'impegno di dare il mio contributo a riportare l'uomo nelle sue originarie vocazioni di figlio di Dio, che lo aspetta in Cielo secondo l'ordine delle cose da Lui stabilito, nutro con te la speranza che l'ordine divino delle cose ha già decretato la sconfitta del male che colpisce e lacera l'animo umano.

E così sia. Ciao scavatore.


settembre 2mila


PURGATORIO STAZIONE INTERMEDIA

Dio non fa fare anticamera a nessuno

17 e 22 settembre 2mila

Mamma banana, ti voglio tanto bene e ti aspetto per riprendere a scarabocchiare insieme, per disegnare il purgatorio, quella stazione intermedia tra cielo e terra, tra la morte e la rinascita, tra l'anima e Dio.

Cara mamma banana, nel purgatorio l'anima si purga, si libera di tutte le impurità, di tutte le contaminazioni, perché il Signore somministra la cura, il perdono senza indugi. E' l'uomo, non Dio, che attribuisce al luogo di villeggiatura un'importanza e una durata. La coscienza suddita della ragione pretende di quantizzare il tempo del perdono. Dio non fa fare l'anticamera a nessuno ed è sempre pronto ad elargire il premio, nello stesso attimo della richiesta della Sua Misericordia. Infatti, cara mamma banana, il purgatorio non misura il tempo del percorso che separa Iddio dalle Sue anime mondate dal perdono misericordioso, ma misura l'intensità della luce che arriva loro dalla Fonte inesauribile dell'Amore, dalla gioia che Essa produce, dall'Armonia che Essa induce, e dalle opportunità che Essa assicura di divenire partecipi dell'inesauribile attività del mondo dello Spirito.Il purgatorio dunque ha una durata temporale solo se l'opera di smacchiatura inizia già nel percorso terreno, ma, una volta invocata la remissione dei peccati, nell'istante della morte questi sono già stati rimessi, l'anima ritorna candida ed incontaminata. La Luce diventa meno violenta ma più vigorosa e corroborante e l'anima, ormai spirito, inizia per suo conto il cammino verso la Luce, per immergersi definitivamente in Essa acquistandone la Sua lucentezza, il Suo splendore e divenendo essa stessa fonte di Luce e di Amore. (continua)

22 settembre 2000

Se Dio non fa fare anticamera a nessuno di coloro che sono degni della Sua Misericordia e del Suo Perdono, allora il purgatorio che senso ha, direte voi? Rispondo che il Purgatorio è in terra. Qui l'anima deve liberarsi di tutti i peccati che ne offuscano, indeboliscono e consumano la Grazia elargita e rinnovata; qui si deve compiere l'operazione di purificazione, qui l'anima deve riacquistare la consapevolezza della propria natura divina.

Il Purgatorio in cielo è invece tutta un'altra cosa, cara mamma. E' un bagno di purificazione totale nella Luce e attraverso la Luce, per farsi Luce e godere per sempre della Luce. Perché tu mi capisca meglio, mi rifaccio ad un esempio poco riverente. Al cambio di stagione i genitori accorti e premurosi hanno l'abitudine di dare la purghetta ai figli, perché siano meglio disposti ai cambiamenti del clima, dell'alimentazione o degli impegni intellettuali e scolastici che le stagioni stesse comportano. Ebbene, il Padreterno non è da meno. Una bella purghetta preventiva, e si affronta con maggior disinvoltura la Stagione della vita eterna, della felicità appagante, dell'Amore inesauribile e anche degli impegni che tutta questa realtà gioiosa comporta, dal momento che quassù non si sta con le mani in mano, ma tutto è proteso e finalizzato alla produzione e alla distribuzione del bene.

Perciò dobbiamo sempre essere in forma smagliante, senza acciacchi né stanchezze. In effetti noi non ne soffriamo più e abbiamo al tempo stesso la prova celeste che le malattie del corpo non sono lo strumento per espiare, tuttavia rappresentano un buon banco di prova per misurare la forza e la disposizione dell'anima ad accettarle come eventi naturali non desiderati da Dio, né a Lui imputabili se non come elementi particolari di una natura che il Padre benevolo non aveva destinato ai suoi figli.

Qui in cielo, dove tutto è stato pensato e disposto per la vita dello spirito come ispiratore della vita e nella dimensione dello spirito come ispiratore dello spirito, ovviamente non esistono malattie, se non una sorta di pena che ci assale nello scoprire che molte anime soffrono di ben altri cancri di quelli che affliggono il corpo e la materia umana. Ma noi non ci diamo mai per vinti, per vocazione amorosa facciamo di tutto affinché il dolore morale non annichilisca i corpi e quello della materia non annichilisca le anime. Specialmente se siamo i loro medici.

Ciao. Un bacione dal dottor Ciao


ANNIVERSARIO

23 settembre 2mila

Ieri per Emilio era il quinto compleanno del persempre. Ma sono sorte alcune difficoltà e non è stato possibile ricordare la ricorrenza come gli altri anni. Così, abbiamo semplicemente celebrato per lui una Santa Messa alle sette del mattino, come ogni altro mese.

Lasciati trasportare dalla soffice leggerezza dello spirito, cara mamma, scordati per qualche attimo l'impacciante gravità della materia. Se vuoi volare alto, fuori dalle cosuetudini e dai luoghi comuni, lascia pure che il tuo corpo invecchi, ma non cercare di gravare d'anni l'essenza eterna dell'anima, che è tutta protesa verso altri traguardi e verso altre conquiste. Metti da parte la ragione, che vorrebbe prendere il sopravvento non solo sulla tua speranza, ma soprattutto sulla nostra convinzione della tua speranza. Non ti perdere in meandri cronologici, che condizionano la mente e se ne lasciano condizionare.

Lo spirito, te l'ho già fatto vedere, è come un tappeto volante che procede fuori del tempo e dello spazio, quindi fuori della velocità e della adattabilità della logica razionale. Saltaci su, non ti meravigliare se ti sembra che viaggi a zigzag, senza una meta precisa. Chiudi gli occhi e vedrai nitidamente dove ti sta conducendo, prima però molla gli ormeggi, butta giù la zavorra e soffia con tutta la forza dell'anima, senza paura del vuoto o del silenzio o del buio, perché stai viaggiando nella pienezza, nella musica, nella luce e nell'animata compagnia che fa vibrare il mondo sconfinato dell'eternità. Chiedi ma non ti chiedere, non farti suggestinare da calendari, né da orologi, scadenze o ricorsi e ricorri al battito pulsante dell'amore che riempie il tuo cuore, se vuoi penetrare la dimensione del mondo senza dimensioni.

Se riesci a guardare oltre le categorie mentali scoprirai che solo l'amore non ha bisogno di conoscenza per diventare categoria, perché esso è già categoricamente strumento conoscitivo del mondo animato dalla conoscenza assoluta, che è la sapienza di Dio. Questo amore partecipa delle grandi e piccole cose, rende possibili i grandi e piccoli eventi, sostiene le grandi e piccole imprese, alimenta le grandi e piccole speranze, assicura le grandi e piccole certezze. Ma, perché ciò avvenga, occorre che non sia il frutto compiaciuto dell'elaborato mentale, ma il seme benedetto del volere e del progetto divino.

Vi abbiamo messo tutti alla prova, miei cari, abbiamo misurato la convinzione del vostro amore fuori dalle cerimonie, fuori dalle partecipazioni emotive o di sostegno, fuori dalle convenzioni e dalle abitudini consolidate. Abbiamo fatto in modo che ognuno nel suo intimo, nel privato, cercasse non il ricordo della ricorrenza, ma l'amore che nulla dimentica e tutto ricorda festosamente, senza rimpianti, nostalgie o rammarichi. Soprattutto vi abbiamo voluto dimostrare che dove ci sono lodevoli aspettative corroborate dal coraggio dell'umiltà e della preghiera, lì siamo noi a garantire con la nostra presenza la benevolenza e la protezione invocate.

Caro scriba, ti raccomando di rincuorare tutti coloro che avrebbero voluto dare testimonianza del loro affetto e della loro profonda amicizia, assicurandoli che io sono anche accanto a loro per trasformare in festa ogni attimo del loro dolore e della loro commozione.

Con risonanza armoniosa e piena di gioia. Ciao. vostro e di tutti voi. Ciao.


MESSAGGI INTERCETTATI

La fede fruga l'etere per ritrovare la fonte

30 settembre 2mila

Vuoi vedere che questo è il vecchio caro papi nonché il mio personalissimo e fedelissimo scriba? Ma dove vi eravate cacciati? Volete che mi rivolga a qualcun altro per fare arrivare in terra i nostri messaggi?

Caro vecchio papi, tu te ne approfitti perché sai molto bene che ciò non è possibile, anche se sono in tanti a farsi avanti vantando comunicazioni e lettere di mio pugno. Non che la cosa non risponda al vero, ma poche sono in realtà le confidenze che io faccio ad altri. Tutto il resto è diretto ed indirizzato a te e a mamma per posta prioritaria, perché vi arricchiate della mia esperienza voi per primi, ben sapendo che, godute le prime emozioni tutte nostre, le condividerete con quanti apriranno il cuore alla gioiosa parola di Dio di cui mi faccio partecipe portavoce. Buon per quanti frugano nell'elemento impalpabile sotteso tra cielo e terra se qualcuno di questi messaggi viene intercettato. Non è come aprire la posta altrui per rubarne il contenuto, la parola di Dio infatti è patrimonio di tutti. Poco importa come arrivi al cuore dell'uomo, quando lo raggiunge lo fa in tutta la sua forma universale e al tempo stesso privata, sì che non viene mai violata la riservatezza se il Signore ne vuole fare anche messaggio riservato.

Per esempio, cara mamma, quando mi rivolgo a te, chiamandoti teneramente mamma banana, se il messaggio cade nelle mani di qualche involontario ficcanaso, allora il contenuto si adatta a chi lo riceve per rispondere alle sue aspettative ed alle sue speranze, purché queste siano riposte nella Misericordia di Dio. Però mamma banana sei solo tu, lo sei per me e anche per il Signore Dio nostro, per la santa Mamma di Gesù, per il Figlio Suo e per tutta la comunità celeste, e nessun altro si può fregiare di cotanto titolo.

Questo per dirti che i nostri spiriti sono sempre ridondanti di tenero amore nei confronti dei fratelli in terra. L'amore universale che noi emaniamo per volere di Dio si fa amore privato ogni qualvolta raggiunge chi ha fede nell'amore, come elemento impalpabile sotteso tra cielo e terra e capace di perdonare, redimere, elevare oltre la morte, vivificare aldilà e aldiqua, resuscitare.

Questa fede è paragonabile all'attenzione vigile del radioamatore, che fruga l'etere in tutte le lunghezze d'onda in cerca di messaggi. E' simile anche alle aspettative, alla fantasia, ed alla sete di conoscenza di cose note ed ignote. Il cercatore più accorto, il più costante, il più fiducioso, il più instancabile, il più pervicace e, perché no, anche il più sensibile e dotato, ha maggiore opportunità di ricevere segnali vicini o lontani o messaggi più o meno chiari, più o meno forti, sino a ritrovare la fonte con gran facilità ad instaurare con essa un piacevole dialogo. Sicché, se l'amore, ormai universale e pur sempre personale che io vi indirizzo, si imbatte in sintonici bisogni d'amore, allora non può fare a meno di adeguarsi ad essi generando vibrazioni armoniose, linguaggi, consuetudini, modi d'intesa e lessici familiari del tutto personali e privati.

Ovviamente nulla viene sottratto allo spirito dell'amore personale che io provo per voi, e con il quale cimento e sollecito l'amore che voi provate per me, per condividerlo e goderne in ogni più delicata e sublime sfumatura. Ma, poiché l'Amore sconfinato di Dio ha potere e volontà di dividersi in mille e mille e mille e mille milioni di rivoli, è giusto che arrivi dove deve arrivare, non importa come, nelle forme più adatte ad essere goduto.
In questo non c'è nulla di nuovo sotto la Luce di Dio.

Da che la morte terrena ci ha riconsegnato a Lui, perché avevamo gelosamente custodito l'essenza del Suo spirito -alitato sui nostri corpi affinché vi si forgiasse l'individualità- noi siamo dispensatori della Sua ricchezza, della Grazia del perdono, della misericordia, della speranza e della fede. Come spiriti individuo ci siamo presentati al Suo cospetto e come tali manteniamo le nostre vocazioni amorose, ma come Spirito universale noi operiamo per il bene individuale e collettivo dell'umanità, che è unicamente quello di assicurare a tutti il bene della vita eterna.

Come potremmo operare questo miracolo se non fossimo in grado di dare segnali forti e costanti della nostra presenza? Ben vengano dunque le intercettazioni. L'Amore di Dio va infatti sempre condiviso ed io ne sono il vostro testimone particolare.

Ciao. Dio vi benedice.


OTTOBRE 2mila


IL MASSIMO DELLA FELICITA'

Testimoniare la potenza dell'energia divina

5 ottobre 2mila

Ci si risente, caro papi, ne sono tanto felice. Siamo tutti più felici quando possiamo confidare a qualcuno la felicità. E, che cos'è la felicità se non quello stato di grazia in cui si sente palpitare armoniosamente, in anestesia totale dei sensi, l'energia dello spirito che ha l'urgenza di irradiarsi in tutte le direzioni e di darsi senza pudori?

E' evidente che, in questa mia nuova vita puramente spirituale, l'energia non è condizionata dalla contaminazione sensoriale e quindi alimenta il massimo della felicità, di una felicità inimmaginabile per i mortali, perché unisce alla gioia di donarsi la consapevolezza di riflettere e di testimoniare la potenza dell'energia divina, che irradia l'universo della felicità prorompente del Suo Amore.

Ma, la mia felicità di vedervi e sentirvi, di sapervi sereni e consapevoli del vostro destino, miei cari, è anche la felicità tutta privata dell'amore filiale, che viene corrisposto e costantemente sollecitato dalla tenerezza dell'amore che lo ha generato. E lo rigenera senza un attimo di sosta. Ci tiene uniti fortemente ed indissolubilmente anche grazie a queste letterine, oggi sopra ogni cosa per merito della fede, domani nello splendore cementante della Luce del Padre onnipotente.
Nella felicità di volervi bene, vi stringo al mio cuore. Bacioni. vostro.


INCONTRI NEL MONDO SCONFINATO DI NOI SPIRITI

In sintonia amorosa l'uno con l'altro

17 ottobre 2mila

Evviva, evviva papi mio scriba a mia completa disposizione, evviva perché ho da confidarvi tante cose.

Per esempio, tu e mamma banana vi siete chiesti tante volte, senza peraltro mai farmene esplicita domanda, se incontro gli spiriti di Felicetta, dei nonni, degli zii ecc. ecc. ecc. Certo che li incontro, ma gli incontri tra noi non sono come quelli tra persone in carne ed ossa, che si abbracciano, si sbaciucchiano e si stringono la mano e poi blablablablabla.

In cielo, cioè nel mondo sconfinato di noi spiriti, lo spirito è Uno e infinito il numero di spiriti, che si compenetrano, si amalgamano, si dilatano, si concentrano, si permeano, si mescolano a tal punto che, pur gravitando ognuno di noi a livelli diversi intorno allo Spirito Supremo, siamo in ogni istante in contatto, in sintonia amorosa l'uno con l'altro.

E se, per esempio, Biki e Gretafioreoro si trovano in un cerchio gravitazionale diverso dal mio, perché hanno compiti diversi da quelli a me assegnati, purtuttavia sono sempre con me nelle nostre scorribande, anche se non hanno più bisogno di me per andare a fare i bisognini.
Perché l'Amore che ci illumina, ci guida, ci vivifica, ci fa felici per l'eternità, è uno solo, solo Lui, sempre Lui, e ci unisce in un solo, eterno, inesauribile Amore.

E' evidente che ognuno di noi è ispirato da Dio a svolgere un compito preciso, preordinato, imperscrutabile, ma comunque sempre esaltante, perché non riguarda la vita ed i rapporti tra noi spiriti in cielo, ma è finalizzato a mantenere sempre vivi i rapporti tra cielo e terra, testimoniando senza tregua l'Amore di Dio Padre per i suoi figli terreni, alimentando con tutte le nostre forze l'energia necessaria alle anime per non affievolirsi o spegnersi nel peccato, e partecipando attivamente nel sospingere verso il cielo le preghiere, le suppliche, le invocazioni e le lodi che gli uomini indirizzano al Signore, e, infine portando il nostro partecipe e commosso conforto a quanti si apprestano a diventare cittadini del cielo.

Per noi è sempre una gran festa fare da guida o da scorta o da ali di folla gioiosa, acclamante a quanti stanno riguadagnando la via della salvezza. Forza, non mollare. Metticela tutta. Ci sei quasi. Evviva. Sei arrivato. Finalmente sei dei nostri. Benvenuto. Dio ti benedica!
E poi, di corsa, giù subito, a cercare di confortare chi è rimasto a piangere e a domandarsi perché la vita terrena, se non addirittura Dio in persona, è così crudele.

In realtà, miei cari, non è crudele Dio, che è bontà d'Amore assoluto e quindi non conosce crudeltà se non quella degli uomini posseduti dal male, bensì è crudele l'aspettativa, o meglio la categoria mentale che l'uomo si è fatto della bontà divina, come tolleranza per le umane nefandezze in cambio di una vita di sofferenze e di tribolazioni.

Questa, dunque, dovrebbe essere per l'uomo la giustizia di Dio. Ma Dio è Eglistesso Giustizia, e si esprime riconoscendo e ricompensando come giusto chi si pente all'ultimo tempuscolo di una vita condotta senza di Lui, o contro di Lui.
E Dio Giustizia conosce solo il premio da comminare a chi compie questo grande atto di fede e piccolissimo atto di umiltà. Il premio che Dio promette è la liberazione eterna dal male. Non già Iddio, ma è satana il dispensatore della pena per chi trasgredisce il patto d'amore.

Se il Signore qualche volta prende a sculaccioni i Suoi figli ribelli e irrequieti, lo fa perché riscoprano la luce della Grazia e distinguano il bene dal male, l'amore dall'odio, il premio celeste dal castigo satanico, la felicità dal tormento senza fine. Che gusto c'è a vivere per l'eternità al buio e al gelo dell'odio, del rancore, del cinismo e della crudeltà? Boh.

Ammesso che dopo la vita non ci fosse più nulla, forse verrebbe ad esaurirsi l'odio, il rancore, il cinismo e la crudeltà ? Non credo proprio. Così dopo la morte non si dissolverebbe l'Amore, se ad esso e solo ad esso fosse improntata la vita terrena. Ma poiché non è così, solo l'immortalità dello spirito garantisce, a dispetto del peccato e della morte del corpo, l'eternità dell'Amore.

Perché dunque l'uomo dovrebbe rinunciare a questo opportunità? Boh. Sono sicuro che anche voi esclamerete "Boh" ed aiuterete tanta gente ad esclamare "Boh". Non ho dubbi sulla dolcezza, sull'intensità amorosa del bacione che vi dedico, e della gioia e della tenerezza con le quali vi apprestate a riceverlo. Chissà perché? Boh

vostro e di tutti coloro che credono nell'amore. Ciao ciao.


IL PADRE BUONO LA BUONA MORTE

Vi resterò vicino con molta discrezione

31 ottobre 2mila

Mio caro papi, cara banamma, noi siamo stati predestinati ad interpretare e rappresentare l'amore nella sua accezione di forte ed indissolubile legame familiare, senza il quale la famiglia, nucleo fondamentale e primordiale del vivere in contatto ed in rapporto amorevole e solidale, non sarà mai in grado di dare origine ad aggregazioni di individui in strutture sociali libere ed operanti, ad immagine e somiglianza della grande famiglia di Dio in cielo.

Poiché l'amore tra di noi è stato sempre schietto, tollerante, complice, disinteressato, ma sopra ogni cosa comprensivo ed aperto per vocazione al perdono, non facciamo alcuna fatica a ritrovarci in terra e non faremo alcuno sforzo per riabbracciarci in cielo, una volta che si sarà compiuto il vostro viaggio terreno e sarete introdotti nel regno del Signore. E io verrò a prendervi per mano e vi condurrò da Lui, perché vi ricolmi i cuori del Suo Amore Paterno e vi faccia partecipi della vita eterna.

Prima di allora vi resterò vicino con molta discrezione, ma sempre con tanta, tantissima tenerezza, ve lo prometto, e vi proteggerò dalle insidie del male, che sempre si annida nella mente dell'uomo, anche il più timorato di Dio, cioè il più convinto della Sua bontà ed il più riconoscente per i premi che gliene derivano.

Non abbiate timore del Padre buono. Non abbiate paura della buona morte, passaggio ineludibile dal finito all'infinito, dal temporaneo all'eterno. Non abbiate timore di trovarvi spaesati e soli con voi stessi. Non lo siete ora, figuriamoci quando vi ritroverete immersi nella folla di amici che vi faranno da ala festosa nel cammino di avvicinamento a Dio. Il Suo sorriso bonario ed invitante, il Suo gesto di benvenuto, il Suo abbraccio di amore incondizionato, cancelleranno in un attimo i brividi della morte e l'inevitabile dolore di abbandonare persempre le vostre spoglie, alle quali un po' ci si affeziona.

Nell'attesa che ciò si compia per volere di Dio, manteniamoci uniti e preghiamo il Signore che ci ricolmi della gioia di essere consapevoli del nostro destino.

Ciao, bacioni. vostro figlio amoroso


NOVEMBRE 2000


UN TOCCO PERSONALE

Ognuno si porta appresso la propria individualità

4 novembre 2mila

Mi meraviglia, caro papi, tutto questo darsi da fare, tutta questa smania di ricevere miei messaggi da parte di alcuni ai quali abbiamo aperto i nostri cuori. Questo volere essere protagonisti a tutti i costi. Forse non sono anche loro destinatari del mio diario, delle mie corrispondenze, del mio epistolario?

Io sono messaggero di un sentimento universale e di una meravigliosa realtà che si chiama amore. Noi siamo la prova vivente che non c'è soluzione di continuo tra l'amore soprannaturale e quello naturale, quando ci si lascia pervadere da esso dovunque si viva, nella realtà dell'eternità o in quella del finito. Tutto ciò non può essere che patrimonio di tutti e dunque la nostra storia va condivisa con tutti.

Ma essa contiene anche un'altra verità, questa volta tutt'affatto privata, e cioè che l'Amore di Dio si gode solo se Gli si spalancano le porte del cuore e che certe volte è il dolore a dovere aprire una breccia nel cuore, affinché l'amore vi si faccia strada. In questo, nessuno può condividere con noi la nostra esperienza, perché, per quante vicende possano essere simili alla nostra, la nostra è nostra e solo nostra, per quanto l'abbiamo vissuta e sofferta e per come continuiamo a viverla. Senza dimenticare che l'unico vero protagonista di questa rappresentazione è Dio, e che noi siamo i fortunati esecutori della Sua volontà e i fruitori della Sua recita sublime.

Ma quali cerchi, quali gironi, quali selezioni. Nel grande teatro dove lo spirito interpreta il meglio di sé, in uno spettacolo in cartellone da e per secula seculorum, non vi sono posti di prima fila, di platea, di proscenio o di loggione. Tutti gli invitati vi assistono e partecipano con la stessa gioia e ne godono con la stessa intensità.

Nella città celeste, allo stesso modo Dio è in ogni cosa, ed ogni suo abitante è ospite del Signore al tempo stesso nella sua casa accogliente e luminosa. La riconoscenza e l'amore che Dio dedica agli spiriti che gli hanno dato tutto se stesso nella vita terrena, dedicandogli il meglio di sé, sono identici a quelli che Egli dichiara a agli spiriti che si sono aperti a Lui un solo attimo prima del trapasso, perché l'Amore di Dio riconosce il solo merito di essere Suoi figli, sempre e dovunque.

Certo, poiché lo spirito di ognuno di noi si porta appresso la propria individualità, i rapporti che si instaurano ed intercorrono, tra noi e Lui, non sono omogenei, ripetitivi, monotoni e standardizzati, ed è per questo che Dio ci affida compiti differenti, conformemente alle propensioni di ciascuno di noi. Sicché, se è vero che ognuno di noi risplende della Sua Luce e riflette la Sua Luce, è pur vero che lo fa conferendoLe uno stile, un tocco personale che non guasta. Ecco perché brilliamo differentemente l'uno dall'altro nello sterminato firmamento del cielo.

Per questo siamo facilmente riconoscibili. Non farete dunque alcuna fatica a ritrovarmi, miei dolcissimi, quando il Signore vi chiamerà a sé. E quello sarà il secondo più bel giorno della nostra eternità. Vi aspetto con tanta allegria


CHE MUSICA RAGAZZI

Oggi siamo un trio, domani saremo saremo orchestra e coro

11 novembre 2mila

Noi siamo veramente forti, cari i miei papi scriba e mamma banana. Formiamo proprio un bel terzetto, tutti per uno e Uno per tutti. Solo che l'Uno al quale ci rivolgiamo, e dal quale siamo stati riuniti, è Dio. Grazie a Lui abbiamo ricevuto l'ispirazione e la forza di consolidare il nostro legame oltre la morte, perché in Dio si concretizza tutto quell'amore che tracima i vecchi confini del nostro legame, eretti prima che io fossi iniziato alle meraviglie dell'Amore che alberga nel cuore del nostro Padre celeste, per gioirne in primo spirito e per farvelo godere condividendolo come figlio vostro e Suo.

Oggi siamo il trio che si cimenta ad interpretare la sublime Musica, che sgorga dall'Amore di Dio perché giunga all'orecchio e al cuore di chi ascolta la parola sapiente del Verbo, pronunciata prima di tutti i secoli e impressa nella scrittura come viatico del regno dei Cieli. Domani saremo l'orchestra e il coro che canteranno la gloria del Signore, inebriandosi dell'Armonia che regola e governa la vita eterna dello spirito.

Ma già l'oggi è domani, e il domani è il sempre di un inarrestabile crescendo, in un vortice sublime di note che mai mente e orecchio umano hanno avuto la gioia di ascoltare, non perché è spenta la fonte, ma perché ne è annichilita la ricezione per la contaminazione dei rumori volgari e delle dissonanze cacofoniche, che abitualmente pervadono assordanti l'etere in cui si immerge il genere umano. Stridore di rabbia, sghignazzi di perversione, mugugni di frustrazione, ululati di odio, stropiccii di cinismo, singulti di disperazione, latrati di protervia. Che bella musica ragazzi! Roba da far venire la pelle d'oca e i sudori freddi, musica senza gioia, senza emozione, senza speranza, in parole povere diabolica.

Noi invece, nel piccolo del nostro terzetto d'archi, scocchiamo frecce d'amore all'indirizzo dei cuori da riconquistare alla gioia dell'Amore di Dio. Questo è il nostro compito e per questo mi siete stati affidati e raccomandati. Vedo che ve la cavate non c'è male. D'altronde i bersagli da raggiungere non vedono l'ora che la cosa succeda, anche a loro insaputa, anche se atei convinti o agnostici dichiarati. E' impossibile che una bella armonia, una musica sublime, un canto melodioso, possano ferire l'orecchio anche il più sofisticato ed esigente. Dio lo sa e non si lascia sfuggire l'occasione, usando tutti i modi e i mezzi. E voi siete tra questi, strumento di verità e di amore.

A proposito, dubito che voi siate solo strumento. Allora, miei cari, al lavoro: . . . cinque, sei, sette, otto.

Che musica ragazzi! Ciao, il vostro 


MADRE NOSTRA DOLCISSIMA

12 novembre 2mila

Caro papi mio, vorrei pregare con te e con la mia adorata mamma la nostra Madre Misericordiosa, perché apra i cuori di tutti i figli Suoi al messaggio d'amore che Suo Figlio Gesù ha impresso per sempre nella storia dell'umanità.

Madre Nostra dolcissima,
o nostra speranza di Amore purissimo, o nostra certezza di perdono totale, custodisci nel Tuo Cuore Immacolato tutte le tenerezze, i palpiti, gli aneliti, che noi Tuoi figli rivolgiamo a Te, quando il Tuo conforto rimane il solo sostegno della fatica di essere umani, perché al calore del Tuo Amore producano frutti di amore salvifico.

Fa che le nostre buone azioni, le nostre promesse di ben operare, i nostri ravvedimenti, i nostri pentimenti, il nostro impegno di figli responsabili, rallegrino con il Tuo il Cuore di Dio Padre, e ci riconcilino con Lui nel Suo Perdono.
Aiutaci ad amare i nostri fratelli, in ognuno dei quali Tu ami Tuo Figlio.
Guidaci e sostienici nel concedere perdono in cambio di torti, ingiustizie, prepotenze.
Aiutaci a confidare nella giustizia di Dio e nella sua indifferibile puntualità.
Concedici di leggere nella Tua umiltà il segno della Tua consacrazione divina e condividine con noi la forza interiore.
Illumina cuori e menti con l'umana storia di Tuo Figlio Gesù, e svelaci la fortezza del Vostro Amore, del Vostro esempio, del Vostro Sacrificio.

Ma soprattutto promettici di non negarci mai le Tue carezze, la Tua consolazione, la Tua protezione, la Tua comprensione, il Tuo perdono, con tutta l'allegra e materna complicità che Tu conosci meglio di tutte le mamme. E tienici compagnia nelle nostre preghiere, prima di darci il bacio della buona notte.

E così sia.

Riuniamoci ogni sera, alla fine della vostra giornata e nel bel mezzo della mia eternità insieme a voi, per rivolgere alla Nostra Madre Dolcissima questo pensiero d'amore, di fede e di speranza. Maria Misericordiosa custodirà nel suo gioiosissimo Cuore questo tesoro, che andrà ad arricchire i forzieri immensi dell'Amore Universale per esservi restituito con gli interessi nella vita corrente ed in quella futura.

Ciao vecchi paperoni. Ma, vi raccomando non siate solo accaparratori. Sappiate pure essere prodighi e generosi. Un bacione con interessi composti dal vostro


MENTE E RAGIONE

Alla ricerca della verità

17 novembre 2mila

Ti do il benvenuto tra noi, vecchio papi. Non pensare che ti stessimo aspettando, giacché da noi non esistono tempi d'attesa e l'eternità è l'attimo del sempre. Si attende uno che è lontano per consistenza materiale, ma quando lo spirito è in sintonia con il mondo dello spirito, allora le distanze si annullano, il tempo cronometrico si arresta e prevale la dimensione senza misure dell'Amore di Dio, che si manifesta attraverso la comunità di tutte le Sue creature celesti, all'unisono e in tutta la loro gioia e generosità.

Ecco perché, pur standovi noi sempre intorno, voi non riuscite a vederci se non con gli occhi del cuore. Noi sappiamo molto bene come la mente non sia in grado di affrancarsi dalla schiavitù terrena delle unità di misura, e di penetrare l'adiacentissima realtà dell'infinito dove noi siamo di casa.

La mente è capace di vedere con il criterio dell'esperienza anche la trasparenza dei gas, che alimentano l'atmosfera nella quale si trova immersa. E' probabile che, se soggiornasse più a lungo in atmosfere spirituali, alla fine vi potrebbe scorgere anche l'impalpabile immagine di Dio. Ma la ragione, quell'immenso serbatoio nel quale il Signore ha riposto il corredo spirituale di cui ha dotato l'uomo, conosce la via e possiede l'energia per animare l'invisibile di concreta e divina vitalità, per riconoscerne le radici e per desiderarne la cittadinanza eterna.

Solo che la ragione viene spesso accantonata in un ripostiglio o in soffitta, come un vecchio baule pieno di tante cose inutili, inutilizzabili e ingombranti come le idee. E quella più ingombrante sembra essere l'idea di Dio, sicché diviene polverosa e sbiadita, e resterebbe lì al buio se la fede non si affacciasse ogni tanto a sollevare il coperchio per frugare dentro e, tra uno sternuto e l'altro, rispolverare l'idea di Dio fattasi Verbo.

Ecco, dunque, la ragione per la quale ti diamo il benvenuto tra noi, caro papi. Spinto da un desiderio insopprimibile, da un ricordo lontano ma non del tutto cancellato, hai frugato nella soffitta che custodiva le vestigia delle tue origini di figlio di Dio, accantonatevi dalla mente che non le accettava o ne dubitava, ed hai chiesto alla ragione di aiutarti nella ricerca della verità, non soltanto confidando nel sostegno dell'umana conoscenza, ma pure affidandoti alla sapienza del Signore e della Sua parola. E ti sei elevato di quel tanto che ti permette di sentirti tra noi.

Il connubio fede e ragione dà origine al propellente, che spinge verso Dio e il nostro vivere il pesante vettore della vita terrena, a bordo della quale è stata sistemata l'anima dell'umanità, che anela di ritornare alle sue origini in Dio, piuttosto che orbitare intorno a Lui per il resto dell'eternità.

Tu scrivi, vecchio caro papi, perché hai riconosciuto ad entrambi questi doni preziosi, che il Signore ha consegnato all'umanità, il merito di averti fortificato, sostenuto e risollevato nel tempo della disperazione e della ribellione. Tu scrivi, scriba silenzioso e fedele, per indicare che quanto Dio ha donato all'uomo per Amore diventa esso stesso fonte d'amore, e amore è energia, e l'energia ha mosso e muoverà altre penne che sono destinate a scrivere lodi al Signore.

Tu scrivi perché il Signore vuole che tutte le mamme, nessuna esclusa, abbiano la forza di rivolgersi a Lui senza risentimento, ma con il cuore pieno di gratitudine o di speranza.

Tu scrivi, caro papi, perché l'amore lo esige e lo rende attuabile. Non ti chiedere perché né fino a quando, chiediti piuttosto perché tutto questo non dovrebbe accadere.

Un bacione a mammabanana, e uno a te, e a Gingere e Fred. Ciao.


6 RAGIONI D'AMORE

Vocazione ad aprire il proprio cuore a Dio

25 novembre 2mila

Caro papone, vorrei tutti qui con me per godere all'unisono della gioia e della consapevolezza di essere nelle grazie di Dio. Come sarebbe bello che i figli terreni di Dio potessero vedere e toccare con mano tutta la Grazia che il Padre celeste ha ad essi consegnato in dote, per farli molto, ma molto più ricchi di quanto si possa diventare di beni materiali nell'arco breve di una vita. Sarebbe giusto che questo generoso patrimonio non fosse sperperato e fosse addirittura fatto fruttare, investendolo in prove d'amore verso il Signore o verso i propri simili.

Cos'è infatti la Grazia di Dio, se non Amore e vocazione ad aprire a Dio il proprio cuore e la propria mente, accogliendoLo con l'orgoglio e l'umiltà chiudere la porta e buttarne via la chiave? Quando tutto ciò avviene, non è come trovarsi già in paradiso con tutte le sue creature?

Il solito qualcuno potrebbe obiettare che questo modo di pensare ed agire risponde ad una malcelata forma di egoismo. Infatti, uno apre il proprio cuore a Dio, ce Lo chiude dentro e chi s'è visto s'è visto. Tutto ciò non basta.

Primo: l'Amore di Dio va condiviso.

Secondo: l'Amore di Dio va alimentato con Amore.

Terzo: l'Amore di Dio non è un lasciapassare per il Suo Regno, ma è Luce per rischiarare la buia e tormentata via che riconduce a Lui, dal momento che la Grazia, che il Signore elargisce nell'atto della purificazione, garantisce già a tutti il diritto alla gioia eterna.

Quarto: l'Amore di Dio è l'energia vitale, che muove l'armonia di tutto l'universo, visibile ed invisibile. Non deve esserne sprecato nemmeno un palpito, anche se si rigenera senza posa.

Quinto: l'Amore di Dio è inesauribile, ma non per questo è gratuito, nel senso che è sufficiente anche il pegno di un pentimento sincero, se pur tardivo, per esserne ricolmati senza limiti.

Sesto, buon ultimo: l'Amore di Dio è vita in ogni sua dimensione terrena ed eterna.

L'Amore di Dio è dunque l'unisono di cui abbiamo bisogno per essere tutti figli Suoi, in armonia con Lui, tra noi e nelle realtà in cui siamo immersi.
Ma è anche l'amore che ci lega, caro papi, e che ci permette già di assaporare insieme il nostro futuro insieme. Rassicura mammabanana che questo vale anche per lei, sennò chi la sente quella lì!

Un bacione all'unisono dal vostro Ciao a tutti, l'Amore di Dio vi fortifichi e vi illumini sempre.


Dicembre 2000


PROVE D'AMORE

L'amore si lascia dietro prove concrete

2 dicembre 2mila

Caro papi, io sono vivo e vorrei che ti facessi vivo anche tu. Che aspetti? Ti aspetto. (Soltanto nel tardo pomeriggio papà può dedicarsi a Emilio).

Finalmente caro papi, era ora, insomma, certe volte il tuo silenzio imbarazzante mi costringe a ricorrere a concetti temporali, che ormai mi sono necessari solo per entrare nel vostro tempo. Cosicché io, che a rigor di logica potrei starmene zitto zitto nella mia armoniosa ed appagante realtà spirituale, mi devo dolere del fatto che sei tu a non trovar tempo per il dialogo, proprio tu che vivi su una terra caotica e rumorosa.

Veramente conosco bene i motivi che giustificano questa difficoltà di dialogo, peraltro solo formale, giacché, nella sostanza, il tuo amore e l'amore della mia mamma per me e il mio amore per voi si parlano fitto fitto incessantemente, rendendo immortale la nostra unione fuori delle angustie del tempo terreno e delle gramaglie del dolore.

L'uomo della verifica si sente tuttavia più gratificato se l'amore si lascia dietro prove concrete. Ma è proprio vero? L'esperienza e le prove scritte di due millenni di cristianesimo sembrerebbero indicare proprio il contrario, nonostante il fatto che tutta la sua storia basi profonde e poderose fondamenta sull'esile vicenda di un giovane trentenne, dichiaratosi nientedimeno che figlio di Dio e, praticamente per questo motivo, mandato al patibolo e giustiziato come malfattore. Solo un padreterno poteva essere capace di architettare un'invenzione di questo genere.

Un giovanotto di belle speranze, formatosi non si sa quando e a quale Scuola di pensiero, mette a soqquadro la coscienza di un piccolo popolo di pastori che si definisce popolo di Dio. Millantando cromosomi divini, mette insieme un gruppo di pescatori ignoranti e morti di fame, trasformandoli filosofi, poeti e martiri, in imprenditori, industriali, costruttori di una struttura portentosa, che da 2000 anni racconta in maniera ossessiva e monotona di un regno eterno, illuminato e vivificato dall'energia dell'Amore Assoluto, a cui si accede dopo la morte. Roba da non credere.

Ma è possibile che in tutti questi secoli nessuno sia riuscito a smascherare l'impostore e la sua banda di seguaci, che nel frattempo sono cresciuti a dismisura diffondendosi in tutto il mondo? Che nessuno, neppure il diavolo, riesca a buttar giù questo fragile e sgangherato castello di carte, che si fa forte delle debolezze altrui? Se è così, temo proprio che satanasso si sia invecchiato e rimbecillito. Oppure che tutta questa messinscena sia veramente il frutto di una mente raffinata, persuasiva, lungimirante, onnisciente ed onnipotente. Che sia il Padreterno in persona? Mi sa proprio di si.

Con questo convincimento, miei cari, vi lascio a meditare un po' su questa storia, insieme a tutti coloro che, bisognosi di un segno concreto dell'amore di Dio, riusciranno a trovare in queste nostre righe motivo di suggerimento e riflessione. Nel frattempo i nostri amori continueranno a parlarsi in maniera più intima.
E non è necessario che lascino altre tracce, tanto per dimostrare che sono cose di questo e di un altro mondo.

Il mio amore universale e personale è con voi, il vostro è con me e i nostri spiriti palpitano all'unisono nella Luce del Signore.

Così Lui vuole che sia. traccia. Ciao


NEL DONO DELLA MEMORIA IL SENSO DELLA VITA

Cercando le tracce della propria identità spirituale

9 dicembre 2mila

Mio caro papi, mi prude il naso, sono bacini? Io vorrei tanto strofinare il mio naso contro il nasone di Fred e il nasino di Ginger. Ma il mio naso è rimasto ad odorare i profumi deliziosi dei fiori della terra, e mi devo accontentare del ricordo di averlo già fatto quando erano appena cuccioli.

La memoria sensoriale non si cancella, giacché la vita terrena rimane comunque un'esperienza positiva, e certe sensazioni che procurarono gioia rimangono dentro di noi per sempre. Perché mai la vita spirituale dovrebbe annichilirle? La vita lascia invece una traccia indelebile che arricchisce lo spirito, e lo spirito non può fare a meno. Anche il dolore, le sofferenze, le malattie, le tentazioni, contribuiscono positivamente ad arricchire il corredo d'esperienza che ogni anima meritevole si porta in cielo, nella stessa maniera in cui Gesù, venuto in terra per portarvi la lieta novella dell'amore divino per le Sue creature, se ne tornò in cielo carico dei deliziosi dolori dell'umanità. E da quel giorno ripete la straordinaria esperienza umana e divina nel Sacramento dell'Eucaristia.

Lo stesso discorso si addice allo spirito, quella fiammella originata dalla Grazia di Dio e per Grazia di Dio affidata alla materialità di ogni Sua creatura, per permearla di santità. Anche il corpo si porta appresso questo corredo d'esperienza divina, e in cuor suo lo sa e lo considera come indispensabile alla sua formazione umana. Non è dunque un dono meraviglioso e superbo, questo della memoria?

Eppure l'uomo è incline, per sua natura, a dimenticare la sua natura divina, e a lasciarsi suggestionare dalla propensione della propria mente a sostituirsi a Dio. Se ciò non accadesse, la sua vita avrebbe senso? Certamente no. La vita dell'uomo ha senso proprio perché programmata da Dio, per cercarvi le tracce della propria identità spirituale e trovare il percorso che riconduce a Lui.

Avrebbe senso il mondo dell'aldiqua senza il mondo dell'aldilà? Che senso ha negare il mondo dell'aldilà in presenza del mondo dell'aldiqua? Ecco due argomenti su cui riflettere un po' prima di addormentarvi.

Buona notte con una stropicciatina di nasi. Ciao


NATALE 2000

DIO VESTITO DI UMANA IDENTITA'

Cari papà e mamma, la ricorrenza della festa di Natale scandisce nel calendario degli eventi dell'umanità l'anniversario del Figlio di Dio nato per la redenzione. Nato, morto, e risorto nelle umane sembianze che ancora, e per l'eternità, conserva nel corpo glorioso di Cristo, per testimoniare la solidarietà, la paterna comprensione e la misericordia del perdono di Dio nei confronti delle Sue creature, umanamente pervase e afflitte dalle tentazioni o già vittime del peccato.

Sono appena due millenni che la storia attribuisce allo straordinario evento e ne rinnova la straordinaria tradizione. Si tratta di pochi attimi, di pochi minuti, di poche ore, di pochi giorni, di pochi anni, di poche generazioni, cioè di un istante di eternità. Eppure l'uomo festeggia la nascita del suo Salvatore senza tener conto che l'anno è composto di tante giornate, di tante ore, di tanti minuti, di tanti secondi, e di tanti attimi nei quali Gesù rinasce in sembianze umane, si fa Agnello sacrificale, e risorge per riconquistare l'umanità alla Grazia del Padre.

Il Natale va quindi vissuto non già come ricorrenza storica ma come esigenza dello spirito, che non accetta l'attesa di un anno per poter gioire dell'ingresso del Figlio di Dio nel cuore dell'uomo; va festeggiato come la vocazione dell'anima, che anela di nutrirsi istante per istante del rapporto d'amore offerto da Dio vestito di umana identità.

Ogni creatura umana ascolti l'inesauribile richiamo di Dio che si manifesta nei santi vagiti del neonato Gesù. Non sono lontani come la povera capanna di Betlemme, ma provengono dall'intimo di ogni individuo sul quale si sia posata la benevolenza e la Grazia del Signore. Che è il Signore, il Padre buono e misericordioso di tutti, da quell'istante di due millenni fa, in cui Dio si fece Egli stesso uomo per patire della sua stessa umanità.

Questo accadde allora, ieri, un istante fa ed accadrà domani e tanti domani ancora, sino a quando non si sarà completato il reclutamento di tutte le anime destinate al regno del Cieli. Allora Gesù in persona tornerà sulla terra, non per festeggiare il Suo Natale, ma per consacrare la nascita della nuova e definitiva umanità.

E così sia. Che la nascita di Gesù riempia sempre, in ogni istante, di gioia i vostri cuori. Ciao e buon Natale